Sarah Jessica Parker: “Dodici anni dopo Carrie torno in tv con un divorzio”






L’ex protagonista di “Sex and the City” nella nuova serie “Divorce”
Per chi a cavallo del secolo era bambino, il suo è un nome che dice poco o niente. Ma provate a dire Sarah Jessica Parker a chi invece negli anni in cui la serie Sex and the City esplose - tra il 1998 e il 2004 - era già in età di intendere e di volere. E allora quel nome evoca l’amatissima Carrie Bradshaw, la figura centrale delle quattro amiche protagoniste della mitica serie (le altre erano Kim Cattrall, Kristin Davis e Cynthia Nixon).Con quella loro ossessione per le scarpe con tacchi infiniti e per i vestiti che lasciavano poco all’immaginazione, con i loro eccessi, con i loro amori e più spesso con le loro delusioni d’amore avevano saputo affascinare l’America e il mondo. Oltre che un successo di pubblico, è stato uno show che ha contribuito a ridefinire l’idea di donna contemporanea, e ci è riuscito con leggerezza, humour e molti Martini cocktail. Ora Sex and the City non c’è più - a parte le infinite repliche - da oltre dieci anni. Il primo film ispirato alla serie è stato un successo, il secondo ha avuto un risultato deludente e probabilmente non ce ne sarà un terzo. E Sarah Jessica Parker, per tutti SJP e ora cinquantenne, torna alla televisione e torna alla rete Hbo con una serie chiamata Divorce, dove è una donna e una mamma alle prese appunto con le difficoltà di un divorzio. I toni sono leggeri, suo partner in video Thomas Hayden Church.

 Carrie, no scusi Sarah: come è nata questa idea di «Divorce»? 
«Ho lavorato al progetto per quattro anni con una mia collega con l’idea di produrre e sviluppare la sceneggiatura. Mi ha sempre interessato il matrimonio, e soprattutto come un matrimonio evolve. È stato solamente quando abbiamo iniziato a parlarne con Hbo che è venuto fuori che per loro la protagonista ero io. Non ci pensavo, ma non ho potuto di no. E così sono come ritornata alle origini».
 Di nuovo in televisione, di nuovo Hbo. 
«Ho lavorato a lungo in televisione e resta un mezzo che amo. Adoro il ritmo e il senso di urgenza, i limiti ma anche le libertà e soprattutto la possibilità di avere anche degli anni davanti per sviluppare un personaggio. Quindi tornare è stato come riattivare un muscolo che non era caduto in atrofia ma che si era riposato. E una volta nel set, tutto è stato abbastanza naturale».
 Ci parli di Frances, del suo nuovo personaggio. 
«È una donna che ha messo molto impegno nel matrimonio ma che vede molta inerzia nella relazione. È una donna onesta, che dice al marito che a volte è felice di tornare a casa ma poi quando vede la macchina sotto casa ha il cuore che sprofonda. E che vuole salvare la sua vita, il che può suonare come un concetto egoistico per una donna sposata. Ma è anche una sensazione molto reale per tante persone».
Il divorzio non è un tema facile da affrontare come spettacolo. 
«Abbiano voluto adottare un tono realistico, perché quando si parla di divorzio c’è molta tristezza; ma ci sono anche molte situazioni che sono comiche e ridicole e assurde».

Nella vita reale sta per celebrare vent’anni di matrimonio con l’attore Matthew Broderick. Il vostro segreto di felicità? 
«Che non ne parlo pubblicamente! Dico seriamente, il matrimonio deve restare una cosa privata. Più ne parlo, più mi troverei a confrontarmi con gente che mi dice che cosa c’è che non va. Posso dire che riesco solo a immaginare quanto deve essere difficile e pauroso, dopo avere investito così tanto tempo ed emozioni, il dover accettare che è finita. Ma nella vita ogni occasione può anche diventare una situazione per crescere e fare le cose che ti danno gioia».
 
Il suo guardaroba in «Divorce» è ben diverso da quello molto glamour a cui attingeva per la protagonista di «Sex and the City». Come ha creato esteticamente questo personaggio? 
«Divorce non è un telefilm in costume, ma Frances e il marito sono creature degli Anni 70, quindi la musica e l’estetica di quegli anni gioca una parte chiave nelle loro vite. Per Frances abbiamo cercato un abbigliamento molto specifico. Non è conservatrice, è anzi molto moderna per l’epoca. E anche se i suoi vestiti le calzano vecchio stile, non se ne fa un problema. Rimane pur sempre una donna molto femminile. E sì, una volta che sono entrata nei suoi vestiti la parte si è delineata più chiaramente in me».



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