Sanità in Italia, considerazioni di Domenico Ravetti, e i commenti di Giuseppe Ugonia e Pietro Lugi Garavelli
Sanità in Italia, considerazioni di Domenico Ravetti, e i commenti di Giuseppe Ugonia e Pietro Lugi Garavelli
Ormai ho maturato abbastanza esperienza x evitare di stupirmi o, peggio, di arrabbiarmi sulle questioni politiche. Ma qualche effetto me lo provocano ancora le critiche sulla riforma sanitaria piemontese.
Voglio essere chiaro: trovo giuste le critiche dei cittadini di fronte ad eventuali disservizi e considero un bene le critiche costruttive volte a consigliare percorsi migliori.
Mi indignano le critiche pretestuose mosse da chi nel passato è stato protagonista diretto o indiretto del fallimento della sanità pubblica.
E tra questi critici infallibili alcuni hanno ruoli non solo politici tuttora rilevanti. Ma come sempre la verità con il tempo emergerà con tutta la sua forza, basta aver pazienza e scegliere il momento giusto per parlare.
Giuseppe Ugonia Caro Domenico, le tue parole sono di generica affermazione di una linea di pensiero ma non entrano nel merito delle questioni: e per dire se una critica è fondata o no bisogna entrare nel merito delle questioni a cui questa critica è stata mossa.
E' ovviamente impossibile quì sviscerare tutte le problematiche della sanità piemontese cosa che richiederebbe un incontro ed il tempo necessario per discutere. Ma alcune semplici osservazioni le possiamo fare:
1) la razionalizzazione della rete ospedaliera fatta in ossequio al decreto Balduzzi ti pare che sia stata pianificata seguendo criteri di obiettività o altri criteri che quì preferisco non citare?
2) il taglio dei posti letto fatto prima di riorganizzare l'assistenza territoriale ti sembra che sia una scelta oculata?
3) l'implementazione dell'assistenza sul territorio che avrebbe dovuto vicariare l'ospedalizzazione incongrua ti pare che sia stata realizzata?
4) dulcis in fundo: criticare l'intasamento dei Pronto Soccorso piemontesi, le interminabili liste d'attesa per interventi chirurgici di base (ernie, varici, cataratte,...), le lunghe liste d'attesa per esami strumentali di base (Tac, Ecografie,..),... ti sembra che configuri un quadro di "critica pretestuosa mossa da chi nel passato è stato protagonista del fallimento della sanità pubblica"? Sai, io che segnalo tutte queste criticità, e quindi critico, ti garantisco che nel "passato" ho passato una vita a lavorare dentro il sistema sanitario e ne conosco a menadito le problematiche: posso dirti una cosa? da amico e simpatizzante? E soprattutto con la sensibilità di uno che vorrebbe ancora vedere il PD in Regione per tanti anni? Quello che è andato in Sardegna (spero sia stato un "promoveatur ut amoveatur") non ha fatto del bene alla sanità piemontese, ha fatto dei danni. Adesso è ora di cambiare, siamo ancora in tempo, ma bisogna cambiare mentalità e persone. Caro Domenico, ti saluto con la stessa frase con cui si salutavano gli antichi: "ad majora", nel senso che ti auguro cose più "elevate".
Pietro Luigi Garavelli Gentile Cons. Ravetti, le affermazioni del Sig. Ugonia sono assolutamente condivisibili. Mi consenta un' osservazione di carattere generale. A partire dal 2010 in avanti la Politica in tutto il Paese è venuta meno al proprio ruolo di mediare fra i Tecnici ed i Cittadini. E cosi è nata la Balduzzi che ha riorganizzato la Rete Ospedaliera su meri parametri numerici, senza tenere conto delle diversità di popolazione, conformazione geografica ed infrastrutture presenti in una stessa Regione. La Sanità territoriale è rimasta poi a metà del guado.
Da anni Operatori in Sanità e Cittadini lungo tutto lo Stivale chiedevano e chiedono di essere coinvolti. Per fortuna ogni tanto si riesce ..... E cosi per la mia Specializzazione sono rimaste due Infettivologie nel Quadrante, una ad Alessandria a presidio dell' Hub e l' altra ad Asti a vocazione anche "territoriale" .
Le osservazioni dell' Amico Lera , sicuramente Tecnico del suo settore sono corrette e vanno prese in considerazione, applicandole. Gentile Cons. Ravetti la 1-600, l' applicazione della Balduzzi in Piemonte, non è la Bibbia e penso possa sempre essere migliorata alla luce di quanto positivo o negativo nel frattempo è emerso.
E' questo il compito del Politico. Infine cerchiamo di evitare polemiche all' interno dei Medici, fra Ospedalieri e Territoriali, fra Coloro che praticano la libera professione o no. Ognuno ha scelto come voleva fare questa professione: sono Figlio di Medico Condotto, ora detto "di base", ho sempre lavorato a tempo pieno in Ospedale e mai praticato la libera-professione, rispettoso degli insegnamenti di Mia Madre, Politica Socialista, che mi ha sempre ricordato che il mio è sempre un buon stipendio, se paragonato ad altri lavori, e di dedicarmi allo studio, piuttosto che cercare di accumulare soldi. Ma anche questa è scelta di vita e personale.

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