by Pier Carlo Lava
L’Istat lancia un allarme sulle pensioni dove sussiste un evidente squilibrio di genere, una questione grave che colpisce il mondo del lavoro, dato che mediamente le donne guadagnano meno degli uomini e il problema non si risolve nemmeno in vecchiaia.
A completare questo quadro che le penalizza si aggiunge il fatto che le stesse hanno delle difficoltà a conciliare lavoro e famiglia, la maternità e forti discriminazioni sul lavoro.
Le donne hanno una pensione più bassa del 40% di quella degli uomini, mediamente di 9000 euro contro i 15000 di quelle degli uomini, inoltre sono pensioni da fame il 52% delle donne percepisce meno di 1000 euro, contro il 32% degli uomini.
La spesa pensionistica annuale dell’Inps è di 271 miliardi di euro, le donne pur essendo la maggioranza dato la loro longevità rappresentano una quota inferiore rispetto a quella degli uomini, che sono di meno ma incassano mediamente il 56% della spesa totale. Le disuguaglianze sono distribuite su tutto il territorio nazionale ma risultano più accentuate in alcune regioni, il record negativo va al nord, ai primi posti della classifica la Liguria seguita dal Lazio, Lombardia e veneto.

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