ATM in liquidazione, le considerazioni di Roberto Sarti

by Pier Carlo Lava
Alessandria: Facciamo seguito al nostro precedente post consultabile a questo link: ATM in liquidazione, ora quali sono le prospettive? per pubblicare le considerazioni che ci sono pervenute da: Roberto Sarti Consigliere comunale e Capo Gruppo Lega Nord.
“Affermare che una azienda di trasporti sia arrivata al capolinea potrebbe sembrare una cosa ovvia, naturale ma nel caso di ATM la questione diventa drammatica dal momento che il vero grande problema è come ripartire da quel capolinea. 
Nella Commissione Bilancio del 14 Marzo il Presidente Quagliotti, fassiniano di ferro, ha finalmente spiegato i motivi della futura messa in liquidazione della società. Parliamo di liquidazione in quanto il CDA aveva due possibilità: mettere appunto in liquidazione o dichiarare fallimento il fallimento della società. In realtà esisterebbe una terza possibilità e cioè la ricapitalizzazione da parte del Comune, cosa che porterebbe al dissesto dell'ente. 
Come detto è stata scelta la prima opzione motivando che il fallimento avrebbe lasciato mano libera al giudice esautorando di fatto la politica mentre nell'ipotesi liquidatoria questo non succederebbe. Ma parlando di politica, in questi quattro anni di amministrazione di sinistra dove tutte le partecipate sono di fatto andate a fondo, dove è finita quella politica cui fa riferimento il Presidente ATM, che avrebbe dovuto dare le direttive e gli indirizzi programmatici?. 
Ancora una volta in Commissione abbiamo ascoltato la solita solfa delle colpe che ricadrebbero sulla gestione dei precedenti amministratori e sulla Regione, peraltro attualmente amministrata dal PD, che ha operato significativi tagli ai trasferimenti destinati al TPL. 
In passato sono stati presentati all'attuale Amministrazione diversi piani industriali di ristrutturazione e riorganizzazione dei servizi forniti da ATM, ma pare proprio che nessuno di questi sia stato considerato dall'attuale Amministrazione né tantomeno portato a conoscenza del Consiglio Comunale. 
Una situazione di inerzia decisionale più che evidente. Quali responsabilità ha la giunta regionale Chiamparino, ormai al governo da un paio di anni in tutto questo?. Oltre a tagliare le risorse
destinate al TPL, quali iniziative ha posto in essere per cercare di risolvere il problema, anziché stare per più di un anno asserragliata in Piazza Castello in attesa del responso sulla questione firme false che, in un Paese serio, avrebbe di fatto sancito la fine della giunta stessa? Le cifre del disastro ATM le abbiamo ascoltate,sono dati impietosi, più di otto milioni di perdite al 30 Novembre 2015. Inevitabile che questi dati influiranno negativamente su quello che è l'aspetto più sensibile e cioè sul fronte occupazionale. 
Ancora una volta, dopo l'invio ai giornali, la Lega ha posto alcune domande ai vertici ATM, per cercare non di strumentalizzare la triste faccenda ma di capire. 
Abbiamo chiesto perché sono stati spesi 100.000 euro per il parcheggio Ambrosoli, nelle immediate vicinanze Esselunga; perché si continua a mantenere in vita il servizio Eccobus, che si è rivelato un fallimento dal punto di vista economico; perché vengono conferiti incarichi di consulenza legale ad esterni quando all'interno dell'azienda esistono professionalità che sarebbero perfettamente in grado di assolvere tali compiti; perchè la pulizia degli autobus viene affidata ad una cooperativa esterna e non a manodopera interna che magari sta rischiando il posto di lavoro; perché non sono stati svalutati i crediti vantati al Comune nonostante la certezza della non riscossione; perché si è deciso di trasferire nella stazione ferroviaria, con tutte le spese che questo comporta, quando era noto che tale operazione non era favorevole dal punto di vista economico. 
Domande a cui abbiamo ricevuto una risposta inquietante: tutte le risorse eventualmente ottenute nel mettere mano a queste situazioni di certo non sarebbero servite a coprire i 3 milioni di euro che attualmente ATM perde all'anno!.
Vero, assolutamente vero. Ma se non si comincia da qualcosa non si arriva da nessuna parte. Siamo infatti convinti che operando i risparmi suddetti qualche centinaio di migliaia di euro lo avremmo avuto a disposizione, cosa che avrebbe potuto salvare magari uno o due posti di lavoro. 
Perché al di la dei numeri, della burocrazia, dell'è colpa mia no è colpa tua, dei dati economici di bilancio, il vero problema sono le persone che da mesi non sanno se continueranno a lavorare in azienda o se verranno inglobati in qualche altra partecipata esterna o indigena o se saranno freddamente "esuberati" in base alla realtà e crudezza delle cifre. Purtroppo la realtà è fatta di questi drammi dei lavoratori, di un CDA "fassiniano" che dopo aver compiuto una ricognizione sui dati bilancio liquida l'azienda e se ne ritorna in terra sabauda dopo aver recitato la parte dei giustizieri venuti da fuori in modo da non imbarazzare eventuali giustizieri cittadini che così dormiranno sonni tranquilli.

Il TPL soffre di mancanza di risorse praticamente ovunque in questo Paese, ma esistono anche realtà, non molto lontane da noi in Piemonte, dove si è intrapreso un cammino, magari difficile, ma che sta portando buoni risultati. Per fare questo è però indispensabile avere degli indirizzi, degli obbiettivi, assumersi delle responsabilità spesso molto imbarazzanti. Aspetti che purtroppo non vediamo in questa triste vicenda il cui finale lo scopriremo col tempo”.

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