by Filippo Boatti
In migliaia di partecipanti accreditati si sono trovati venerdì, sabato e domenica scorsi (19-20-21 febbraio) al Palazzo dei Congressi dell'EUR di Roma per le giornate assembleari di "Cosmopolitica", un evento dal nome fantasioso pensato dai suoi promotori per lanciare la fase costituente del partito della Sinistra italiana.
E anche dalla nostra Provincia è partita un'ampia delegazione di “cosmonauti”.
I proponenti, esponenti di SEL, degli ex PD, ex M5S e di diverse associazioni di sinistra, civiche, e dei movimenti giovanili, si sono posti l'ambizioso obiettivo di creare un vero e proprio partito della sinistra italiana, riabilitandone il ruolo e la funzione essenziale e non sostituibile di formazione politica e di partecipazione democratica, superando tutte le contraddizioni delle forme "liquide" e "provvisorie" del recente passato della “Seconda Repubblica”; ma cercando al tempo stesso però di declinarlo in forma nuova, con l'ausilio di una piattaforma digitale che si chiama Commo.org e che consentirà di partecipare e decidere anche online, e aprendosi, almeno nelle intenzioni, a tutte le esperienze che si agitano nella società. Certo oggi l'entusiasmo per la politica fra i cittadini è ai minimi storici e non sono molto in forma nemmeno associazioni e movimenti (che fine ha fatto, fra tutti, il movimento per la pace?) ma i movimenti sono carsici e prima o poi la scintilla della partecipazione tornerà e bisognerà farsi trovare
pronti.
Il nuovo partito si propone ambiziosamente come completamente alternativo al PD nel pensiero e nella collocazione politica. Questo esclude intese ed alleanze locali nel caso in cui siano possibili? Lo dovranno decidere i delegati al congresso, convocato per il 2-3-4 dicembre 2016 per consentire i congressi di scioglimento dei soggetti esistenti (in particolare SEL), ma possiamo dire fin da ora che l'opinione prevalente è che serve un partito che rappresenti i valori storici della sinistra e che sia autonomo e popolare, avendo il PD abdicato completamente a questo ruolo - come ha sottolineato Sergio Cofferati - uno dei principali ispiratori di questo nuovo percorso; ma che quello che conta è l'autonomia della cultura politica e che le alleanze vengono a valle e non a monte dell'azione politica, del radicamento sociale e dell'elaborazione di un pensiero completamente autonomo e indipendente da quello che Vendola - applaudito con una standing ovation per il suo emozionante videomessaggio - chiama la lente deformante dell'ideologia liberista.
L'evento è stato strutturato su tre giornate: il venerdì testimonianze e dotte riflessioni (anche troppo a giudizio di molti), laboratori tematici il sabato e la kermesse politica di domenica. Nei laboratori e in realtà dietro le quinte, il lavorio per trovare la quadra dell'accordo politico fra i promotori delle varie provenienze e parrocchie. A parere di chi scrive i laboratori di sabato non hanno aggiunto nulla di nuovo rispetto al programma politico ed economico elaborato un anno fa a "Human Factor" a Milano e avrebbero potuto maggiormente concentrarsi sul come mettere in pratica questi validi programmi, analisi e propositi, anziché ribadire concetti già espressi in una situazione economica che, ahinoi, da un anno a questa parte non è minimamente mutata. Questa lacuna mi auguro sarà colmata nel corso del percorso costituente e congressuale.
Molto interessante è stato invece il convegno sulla Costituzione (e per organizzarsi verso la campagna per il NO al referendum costituzionale di ottobre) con protagonisti il costituzionalista Alessandro Pace e Felice Besostri, l'avvocato socialista milanese già autore del ricorso vincente contro il Porcellum.
Letteralmente entusiasmante è stata la giornata di domenica con la kermesse degli interventi politici. La qualità degli interventi è stata mediamente buona e alcuni di alto livello (sicuramente tutti gli interventi dei "big" sono stati di spessore) anche se un po' troppi interventi (ma fortunatamente non quelli dei “grandi capi”) si sono esercitati nella ricerca dell'applauso facile: se da un lato è utile a galvanizzare la platea, questo aspetto apre anche il rischio di un deficit di riflessione.
Molto precisi, densi di riflessioni e sintetici, gli interventi di Sergio Cofferati, Stefano Fassina, Alfredo D'Attorre. Passionale e schietto ma sobrio rispetto al passato l'intervento del sindaco di Napoli De Magistris, che si ricandida sostenuto dalla sinistra e dal suo movimento arancione, mentre la nutrita componente del “partito trasversale degli amministratori locali”, capitanato senza dubbio da Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della regione Lazio, si attesta a giudizio di chi scrive su una posizione un po' accademica che in questa fase lascia il tempo che trova. Smeriglio, che è molto bravo, può certamente fare di meglio della magra figura che ha fatto domenica, non perché, come ho già avuto - grazie a questo giornale - modo di scrive sul caso di Pisapia, sia sbagliato difendere le esperienze delle amministrazioni locali, ma perché occorre trovare argomenti diversi e più adeguati alla fase attuale dove il PD non è più e non sarà più per lungo tempo quello di Bersani.
