AVEVO 15 ANNI NEL 1944 by Marianne-Nicole


La guerra non finiva e nemmeno le restrizioni. Vincennes, vicino a Parigi, aveva la fortuna di non essere bombardata. Era la protezione di Santa Genoveffa o il desiderio dei belligeranti di occupare la Ville-Lumière e la periferia senza ridurle in cenere? Aspettando la soluzione, gli allarmi continuavano.  
Scendevo nella cantina del palazzo, questa orribile cantina piena di ragnatele e carbone, e sapevo che Hitler aveva fatto riempire la città di esplosivo e che potevamo saltare in aria da un momento all’altro. Parigi brucia? Oppure sarei morta tra le macerie, in un bombardamento angloamericano. Scendevo con la cartella pronta per il giorno dopo, in modo da non perdere le lezioni se la casa fosse crollata… temevo soprattutto che i miei genitori morissero. Alcuni inquilini indossavano la maschera antigas; la mia ormai era troppo piccola, allora nella custodia tenevo un pezzetto di pane bianco, prelibatezza che non si vedeva da anni… 
IL RAZIONAMENTO… Tutto era razionato, stoffa, carta, cibo.. avevo fame, mi si vedevano le costole. Oltre 12 anni, non si aveva più la razione di latte ma noi J3 avevamo 250 grammi di cioccolata al mese. Nei negozi si pagava e si dava un bollino della tessera. La fila durava ore, aspettavo fin dall’alba con i piedi nella neve gelata. Molti commercianti facevano la borsa nera. Si scambiava un brillante con un sacco di patate! Come prima colazione, mia madre scaldava la minestra
della sera prima.
Un giorno un uomo che teneva in braccio un bambino correva, è caduto per terra, una donna gli ha dato la sua razione di burro. 
Ho visto un camion pieno di gente in piedi, portavano una stella gialla sul cappotto, erano Ebrei, i Tedeschi li portavano ai campi di concentramento.
Nelle aiuole avevamo piantato le verdure per fare la zuppa. Gli uomini fumavano le foglie di granoturco, andavamo da amici a bere un ‘surrogato’ di caffè.
AGOSTO 1944 – LA MIA BATTAGLIA DI PARIGI – il 16 agosto 1944 ho compiuto 15 anni. Come unico cibo, le razioni di zucchero dateci dal Municipio.
Gli Americani hanno liberato Parigi e ci hanno dato cioccolata e sigarette. Tedeschi e cecchini combattevano, per 10 giorni siamo rimaste a casa, mia madre e io. Mio padre usciva per avere notizie. 
L’8 maggio 1945 la grande campana di Notre-Dame de Paris suonava a festa. I giornali titolavano a caratteri cubitali, C’EST FINI, è finita.
Mio padre ha tolto le strisce di carta che oscuravano le persiane e ha acceso una grande croce di Lorena. La gente che passava applaudiva.
Marianne-Nicole

Commenti