Fisioterapia per tutti, Dr. Tallone Marco cell. 3475183685
Parliamo in questa rubrica del Morbo di Parkinson e dell’apporto della fisioterapia per migliorare la disabilità.
Il M.di Parkinson e i Parkinsonismi cioè malattie simili al Parkinson sono causati dalla degenerazione delle strutture profonde del cervello in seguito a varie cause, come ictus ripetuti, lungo uso di psicofarmaci, invecchiamento cerebrale, ma anche inquinamento e pesticidi.
I sintomi, nelle sue varie forme, sono, in misura maggiore o minore, il classico tremore, rigidità, difficoltà negli spostamenti (alzarsi,sedersi,etc), lentezza nei movimenti e difficoltà ad iniziare il cammino, a camminare e nell’equilibrio.
Classica andatura col tronco leggermente piegato e a passi piccoli e striscianti.
In sintesi vi è un impoverimento di tutto il movimento dell’uomo.
Un grandissimo aiuto per questa malattia è arrivato dalla medicina con la levodopa, questo farmaco attutisce o fa quasi scomparire i sintomi per anni. Questo però ha un rovescio della medaglia, il farmaco ha effetto solo per massimo un certo numero di anni(all’incirca 15) e deve essere
progressivamente aumentato per evitare la tolleranza.
Si è visto che l’associazione con la fisioterapia permette a questo farmaco di avere più effetto e quindi di evitare di aumentare le dosi e prolungare così il suo utilizzo per molti più anni.
La fisioterapia prevede sedute brevi ma ravvicinate e molto varie fra di loro, per non stancare il paziente e sfruttare il sempre nuovo impatto di nuovi esercizi sulla disabilità. Inutile eseguire esercizi ripetitivi e uguali di volta in volta oltre un certo limite il paziente non riesce ad apprendere e si trascurerebbero gli altri aspetti della motricità e l’equilibrio.
Varietà quindi, si comincia con il paziente sdraiato e si eseguono esercizi di stretching delle gambe, dei piedi, del collo poi col paziente a pancia sotto si eseguono esercizi a gattoni e sulle ginocchia.
Il paziente si siede ed esegue esercizi con le braccia usando il bastone ma anche ondeggiando col tronco.
Da in piedi si eseguono esercizi per l’equilibrio con il bastone e l’utilizzo di tavole propriocettive. Interessante il lavoro sui movimenti ‘anticipatori’ usando il pallone che deve essere preso al volo, e esercizi su una gamba sola. Infine si chiude con il cammino che deve essere fatto evitando o saltando piccoli ostacoli per dare più attenzione al movimento quindi più controllo di esso.
Non bisogna accontentarsi della sola terapia farmacologica è importante quanto necessaria anche la fisioterapia, non trascurate questa malattia può causare molte complicanze come cadute a terra.
L’ultima raccomandazione mettetevi nelle mani di un fisioterapista preparato in questo settore.

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