Quali sono i riferimenti europei della nuova sinistra? Per la particolare situazione italiana (non dissimile da quella di Syriza in Grecia) i riferimenti sono compositi, con esponenti provenienti dalle diverse famiglie progressiste (socialisti, nuova sinistra e verdi) europee. Non a caso Sergio Cofferati pone l'accento su una pragmatica unità delle forze progressiste per contrastare le politiche liberiste di austerità e rivedere i trattati europei. Queste differenti sensibilità hanno però trovato domenica nell'azione politica contro le disuguaglianze del socialista americano Bernie Sanders, pragmaticamente candidato alle primarie democratiche, un tratto unificante (è stato il più elogiato e citato).
Il guanto di sfida a Renzi è stato lanciato da Alfredo D'Attorre, approvato dalla platea con una ovazione, sul tema del referendum costituzionale di ottobre. Una sfida a Renzi che sarà però affrontata con le armi proprie della discussione nel merito, non personalizzata sul destino individuale di un presidente del consiglio ma nel merito di una riforma costituzionale pasticciata e violentemente imposta a un Parlamento asservito e umiliato.
Gianni Cuperlo ha portato il saluto della sinistra-dem, suscitando qualche mugugno dalla platea ma prendendosi un applauso sincero per il consueto garbo e il coraggio di essersi presentato. Paolo Ferrero è stato fischiato per un intervento incomprensibile dove ha provato ma non è riuscito a spiegare perché mai Rifondazione non voglia partecipare a questo processo aggregante: o ci sono altre ragioni non espresse, o non si è capito cosa volesse dire, ottenendo di spazientire una platea ben disposta. Il professor Marco Revelli ha portato la consueta appassionata riflessione critica, ha auspicato una apertura maggiore di quella a suo dire finora attuata e si è posto di fatto in una posizione intermedia. Mentre la storica esponente del Manifesto Luciana Castellina, esponente dell'Altra Europa come Revelli, ha annunciato la sua piena partecipazione al progetto ed è stata accolta con grande calore dai partecipanti con una standing ovation, regalando un intervento denso di intelligenza e provocazione. Con più coraggio e spirito di avventura del professore, mi si lasci dire francamente.
Le conclusioni sono state fatte dal principale faticatore di questa organizzazione, il coordinatore di SEL Nicola Fratoianni, visibilmente emozionato per la riuscita dell'evento, ma allo stesso tempo sempre più sicuro dei suoi mezzi e impegnato pancia a terra nella riuscita di questo percorso.
Al di là di una cultura politica ancora tutta da costruire, che dovrà essere improntata a una pragmatica radicalità, con capacità di concreta progettualità e cultura di governo, ma sempre netta e chiara nelle posizioni, nelle dichiarazioni e nelle scelte, una sintesi, che non sarà facile da ottenere, di un pensiero politico nuovo che è un patrimonio collettivo ancora tutto da costruire, chi scrive è stato particolarmente colpito in positivo dallo sforzo, che era percepibile partecipando a queste giornate, messo in atto dai principali esponenti di Sel ed ex PD, di condivisione e collegialità per far funzionare questo percorso, mettendo in secondo piano le comprensibili ambizioni personali e le tensioni che inevitabilmente si possono creare, che potranno riemergere in futuro una volta consolidata la creatura ma che oggi non sarebbero opportune: la base chiede a gran voce un partito pluralista, che discute ma che poi si muove unito. E' un percorso che serve perché, come ha detto l'ex segretario della CGIL ed europarlamentare S&D Sergio Cofferati, il PD può essere oppure no un interlocutore a livello locale a seconda dei casi e delle situazioni, ma ha completamente abdicato alle ragioni storiche della sinistra e del socialismo democratico: l'uguaglianza e il valore sociale del lavoro, che oggi vanno di pari passo con le ragioni dell'ecologia, intesa in senso scientifico, e dell'ambiente. Ed è sicuramente un percorso che se continuerà con lo spirito giusto, come è cominciato domenica scorsa, porterà nei prossimi anni la Sinistra italiana ad avere un ruolo politico di rilievo: il potenziale di questa nuova creatura a parere di chi scrive è sicuramente a due cifre - per la volontaria uscita del PD dalla scena della sinistra e per l'evidente incapacità e inconcludenza del M5S - se si riuscirà a fondere assieme le istanze delle due anime fondamentali di questo soggetto, quella più riformatrice e quella più marcatamente populista.
La notevole intesa di fondo fra i principali ispiratori del nuovo percorso (il lavorio dietro le quinte di cui sopra si è manifestato nel risultato unitario sul palco e nell'approvazione della platea) è un buon viatico ma non può che essere un ingrediente iniziale di questa storia. Che per funzionare non potrà essere, come hanno sottolineato D'Attorre, Fratoianni e gli altri, un patto fra alcuni dirigenti ma un processo effettivamente democratico, partecipato e pluralista: ci sono molti mesi davanti per lavorarci.
Tutti gli interventi della kermesse politica di Cosmopolitica, molti dei quali ho ingiustamente tralasciato per ragione di spazio, si possono vedere qui: https://www.radioradicale.it/scheda/467222/cosmopolitica-si-riparte-per-cambiare-litalia-terza-giornata
Filippo Boatti

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