L’anno nero degli imprenditori alessandrini: nel 2014 fallite 142 imprese (122 nel 2013, 99 nel 2012)

Lo stabilimento di imbottigliamento della Fonti Feja

Fra le attività più note Fonti Feja, Abbondio e utensileria Boggio Sola di Tortona
02/01/2015
EMMA CAMAGNA
ALESSANDRIA
Orribile: il 2014 è stato un anno deleterio per l’economia della provincia soprattutto per il settore edile. Lo confermano i 142 fallimenti sentenziati, cifra record, ancora superiore a quelle del 2013 (122) e del 2012 (99). I dissesti erano stati 23 nel 2007 (sembra un’altra epoca), 54 nel 2008, poi 68 nel 2009, 82 nel 2010 e 95 nel 2011.  
Il numero sarebbe superiore se negozi o aziende non avessero cessato l’attività evitando di portare in tribunale i libri contabili. I dati, resi noti dalla Camera di commercio, testimoniano che l’edilizia, e il settore immobiliare, è stata la grande vittima della crisi. Nel capoluogo il maggior numero di fallimenti : 40 contro i 27 del 2013 e 2012. Seguono Novi con 15 (10 nel 2013), Tortona con 20 a fronte degli 8 del 2013, Valenza con 13, 4 in meno
dell’anno scorso, Casale con 9 (16 nel 2013), 7 ad Acqui, uno in più del 2013, 4 a Ovada mentre l’anno prima erano stati 2 e 2 a Casalcermelli, Pecetto di Valenza, S. Salvatore e Pozzolo. Un fallimento a Basaluzzo, Belforte, Borghetto Borbera, Borgoratto, Bosco Marengo, Cantalupo Ligure, Capriata, Carbonara Scrivia, Casalnoceto, Cassano Spinola, Cassine, Castelletto d’Orba e Monferrato, Castelnuovo Bormida, Frugarolo, Sala, Sale, Silvano d’Orba, Solero, Solonghello, Terruggia, Tagliolo, Terzo e Volpedo.  
Il settore orafo è stato il più colpito a Valenza dove sono falliti anche la Mandrini Auto e la Mandrini Motors e la stessa sorte è toccata, a Ovada, alla Cavannaauto. Parecchie aziende fallite erano già inattive, tutte avevano alle dipendenze pochi o pochissimi dipendenti.  
A Tortona spiccano i fallimenti della Abbondio e dell’utensileria Boggio Sola. Fallita anche la Fonti Feja di Castelletto d’Orba. 

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