Meridiana, Mater Olbia, Costa Smeralda e nessuna trasparenza: ecco come il Qatar rischia di sottomettere la Sardegna
By Paolo Baratto: "Nulla
vi sarebbe di male nell’accogliere investitori internazionali che
aiutassero, con i loro capitali, la nostra bella isola ad emanciparsi
dalla penisola matrigna; a patto che tutto avvenga in una situazione
di trasparente reciprocità paritetica".
Che
il Qatar avrebbe assunto quote rilevanti della compagnia aerea
Meridiana lo si diceva già quattro
Il
disegno è diventato ancora più evidente dopo la conclusione del
caso San Raffaele, l’ospedale privato del Qatar (ma anche del
Vaticano) trasformato in Mater Olbia con una operazione di fatto
imposta dal governo Renzi e,
benché contraria alla politica sanitaria isolana che esigeva una
riduzione di posti letto, portata a termine con teutonica
tempestività dal presidente Pigliaru.
Il
Qatar ha dunque consolidato il suo potere in Sardegna: controlla una
compagnia aerea e un aeroporto (quello di Olbia), ha fortissimi
interessi nella sanità (l’ospedale privato costerà ai sardi
sessanta milioni di euro all’anno per dieci anni), e dispone di
oltre duemila ettari in Gallura che da un giorno all’altro, grazie
ad una nuova legge urbanistica regionale, potrebbero trasformarsi in
aree edificabili.
È
evidente che nessuno oggi è in grado in Sardegna di contrastare il
potere del Qatar: sproporzionate le forze economiche in campo,
spaventosa la sua capacità di condizionare la nostra fragile
opinione pubblica, troppo stretto il rapporto degli emiri con lo
stato italiano, avviato da Berlusconi e
rinnovato con l’arrivo a palazzo Chigi di Monti (che
andò in Qatar con Cappellacci), Letta e
ora Renzi.
E non dimentichiamoci che l’emiro ha incontrato Mattarella al
Quirinale lo scorso 28 gennaio, a suggello di una alleanza che
nessuno mette in discussione.
Qualcun
altro ha dunque deciso per l’isola e, a vedere l’atteggiamento
deferente di presidenti eletti da elettorati diversi
come Cappellacci e Pigliaru,
noi sardi non possiamo contrastare in alcun modo i piani del Qatar,
dobbiamo solo ubbidire e srotolare i tappeti rossi davanti agli
emiri.
I
più realisti potrebbero giustamente farci notare che arabi e cinesi
si stanno comprando mezzo mondo e che quindi demonizzare i capitali
esteri non ha alcun senso. Ma pretendere chiarezza e soprattutto
rispetto, quello sì, quello sarebbe opportuno.
La
pressione che il Qatar ha esercitato sull’opinione pubblica isolana
in occasione del Mater Olbia e ora dell’acquisto di Meridiana è
stata enorme. Inaccettabili certi toni assunti dagli uomini
dell’emiro sulle scadenze da rispettare per l’apertura
dell’ospedale privato, inaccettabili gli ultimatum e le minacce di
far saltare l’affare se la protesta selvaggia dei lavoratori (che,
è bene ricordarlo, sono stati licenziati) non fosse rientrata.
Il
Qatar sa può permettersi di umiliare la politica e le istituzioni
italiane, e non sarà certo il presidentePigliaru a
indispettire gli emiri.
Troppo
forti loro, troppo deboli e privi di qualunque vero potere
contrattuale noi: i rischi che stiamo correndo sono dunque enormi.
Oggi
la Sardegna sembra essere allo stesso bivio della Storia in cui si
trovò negli anni ’60. Allora qualcuno scelse per noi la
petrolchimica, oggi l’impressione fortissima che i signori del
Qatar si candidino ad essere i nuovi Rovelli,
padroni assoluti del nostro destino economico.
Per
evitare di commettere gli spessi errori di cinquant’anni fa, la
Regione dovrebbe dunque chiarirsi le idee su quale modello di
sviluppo adottare e non farselo disegnare su misura dalle
multinazionali e dai capitali esteri. Cosa che invece ora sta
avvenendo.
Il
Piano di Rinascita, per quanto disatteso, fu frutto di una
elaborazione che vide protagonista la classe politica e intellettuale
sarda a tutti i livelli; oggi invece tutto ci viene nascosto e
occultato. Quali sono i reali piani del Qatar per la Sardegna? Quali
sono i suoi obiettivi? Possono i sardi essere messi nella condizione
di poter valutare i progetti degli emiri e di contrattare di
conseguenza la migliore ricaduta possibile per le nostre comunità?
Perché
il presidente non apre un grande dibattito all’interno della
società sarda sul ruolo che il Qatar e altri investitori esteri
possono e devono avere nell’ambito della nostra economia?
Se
l’obiettivo del Qatar è quello di far cambiare la legge
urbanistica per poter costruire ancora in Gallura, di sicuro dispone
di armi di pressione fortissime. Qual è sotto questo aspetto la
posizione del presidentePigliaru?
Perché
ovviamente il Qatar non si fermerà qui e continuerà nella sua
campagna acquisti. Saremo in grado di volgere a nostro vantaggio
questa disponibilità di capitali o solamente la subiremo? E se gli
arabi si comprassero anche il quotidiano La Nuova Sardegna, messo in
vendita da De
Benedetti per
consentire al gruppo Espresso di fondersi con La Stampa, quali
sarebbero i contraccolpi per l’opinione pubblica isolana?
Non
solo: è di queste ore la notizia che una società araba, la
Contra Emirates Group, ha avanzato la proposta di entrare nelle
società di gestione degli aeroporti di Alghero e Cagliari, insieme
ad un progetto di sviluppo turistico per il nord Sardegna. A leggere
i giornali i rappresentanti di questa società hanno anche
già incontrato qualche assessore, ma chi siano realmente noi non
siamo in grado di sapere, visto che questo bellicoso gruppo economico
non ha nemmeno un sito
internet degno
di questo nome.
Ecco,
questi sono i rischi che corriamo: di finire nelle mani di
imprenditori sconosciuti che decideranno per noi sulla base di
progetti che passano sopra le nostre teste, con l’avallo di una
politica silente e complice. Un po’ come avvenne negli anni ’60.
E
come poi sia andata a finire siamo in grado di vederlo oggi con i
nostri occhi.
http://www.vitobiolchini.it/2016/07/16/meridiana-mater-olbia-costa-smeralda-e-nessuna-trasparenza-ecco-come-il-qatar-rischia-di-sottomettere-la-sardegna/

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