by Simona de Nicola, Roma
Sostengo vivamente la lettera della signora Re.
E' sempre triste constatare come puntualmente le istituzioni comunali agiscono senza tener in nessun conto i metodi di contenimento ecologici e non cruenti emanando condanne a morte del tutto ingiustificate, per la gioia insensata e sanguinaria di una piccola arrogante elite della popolazione.
La caccia è violenza gratuita, scempio di vite e scempio di natura, oltre che di vite umane vittime ogni anno di questi scellerati che vagano per campagne e boschi sparando a ogni cosa che si muove. Gli animali e la natura sono patrimonio di tutti, e la maggioranza degli italiani odia la caccia e la vorrebbe abolita. Non possiamo continuare ad essere così egoisti da pretendere di essere gli unici ad
avere diritto di vivere su questo pianeta.
Stiamo distruggendo ogni forma di natura, animali di ogni specie si stanno estinguendo. Il compito delle istituzioni è quello di salvaguardare questa bellezza e insegnare a rispettarla, perché siamo tutti parte di una stessa vita universale animali, piante ed esseri umani!. Il progresso morale e civile di un paese lo si può giudicare da come tratta gli animali diceva Gandhi, e la caccia come soluzione di contenimento (e non) non è certo degna di un paese civile. "Civile" è utilizzare la propria intelligenza da specie "superiore" (quale si considera quella umana) per convivere pacificamente con le altre specie selvatiche, rispettando la loro natura, senza ricorrere ai soliti metodi anacronistici e barbari legati al troppo diffuso egoistico antropocentrismo umano che ci sta portando all'autodistruzione.

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