Maurizio Donte, Poetica

Maurizio Donte, Poetica   
Nasce la poesia dal desiderio intimo dell'uomo di conoscere il suo destino ultimo, di partecipare per quanto può alla creazione del bello, quando non del sublime, tramite la forza creatrice della parola e del suono che ne promana.
Un parallelo, un tentativo, per quanto infinitesimale di aderire al progetto Divino, alla forza creatrice del Logos, della Parola.
Dal greco Poiesis, creazione, deriva infatti il nostro termine italiano. Ora, la creazione, la possibilità di esprimere poeticamente una riflessione profonda, di far vivere immagini, di evocare suoni e memorie, di incidere col proprio pensiero, la coscienza altrui, non appartiene a tutti, come ben dice Nazario Pardini, " i poeti li sceglie Dio", non risiede dunque alcun merito nell'esserlo. È un dono, un talento molto raro, e pesante a volte da portare, che pochissimi riescono ad esprimere in maniera tale da passare alla storia. Un paio, forse tre al secolo, sono i poeti ricordati. E dunque la poesia ha da essere per sua stretta necessità, la tensione al bello, espressa in modo chiaro od allusivo, tramite metafore, volta ad accedere e penetrare l'anima del lettore, lasciando in essa traccia indelebile di se stessa. Le poesie contorte, ingarbugliate e mal scritte sintatticamente, piene di concetti fumosi, di retorica roboante, tanto di moda oggi, semplicemente, a mio vedere, non sono poesie.


Maurizio Donte

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