Terzo Valico "Chiarezza sull'amianto o non concediamo le cave"
Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it
Stop all'utilizzo delle cave di pianura del terzo valico se non ci sarà chiarezza sullo smaltimento dell'amianto.
E' il nuovo ultimatum lanciato dai sindaci dei comuni interessati ai lavori del terzo valico dei Giovi dopo il sopralluogo della commissione lavori pubblici del Senato e la riunione in Prefettura. Il "giallo" dei dati (diversi) di Cociv e Arpa
ALESSANDRIA – Stop all'utilizzo delle cave di pianura del terzo valico se non ci sarà chairezza sullo smaltimento dell'amianto. E' il nuovo ultimatum lanciato dai sindaci dei comuni interessati ai lavori del terzo valico dei Giovi dopo il sopralluogo della commissione lavori pubblici del Senato e la riunione in Prefettura. Ieri, lunedì, sei senatori della Repubblica hanno effettuato una visita ai cantieri di Campomorone (Genova) e Voltaggio (Alessandria). In realtà, un ritardo sulla tabella di marcia ha impedito la visita al cantiere piemontese: la commissione, scortata da un gran numero di uomini delle forze dell'ordine, si è limitata a sostare all'ex oratorio di Sant'Agostino, struttura di proprietà della fondazione Duchessa di Galliera, ristrutturata per ospitare una quarantina di
dipendenti Cociv. La discussione è, tuttavia, scoppiata nella riunione pomeridiana che si è tenuta in Prefettura, alla presenza dei sindaci del territorio, dei presidenti delle regioni Piemonte e Liguria, dei direttori di Arpa delle due regioni. Ad illustrare i risultati dei lavori è stato il presidente della commissione Altero Matteoli. “Esiste un problema relativo alla presenza di amianto e allo smaltimento dello smarino relativamente ai lavori del Terzo Valico dei Giovi”, ha esordito l'ex ministro. Il problema sta nell'interpretazione della legge e nelle metodoligie di rilevamento delle “rocce verdi”, ossia contenenti amianto. I sindaci chiedono ad Arpa di “fare chiarezza” una volta per tutte e dare garanzia sulla sicurezza di lavoratori e abitanti. In assenza di garanzie, sono pronti a negare i pareri per l'utilizzo delle cave da parte di Cociv. E' stata Arpa, nel corso della conferenza stampa, a parlare di “metodologie differenti” rispetto a quelle adottate da Cociv. Il consorzio di imprese per la realizzazione dell'opera assicura, però, di “applicare la legge vigente”. Arpa e in sindaci, però, ritengono che questa non offra sufficienti garanzie e chiedono un abbassamento dei limiti fino a 100 milligrammi per chilo di roccia, contro i 1000 milligrammi di legge.
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