La Cittadella di Alessandria si trova a nord-ovest della
città ed è da essa separata dal fiume Tanaro. E' stata utilizzata come fortezza nel medioevo e, in
particolare, nei secoli XVIII - XX dai Savoia, dalla Repubblica di Genova e dal
ducato di Milano.
La fortificazione venne costruita in seguito alla guerra di
successione spagnola, dopo la firma del trattato di Utrecht del 1713, quando la
città passò dal dominio spagnolo a quello di casa Savoia, sulle rovine del
preesistente quartiere di Bergoglio, il cui terreno paludoso venne consolidato
con “pilotaggi” per consentire la
realizzazione delle opere di fondazione di
bastioni e cortine.
Voluta da Vittorio Amedeo II, fu progettata dall'ingegnere
Ignazio Bertola secondo i modelli delle fortificazioni alla moderna,
componendosi di sei fronti bastionati forniti di cavalieri, collegati da spesse
murature rettilinee, percorsi da gallerie e casematte e circondata da fossati
che in passato venivano inondati dalle acque del fiume, per una superficie
complessiva di circa 60 ettari.
La costruzione venne decisa nel 1728 e i lavori iniziarono
nel 1732; nel medesimo anno risultava già edificata la cinta perimetrale e nel
1745 la fortezza fu completata nelle sue componenti principali. Vi si accedeva
da un lungo ponte di pietra, attraverso la Porta Reale, che conduceva ad una
grande area circondata da edifici a più piani disposti secondo l'asse
dell'antico quartiere di Bergoglio, tutti coperti da resistenti terrapieni
costruiti tra il 1749 e il 1831.
Durante l'occupazione francese, lo stesso Napoleone ne
ammodernò e ingrandì le strutture per trasformarla nella “porta orientale”
della Francia, affidando i lavori al miglior architetto militare francese,
François de Chasseloup Laubat che connotò l'intero iter del progetto con una
concezione nuova di difesa complessiva, intesa come insieme di città e
cittadella. La posizione e l'efficacia delle moderne fortificazioni ne fecero
uno dei più forti baluardi, che continuò a svolgere un ruolo fondamentale anche
durante la restaurazione e il risorgimento, in particolare in occasione della
resistenza vittoriosa del 1849 durante la seconda guerra d'Indipendenza.
Dopo la proclamazione dell’Unità d’Italia, si susseguirono,
a partire dal 1862, numerosi piani di difesa per la città di Alessandria finchè
cambiarono i fronti strategici e militari e nel 1889 la Cittadella da “fortezza
di primo rango” fu declassata a sede di comandi, caserma e deposito logistico,
pur rimanendo un sito fondamentale
dell’organizzazione territoriale dell’Esercito Italiano.
Durante la seconda guerra mondiale, venne occupata dai
tedeschi e pesantemente bombardata, anche se i danni arrecati non furono
gravissimi. Dal 2006 la Cittadella è stata inserita nella "Tentative
List" per la candidatura alla Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità
(UNESCO) e nel 2007 fu definitivamente dismessa dal Ministero della Difesa per
essere acquisita dall'Agenzia del Demanio.
Unico sito italiano, la Cittadella è stata inoltre selezionata
tra i luoghi storici da salvare in Europa nell’edizione 2014 del programma “I 7
più a rischio” (The 7 Most Endangered), promosso da Europa Nostra –
organizzazione leader in tema di patrimonio artistico – di concerto con la
Banca Europea degli Investimenti e con il supporto del Consiglio della Banca
Europea di Sviluppo.

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