L'M5S vince con soli 39 voti di scarto sul Pd. Destra, Lega e Forza Italia non pervenuti. Un risultato elettorale che fa di questa piccola elezione di paese uno degli eventi politici più importanti del 2015
Alla fine i numeri dicono Angelo Cipriani. Il candidato del MoVimento Cinque Stelle ha bruciato per un pugno di voti (meno di 100, 29,89 per cento, 1592 voti a 29,16 per cento, 1553) quello del Pd, Giuseppe Pisano e strappando la maggioranza a Sedriano, ha vinto molto di più di quella che potrebbe sembrare la piccola elezione del piccolo consiglio comunale di un piccolo comune (11 mila abitanti).
In un colpo solo il Maresciallo della Guardia di Finanza Cipriani, candidato dal M5S, ha portato a casa tre risultati: ha intestato per la prima volta un comune lombardo ai Cinque Stelle; ha vinto un’elezione da un alto valore simbolico perché Sedriano, nel 2013, è stato il primo comune lombardo sciolto per mafia; ha vinto le ultime vere elezioni prima delle amministrative di Roma e di Milano, città che voterà
a sei mesi e venti chilometri da qui.
Tre primati che fanno di questa piccola elezione di paese uno degli eventi politici più importanti del 2015 e di Sedriano un Carneade della recente geografia istituzionale.
Qui, in questo paese incastrato tra la periferia della grande città e la provincia vera e propria, per settimane hanno sfilato i big della politica nazionale, in cerca di ogni voto: solo negli ultimi giorni a Sedriano hanno fatto la loro comparsa Luigi Di Maio e Alessandro di Battista, Matteo Salvini, Deborah Serracchiani, Pietro Bussolati, Giuliano Pisapia e Nando Dalla Chiesa, Romano La Russa e il senatore forzista Sante Zuffada.
In genere i leader nazionali non si scompongono per elezioni di portata così piccola, ma stavolta, lo sapevano in campagna elettorale e lo sanno anche oggi, a urne chiuse, la posta in gioco era molto più alta di quella di un consiglio comunale di paese: aveva a che fare con la patente di ‘liberatori’ dalla mafia e dal malaffare che, automaticamente, sarebbe stata conferita ai vincitori.
E gli elettori, alla fine, questa patente l’hanno messa nelle mani del candidato Cinque Stelle.
Certo, va detto che a votare ci sono andati in pochi, il 59 per cento degli aventi diritto, come se l’attenzione dei comuni cittadini alle cose del mondo sia inversamente proporzionale a quella che vi ripongono i politici e i big dei partiti.
A nulla sono servite le passerelle dei volti noti della politica; a nulla l'altissimo numero di liste in campo, sei: Movimento 5 Stelle, Sinistra per Sedriano, Progetto per Sedriano (lista in buona sostanza Pd), Centrodestra per Sedriano, Lega Nord e Lista civica Sedriano; a nulla è nemmeno servito il polverone sollevato sul nome di un candidato del MoVimento, il cui nome è stato accostato, dal ‘Fatto Quotidiano’ alla famiglia dei Musitano di Bareggio.
I cittadini a votare non ci sono andati e, quand’anche ci sono andati, hanno scelto il MoVimento Cinque Stelle. Secondo classificato, in una gara che non ammette secondi, il Pd. Non pervenute o quasi né la destra dell’ex sindaco Alfredo Celeste ( rinviato a giudizio e non candandidabile ) e di Forza Italia, né quella di Matteo Salvini.
Mancano pochi mesi per capire se questa elezione è stata una specie di prova generale per altre, più corpose, elezioni o se invece è solo un’elezione di paese. Ma i segretari di partito ci hanno già detto, facendo a gara per mostrare i muscoli a Sedriano, come la pensano.
da: l'Espresso

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