Pensioni: queste le novità
Mercoledì 28 settembre Governo e sindacati hanno firmato un documento di cinque pagine in cui sono elencati gli interventi previsti in materia di pensioni nei prossimi tre anni. Per la decisione finale bisognerà attendere metà ottobre e la prossima legge di bilancio.
NO TAX AREA. Ai pensionati con più di 74 anni con assegni pari a 8.125 euro lordi l’anno (è lo
stesso livello previsto per i lavoratori dipendenti) verrà aumentata la detrazione d’imposta attualmente riconosciuta a una fascia di pensionati che hanno invece un reddito inferiore.
La QUATTORDICESIMA, cioè l’assegno aggiuntivo incassato dai titolari di pensioni basse a luglio, potrà arrivare a 500 euro.
Cumulo gratuito dei periodi contributivi maturati in gestioni pensionistiche diverse (ricongiunzione gratuita).
Tutti i lavoratori che hanno cambiato lavoro e versano contributi a enti differenti potranno ricongiungere questi contributi gratuitamente. Oggi invece chiedere la cumulazione ha un costo. L’assegno pensionistico sarà calcolato pro-rata con le regole di ciascuna gestione, non sarà quindi più possibile poter scegliere il metodo più conveniente.
Lavoratori precoci:
si vuole consentire a certi lavoratori precoci di andare prima in pensione, dunque con 41 anni di contributi invece dei 42 anni e 10 mesi previsti ora. E questo se i lavoratori precoci rientrano in tre categorie: disoccupati senza più ammortizzatori sociali, persone in condizioni di salute che determinano una disabilità e lavoratori occupati in alcune attività particolarmente gravose».
Le categorie di lavoro gravoso non sono ancora state individuate.
Flessibilità in uscita
APE significa pensione anticipata, cioè possibilità di andare in pensione prima rispetto alle regole stabilite dalla riforma Fornero grazie a un reddito ponte, grazie cioè a un prestito pensionistico-bancario da rimborsare in 20 anni che consentirà di incassare subito parte della pensione. L’APE varrà per i lavoratori con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni (i nati fino al 1954, quindi). Grazie all’APE, questi lavoratori potranno ottenere un anticipo della pensione fino a 3 anni e 7 mesi e visto che l’età minima per la pensione di vecchiaia prevista dalla riforma Fornero è 66 anni e 7 mesi, potranno andare in pensione a partire dai 63 anni.
I lavoratori che avranno maturato i requisiti per l’APE potranno scegliere anche la cosiddetta RITA, “rendita integrativa temporanea anticipata” che permetterà di affiancare al primo anticipo anche un anticipo dell’altra pensione, quella integrativa che, si prevede, «sarà agevolato fiscalmente».
Coldiretti Alessandria

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