Alessandria | 08/08/2014 — Vi sembra normale una stazione ferroviaria dove chi arriva non trova un ufficio turistico ma una sala giochi?
Non c’è manco una cartina, una piantina della città, un qualcosa che ti dica che laggiù c’è la Cittadella, che esiste Santa Maria di Castello, e tacciamo sui musei, perché non è che proprio siano il vanto della città anche se, almeno il Borsalino, avrebbe le carte in regola per diventarlo.
Piazzale Curiel è soprattutto la stazione. Ci sono anche le Poste, naturalmente, sperando che la solita fretta faccia distogliere lo sguardo da un marciapiede con la pavimentazione da nazione dell’Africa povera. Piazzale Curiel è anche parcheggio di taxi, con gli autisti che cercano di farsela andare bene, dei bus che sostituiscono i treni e di biciclette che giacciono allo sbando. È (anche) una sfilza di ferraglie storiche di cui non frega neanche ai ladri, ma fra qualche anno saranno buone per i collezionisti. Ci sono poi le tristi colonnine del ‘bike sharing’, scommessa che proprio non si riesce a vincere, manco Alessandria fosse una città con annesso il Pordoi. Per dire: non sono solo i treni a essere in ritardo: qui tarda lo sviluppo.
Noi si sapeva che, venendo qua, avremmo dovuto raccontare, incupiti, più cosa non va che quel funziona. Però, onestamente, osservando con occhio più attento dell’abitudinario la stazione e quel che sta intorno, non immaginavamo una serie carenze da riempire un libro
Piazzale Curiel è soprattutto la stazione. Ci sono anche le Poste, naturalmente, sperando che la solita fretta faccia distogliere lo sguardo da un marciapiede con la pavimentazione da nazione dell’Africa povera. Piazzale Curiel è anche parcheggio di taxi, con gli autisti che cercano di farsela andare bene, dei bus che sostituiscono i treni e di biciclette che giacciono allo sbando. È (anche) una sfilza di ferraglie storiche di cui non frega neanche ai ladri, ma fra qualche anno saranno buone per i collezionisti. Ci sono poi le tristi colonnine del ‘bike sharing’, scommessa che proprio non si riesce a vincere, manco Alessandria fosse una città con annesso il Pordoi. Per dire: non sono solo i treni a essere in ritardo: qui tarda lo sviluppo.
Noi si sapeva che, venendo qua, avremmo dovuto raccontare, incupiti, più cosa non va che quel funziona. Però, onestamente, osservando con occhio più attento dell’abitudinario la stazione e quel che sta intorno, non immaginavamo una serie carenze da riempire un libro

Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post