Il mattino, Maurizio Donte

Il mattino*
Intorno vaga d'armonia l'incanto,
perpetuo dono divino alla terra;
e sorge il sole sull'Alpe e dilaga
attorno sulle valli e le colora
d'ombre e di luci, verdi e d'oro fino.
Erompe il coro d'uccelli nel cielo
e dell'acque che cadono rombando
dalle alte rupi e vanno
ridenti e chiare, rotolando in fondo
ai rivi nel chiaror d'arcobaleni
che s'inarcano, alti, risalendo
a perdersi lassù, dove l'azzurro
incontra il bianco delle nubi e tinge
così di sé, il giorno che nasce ora.
Lento lo sguardo mio
erra e s'imbeve al cantar del mattino
di tutta la bellezza
che si dispiega attorno.

Non vuol mirare l'ombre
inquiete della mente
e fuga le paure.
Sorride il tempo, intanto;
altro non dice al cuor che meraviglia.
E canta il giorno nuovo,
il cielo, il mare che lungi si muove,
riflettendo dell'Alto
i pensieri sublimi;
altro non dico: cuore mio riposa
dagli affanni, dal tempo
amaro degli inganni,
guarda, sorridi, si veste di nuovo
il mattino per una volta ancora.

Maurizio Donte

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