“Il Depilatore”: di Marco Travaglio

by infosannio
(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Chi, come il sottoscritto, non è proprio un asso (per usare un eufemismo) in economia e finanza, segue con un misto di attenzione e apprensione le cronache e le analisi dei giornali sulla materia, sempre nella speranza di capirci qualcosa. Ieri, per esempio, c’era un dato che a un occhio profano poteva apparire un filino allarmante e che nemmeno la gioiosa macchina da censura allestita da Palazzo Chigi ha potuto nascondere: la crescita zero nel secondo trimestre 2016, che parrebbe lievemente contraddire due anni di annunci governativi su “l’Italia che riparte, “il ritorno del segno più”, “le grandi riforme che si fanno sentire” e la tanto attesa scomparsa degli “zero virgola” così giustamente aborriti dal premier quando parla dei predecessori (Monti e Letta, peraltro sostenuti dal suo partito) - scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 14 agosto 2016, dal titolo “Il Depilatore” –. Ora che, sempre nella nostra dilettantesca percezione, è sparita anche la virgola ed è rimasto lo zero, c’era forse da attendersi un suo discorso alla Nazione, del tipo: “Scusateci, abbiamo sbagliato tutto: abbiamo gettato dalla finestra 4 miliardi abolendo la Tasi, 10 miliardi con gli 80 euro, 12 miliardi con gli incentivi del Jobs Act, 20 miliardi con gli sgravi fiscali a pioggia e abbiamo pure previsto un +1,2 del Pil mentre se arriviamo a +0,8 sarà un miracolo.
E se nella Stabilità evitiamo l’aumento dell’Iva per 15 miliardi, accendiamo un cero alla Madonna. Ergo scordatevi le promesse su pensioni, contratto degli statali, taglio di Irpef e Ires, sgravi per assunzioni e investimenti, e naturalmente i 500 milioni risparmiati con la riforma costituzionale da girare ai poveri (erano una mia invenzione in un attimo di disperazione). Ma ora cambiamo registro: faremo il contrario di ciò che abbiamo fatto finora”.Invece no. Quelli che ci capiscono, e infatti siedono al ministero dell’Economia, da Padoan in giù, assicurano che non c’è da preoccuparsi, era tutto previsto, i conti sono sotto controllo (falsi, ma controllati) e comunque il governo non ha colpe. Ben altri sono i responsabili: Brexit, immigrazione e terrorismo. Meno male, chissà che avevamo capito. Mentre rifiatiamo sollevati e felici, ci sorge soltanto un dubbio: che il consigliere più ascoltato da Renzi e Padoan sia Luciano Moggi, quello che quando la Juventus perse lo scudetto in una piovosa trasferta contro il Perugia, se la prese con l’arbitro Collina per non averla sospesa, sostenendo che il campo inzuppato d’acqua aveva danneggiato solo i bianconeri, mentre i perugini giocavano in stato di levitazione, a qualche centimetro dal prato. (...)


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