by Oubliette Magazine
Dietro la finestra che s’affaccia sul mondo, siede un poeta che dipinge in sillabe il quadro delle sue percezioni. Come un colore ad olio si versa su ‘un cerchio di petali esplosi’ e su ‘sogni legati alla falce di luna per vederli oscillare’.Poi, aspetta. Aspetta una pioggia di stelle. Cerca. Cerca il punto preciso in cui il respiro si fa vento. Chiede. Chiede un’alternativa al futuro.
Ghiaccio Nero
Tra il silenzio, l’oscurità e la pienezza di un’alba, Giulio Marchetti ti fa volare tra le tenebre, su una stella rubata ed un orizzonte vuoto, fino al bilico di ‘Orlo’, in cui ode ‘echi di spasmi che fingono la poesia del dolore’. Giulio Marchetti, come Fernando Pessoa, arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente.
E la vera finzione la rappresenta chi riesce a comporre liriche affidandosi all’introspezione, saldando reale ed immaginario, perché, come ci ricorda Pessoa: ‘Niente si sa, tutto si immagina.’
Il canto prosegue, si fa più insistente nelle liriche successive, quasi affranto in ‘Scintilla’: in questa lirica l’intenso poeta chiede luce a questo niente e poi, torna a subire in silenzio. Il tempo per pensare in silenzio è poco, forse non esiste. Esiste, semmai, il ... http://oubliettemagazine.com/2016/06/01/ghiaccio-nero-di-giulio-marchetti-lio-poetante-e-posseduto-dalle-immagini-di-volti-sconosciuti/

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