Unioni civili: Question time con Roberto Massaro Consigliere comuale PD

by Pier Carlo Lava
Le Unioni civili sono legge, la Camera ha approvato con 372 sì e 51 contrari il provvedimento. Dopo sei anni dalla prima sollecitazione della Corte Costituzionale che invitava il Parlamento a legiferare in materia e dopo 17 anni dai Pacs francesi, anche l’Italia tra aspre polemiche e forti divergenze, ha una legge sulle unioni civili che dà riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali. 
Il Governo ricorso alla fiducia per garantire rapidamente il risultato afferma che è una pagina storica, ma l’opposizione e il mondo cattolico che sono in forte fermento la ritengono una pagina nera, il centrodestra con il leader della Lega Nord Matteo Salvini invoca l’obiezione di coscienza per i sindaci, invitandoli di fatto a non applicare la legge. Abbiamo interrogato diversi esponenti politici dei vari partiti, a livello locale, regionale e Nazionale, questa l’opinione di:
Roberto Massaro, Consigliere comunale PD

"L'approvazione definitiva della legge sulle unioni civili è un gesto di civiltà necessario. La regolamentazione in termini pubblici di queste unioni è un fatto positivo perchè le toglie dal mondo oscuro e diseguale del contrattualismo privato, come invece qualcuno ha continuato a chiedere fossero ricondotte, che per definizione è gestito diversamente da chi è ricco rispetto a tutti gli altri. Come cattolico, credo nel valore sacramentale del matrimonio, in cui ho trovato la mia vocazione, e nella sua differenza rispetto ad altre forme di unione. Credo altresì che essere cristiani significhi "fare ogni bene a tutti" per cui una regolamentazione giuridica che tuteli anche le coppie omosessuali è un fatto di giustizia. C'è un valore umano del messaggio cristiano che può rispondere al desiderio di amore e di felicità che è di tutti, anche di coloro che non vivono il sacramento del matrimonio. Nella consapevolezza che il Catechismo e il Codice Civile sono libri diversi, sono convinto che abbia senso affermare una distinzione, nel riconoscimento dell'incontro nella differenza e della generatività come valori sociali, ma non nella direzione di una stigmatizzazione di unioni altre rispetto al matrimonio tra uomo e donna. La linea da non valicare è per me la maternità surrogata, perché qui entrano in gioco altri soggetti rispetto alla coppia, con la loro dignità e i loro diritti. "

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