Camere a gas

by Paola Re
Spettabile redazione,
in occasione del Giorno della Memoria, propongo alcune riflessioni sulle camere a gas.
La camera a gas è un metodo di esecuzione della pena di morte introdotto negli Stati Uniti negli anni Venti e ancora in vigore in questo Paese negli stati di California, Arizona, Wyoming, Missouri, Maryland. In Europa il pensiero della camera a gas ci porta al periodo nazista quando questo metodo di uccisione fu usato per lo sterminio di massa nei lager. Diversi esperimenti furono condotti per trovare il metodo più rapido ed efficace per morire di asfissia: inizialmente si usò monossido di carbonio, poi si passò allo Zyklon B che permetteva di uccidere rapidamente e contemporaneamente un gran numero di persone (1000-1500 in circa trenta minuti). Non possediamo filmati di tali esecuzioni e proprio questa assenza di testimonianze video ha insinuato il sospetto in certe menti perverse che le camere a gas siano state un’invenzione storica, quindi costruite a posteriori per aggravare le colpe del regime nazista. Se ne possono vedere immagini di quelle di Dachau https://www.youtube.com/watch?v=X4gZGx1UPsQ e di Mauthausen https://www.youtube.com/watch?v=QdmrBaiMr_Y
Calato il sipario su questo tragico periodo storico, la nostra civile Europa non può dirsi libera da tale pena di morte che esiste ancora applicata legalmente agli animali. Il REGOLAMENTO (CE) N. 1099/2009 DEL CONSIGLIO EUROPEO RELATIVO ALLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DURANTE L’ABBATTIMENTO elenca nell’ALLEGATO I i metodi di stordimento e relative caratteristiche (di cui all’articolo 4). Tra quelli riservati agli animali da pelliccia vi è: “METODI DI ESPOSIZIONE A GAS. METODO 1 Biossido di carbonio ad alta concentrazione. Esposizione diretta o progressiva di animali coscienti a una miscela di gas contenente più del 40 % di biossido di carbonio. Il metodo può essere usato in fosse, gallerie, contenitori o in edifici precedentemente sigillati. METODO 5 Monossido di carbonio (in forma pura). Esposizione di animali coscienti a una miscela di gas contenente più del 4 % di monossido di carbonio. METODO 6 Monossido di carbonio associato ad altri gas. Esposizione di animali coscienti a una miscela di gas contenente più dell’1 % di monossido di carbonio associato ad altri gas tossici.”
E’ cosa nota che gli animali “da pelliccia” muoiano in modo simile (ma non solo in questo modo). La campagna informativa dell’associazione EssereAnimali ha documentato in modo cristallino la vita e la morte di queste creature colpevoli di nascere con una splendida pelliccia http://www.visoniliberi.org/. Il video ci riporta in un clima di campo di sterminio facendoci capire
che la lezione della storia non ci è affatto servita http://www.visoniliberi.org/video.htm
Ciò che non è sufficientemente noto è che questo metodo è usato anche per sterminare animali “da cibo”. Nella lontana Australia, e c’è da mettere in conto che la cosa possa arrivare anche da noi, in questo modo si uccidono i maiali http://www.veganzone.it/notizie/2015/12/7/australia-attivisti-chiusi-in-una-camera-a-gas-per-maiali/ “Questa mattina l’associazione australiana Animal Liberation Victoria ha deciso di bloccare il lavoro di un impianto di macellazione di maiali a Laverton, incatenandosi direttamente sul tetto dell’edificio e dentro la “camera a gas” utilizzata per uccidere i maiali. Molti altri manifestanti erano all’esterno, con un presidio di solidarietà. L’azione è stata messa in atto per lanciare su tutti i media nuove terribili immagini frutto di quasi due anni di lavoro, condotto anche all’interno dello stesso macello di Laverton. Le telecamere nascoste di ALV hanno ripreso quello che viene definito il metodo più umano di stordimento degli animali, l’utilizzo di camere a gas che funzionano a biossido di carbonio. In realtà si tratta di un metodo che provoca enormi sofferenze. I gas ustionano gli occhi, la gola e tutto l’apparato respiratorio, provocando dolori irrefrenabili e uno stordimento che spesso arriva molto lentamente. Le immagini mostrano maiali forzati con pungoli elettrici dentro la camera a gas e poi i loro spasmi, le urla, i calci, i tentativi inutili di sfuggire alla morte. Questa è la fine per la maggior parte dei maiali australiani, anche quelli allevati in modo biologico. E non è affatto una bella fine, per quanto l’industria possa promuoverla come il metodo più umano di uccidere. Oggi il presidente dell’associazione, incatenato dentro una di queste camere a gas, ha detto: «La compassione non è un crimine. Sfido chiunque abbia da ridire sull’azione di oggi a guardare il video su PigTruth.com. Le prove sono innegabili, i macelli sono crudeli, non etici e non necessari. È ora di fermare questo massacro insensato». L’azione è durata alcune ore e poi gli attivisti sono stati rimossi dalla polizia. Molti media australiani e non solo hanno diffuso il video dell’investigazione. Ancora una volta sono state le telecamere di attivisti a mostrare ciò che si nasconde in questi luoghi. E ancora una volta la realtà è completamente diversa da quanto proclamato da chi gestisce il business di allevamento e uccisione di animali. Perché per quanto si possa parlare di benessere, gli animali semplicemente non vogliono morire.”

Il migliore amico dell’uomo non se la passa meglio in Giappone http://www.ilmeridianonews.it/2015/12/cani-ammazzati-nelle-camere-a-gas-la-denuncia-di-nonsoloaniamali/ “A Tokyo, in Giappone, i randagi vengono rinchiusi all’interno  di camere a gas e uccisi lentamente con l’anidride carbonica nel giro di 15 minuti… Ayaka Shiomura, parlamentare al Tokyo Metropolitan Assembly… ha dimostrato che la “scatola dei sogni” (Dream box) usata per l’eutanasia dei randagi del paese è tutt’altro che umana. Ha spiegato che tutti gli animali portati presso la struttura rimangono al rifugio per un lasso di tempo che varia dai soli 3 ai 7 giorni, a seconda della politica locale. Dopo tale periodo, se l’animale non reclamato, viene soppresso… Per essere soppressi i cani sono tenuti in una gabbia, che ha una porta sul retro che conduce direttamente nel “Dream Box”… un nome romantico che ha poco a che fare con la dura realtà della camera a gas… Una volta all’interno, la camera viene bloccata e viene premuto un pulsante per disperdere anidride carbonica nella camera.  In Giappone, circa 170.000, tra cani e gatti randagi vengono sottoposti all’eutanasia con questo metodo doloroso.”

Sono passati 71 anni dall’apertura del cancello di Auschwitz ma nel frattempo se ne sono chiusi e se ne continuano a chiudere tanti altri. Cancellare la pena della camera a gas nei confronti degli esseri umani è uno sconfortante bicchiere mezzo vuoto se essa si continua a mantenere nei confronti degli esseri non umani.
E’ pericoloso azionare il meccanismo della gerarchia delle oppressioni, per cui una crudeltà risulta più o meno accettabile se essa sia applicabile a specie diverse di esseri senzienti: costruire questa gerarchia crea le condizioni affinché ogni oppressione sia possibile. La battaglia, difficilissima da vincere ma doverosa da fare, è non legittimare alcuna oppressione. Finché ci saranno animali chiusi a morire nelle camere a gas, non dobbiamo stupirci di trovare esseri umani a condividere la stessa sorte.
Cordiali saluti.

Tortona (AL)

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