La cena di Herman Koch

by Maria Cristina Pesce
L'orrendo delitto di Luca Varani, le sevizie e la crudeltà da parte dei due amici reo confessi, per alcune peculiarità  mi ha riportato alla memoria un libro, letto anni fa. 
Ambientato in Olanda “La cena” di Herman Koch, é un libro crudo e per certi versi agghiacciante che però consiglio di leggere, soprattutto a chi ha figli, per gli spunti e le riflessioni che stimola. Un romanzo che ti fa meditare,  che ti sollecita  a porti delle domande e  ti mette di fronte al significato di genitorialità, al dilemma di come affrontare situazioni così emotivamente sconvolgenti. Come ci si deve comportare quando un figlio commette un gesto raccapricciante? responsabilizzarlo costringendolo ad assumersi le conseguenze delle sue azioni? o coprirlo e tacere per non compromettere il suo futuro e  non macchiare il ‘buon nome’ della famiglia? Quali sono i valori che trasmettiamo oggi ai nostri figli in questa società ‘liquida’? Li accontentiamo per ogni capriccio e richiesta, per nostra immaturità o per tacitare i sensi di colpa per l'inconsistenza della nostra presenza o il poco tempo che gli dedichiamo? Quanto essere genitore, biologico o non che sia, rende un genitore “sufficientemente buono”, come diceva Winnicott ? 
La storia si consuma attorno a un tavolo di un lussuoso ristorante per la durata di una cena con  quattro personaggi, due famiglie imparentate dell'alta borghesia, apparentemente felici e benestanti che tra una prelibata portata e l’altra chiacchierano e progettano le future vacanze. La cena, è stata fissata però per affrontare insieme l’efferato omicidio compiuto dai loro figli adolescenti su una barbona che si proteggeva dal freddo  all'interno di un bancomat.
I ragazzi sono stati ‘fortunati’ a non essere ripresi dalle telecamere, ma non sono stati altrettanto ‘furbi’, infatti hanno inserito in rete il filmato dell'orrendo omicidio, ripreso con i loro cellulari. L’arresto dei due ragazzi è imminente, una questione di ore, ma solo dopo le prime portate le due famiglie entrano  nel vivo della discussione, ipotizzando cosa fare, quale comportamento adottare. Una conversazione animata nella quale si snodano anche i ricordi del loro passato, flashback che tracciano chiaramente l’imprinting che i genitori hanno avuto sui figli. Si scoprirà  che non é il primo delitto di cui si é macchiata la prole, figli annoiati, alla ricerca di emozioni, di stordimento, che tanto sono consapevoli dei loro diritti quanto non lo sono dei loro doveri.

Quattro personaggi, Paul, insegnante in pensione, padre immaturo, psicologicamente labile, che non ha la consapevolezza di aver trasmesso al figlio l'istinto di violenza che lui stesso possiede, un uomo che non é stato in grado di sostenere il percorso di sviluppo psichico del figlio. .“Io e Claire abbiamo sempre pensato che Michel debba poter andare avanti con la sua vita. Non vogliamo instillargli alcun senso di colpa. Voglio dire, ha sì una colpa, ma non si può neanche sostenere che una senzatetto che si mette a dormire nella cabina di una bancomat sia l’innocenza in persona.”  Claire, la moglie, al contrario del marito, è una donna forte, che per amore di apparenza  ha sempre nascosto la violenza, la natura disturbata del marito e, anche in questo caso, vuole coprire il figlio per non rovinare l'immagine di famiglia ‘perfetta’.
Serge, il fratello di Paul, invece é un uomo ambizioso, determinato con punte di supponenza, che sta puntando tutto sulla carriera politica e ha fatto della moralità e della legalità la sua bandiera politica, mentre la moglie Babette è dedita alla beneficenza, al volontariato, una donna però poco disposta a sprecare il suo tempo 'prezioso' per l'educazione del figlio o a rinunciare al ruolo di Lady del Primo ministro olandese.

Per una buona parte del  romanzo la conversazione tra le due le famiglie fa intendere che i genitori   vogliono utilizzare una strategia condivisa per coprire i ragazzi e non compromettere il loro status, l'apparente rispettabilità, ma la conclusione sorprenderà. Nel vuoto umano dei personaggi Serge si rivelerà essere il personaggio umanamente più responsabile, realmente preoccupato dello stato psicologico del figlio. 

Un libro scorrevole che si legge in tempi brevi, dalla narrazione fluida, che tratta un tema molto delicato, in cui emerge l’abilità di Koch di tracciare con grande precisione i profili psicologici dei protagonisti e i loro stati d'animo. L'autore olandese disegna lo sfacelo di una realtà che vede l'amoralità nelle nuove generazioni e il fallimento genitoriale, educativo di quelle vecchie, che come gli struzzi nascondono la testa nella sabbia e fingono di non vedere per non compromettere il loro status sociale e non mettersi in discussione. 
Lo scrittore lo fa con uno stile, apparentemente molto 'disimpegnato', nel quale non lascia trapelare un coinvolgimento etico od emotivo, riuscendo però ad innescare nel lettore un processo riflessivo. La narrazione coglie i vuoti, la mancanza di etica degli adulti, presi dai loro egoismi, dalle ambizioni, dalle loro posizioni sociali. Kock, pur non assumendo posizioni, è abile nel mettere a nudo i  processi mentali e l’incomunicabilità tra genitori e figli, come all’interno delle due coppie, e a evidenziare come i figli siano specchio dei loro genitori.
Come ci comporteremmo noi, se i nostri figli si dovessero macchiare di azioni così gravi? Saremmo straziati e avremmo la forza di affrontare  la verità e le conseguenze, per quanto dolorose siano? Un romanzo per certi versi agghiacciante e sconvolgente, proprio come l'omicidio Varani.




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