Decreto riforma PA: approvazione definitiva alla Camera. Interventi di Renato Balduzzi in aula


La Camera dei deputati, dopo aver confermato in mattinata la fiducia al Governo, ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto di riforma della p.a. Renato Balduzzi è intervenuto su entrambe le deliberazioni per svolgere la dichiarazione di voto a nome del gruppo di Scelta Civica. Riportiamo di seguito un’agenzia stampa che riprende le sue parole e il testo degli interventi, insieme ai relativi video.
Ufficio stampa dell'on. Renato Balduzzi
Balduzzi (Sc): P.A non più un peso, ma risorsa per Paese e Europa  
Roma, 7 ago. (TMNews) – “Cambia, comincia a cambiare il modo di pensare le pubbliche amministrazioni”: Lo ha detto Renato Balduzzi, presidente reggente di Scelta Civica, confermando in Aula il voto favorevole del suo movimento politico dl P.A. “Alcune di queste modifiche, come è il caso delle norme sulla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per alcune categorie di lavoratori, hanno accolto nella sostanza – ha aggiunto – il contenuto di emendamenti già proposti alla Camera da Scelta Civica”. In relazione allo stralcio dal provvedimento di alcune norme in materia pensionistica a causa dei rilievi sulla
carenza di copertura, “la tutela delle persone interessate dalla norma – ha sottolineato Balduzzi, ricordando l`esperienza del Governo Monti nel quale ha ricoperto l`incarico di ministro della Salute – rimane un problema aperto”. “Vanno però evitati – ha sottolineato – gli errori del passato che hanno prodotto un aumento del debito pubblico tale da rendere poi necessarie misure molto onerose per i lavoratori al fine di assicurare la sostenibilità del sistema e ripristinare equità generazionale, principi fondanti della riforma voluta dal Governo Monti”.  Dal provvedimento che ha ottenuto la fiducia della Camera deriva oggi, secondo Balduzzi, la possibilità di percepire la pubblica amministrazione “non più come un peso”, ma come “motore del cambiamento e come una risorsa da spendere qui e in Europa, mettendo insieme la revisione intelligente della spesa con il rinnovamento dei processi e anche degli organici. “Qual è il futuro? Un`amministrazione più facile, paritaria e amica dei cittadini è un sogno? Sta anche a noi – ha concluso – realizzare le condizioni perché queste sogno si realizzi”.

Intervento sulla questione di fiducia
RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, ci sono tanti tipi di fiducia: c’è la fiducia dei mercati, la fiducia dei consumatori, c’è la questione di fiducia, che è quel meccanismo con cui si verifica, secondo le regole del sistema parlamentare, la consonanza tra il Governo e la sua maggioranza e come istituto che ha una pluralità di possibilità. Qualche volta serve per rinserrare i ranghi di una maggioranza riottosa, più recentemente serve soprattutto come acceleratore dei provvedimenti ed è connesso con i decreti-legge. È certo una situazione che nessuno può vantare come situazione ottimale. È la situazione in cui si convertono due straordinarietà, in fondo in due ordinarietà, ma è la situazione, Presidente, Ministro – lo dico anche alla collega di SEL che ha appena parlato – che dà il senso dell’emergenza che viviamo, di una ripresa che non c’è. Certo è un problema dell’Europa tutta, ma è soprattutto un problema italiano.
  E dunque noi dobbiamo fare i conti con questa situazione, che ci porta ad avere degli strumenti che la Costituzione vede e capisce, o intende o delega a strumenti regolamentari – la questione di fiducia, in senso stretto, non è prevista dalla Costituzione, ma è in qualche modo presupposta da essa – che diventano, invece, strumenti ordinari. Spesso la questione di fiducia è dunque la storia di una forzatura. Ebbene, questa volta non è così: la vicenda del decreto sulla pubblica amministrazione ci dimostra che la Commissione competente, alla Camera, ha potuto lavorare con molta cura, con molta attenzione; vi è stato un dialogo molto intenso, grazie anche alla disponibilità – lo ricordo ancora una volta in quest’Aula – sia del Ministro sia del relatore.
  Tutto questo, dunque, ha portato a un consolidamento del testo, che non è certamente riducibile alla storia di una forzatura. È un passo, certamente – lo dico soprattutto al collega Bragantini, che ha un po’ riduttivamente commentato questo provvedimento, questo decreto-legge – ma è un passo importante. Cambia, comincia a cambiare il modo di concepire la pubblica amministrazione.
  L’abbiamo per molto tempo vissuta un po’ tutti come un peso, qualcosa da alleggerire. È probabilmente ancora così, ma è soprattutto oggi che possiamo percepirne il significato di motore del cambiamento, di volano del cambiamento, di risorsa da spendere qui e in Europa, e dunque la capacità di mettere insieme la revisione intelligente della spesa con il rinnovamento dei processi e anche degli organici. Una pubblica amministrazione che in realtà è plurale, sono «le pubbliche amministrazioni», e qui vi è la delicata opera del legislatore di andare a dare a ciascuno il suo. Su questo torneremo in sede di dichiarazione di voto finale – le procedure un po’ barocche della Camera fanno sì che sullo stesso testo si discuta due volte, prima in sede di fiducia e poi in sede di dichiarazione di voto finale –, ma sono certamente pubbliche amministrazioni sempre in evoluzione.
  Diceva un grande studioso di amministrazione, che ha avuto anche incarichi istituzionali importanti e che, per questi, ha pagato con la vita, Vittorio Bachelet: l’amministrazione è per forza sempre in cammino. È attraverso l’amministrazione – cito –, in definitiva, che avviene il concreto impatto delle libertà e dei diritti costituzionalmente affermati con le attese dei cittadini e dei gruppi.
  È proprio così, è proprio vero. E allora una pubblica amministrazione amica, che paga puntualmente i suoi debiti, che rende facile l’Italia, o almeno più facile, una pubblica amministrazione capace di far valere i precetti del legislatore e di punire chi li viola, ecco, questa pubblica amministrazione sta, evidentemente, nella mente e nel cuore di tutti.
  Questo provvedimento è un inizio. Ministro Madia, ci rivedremo a settembre con la delega e certamente lì vi sarà la possibilità di dare vita ad un cambiamento organico. Il decreto-legge non è la sede per una riforma organica, ma è la sede per dare segnali importanti e urgenti. Questo provvedimento lo fa, lo ha fatto. Il gruppo di Scelta Civica, perciò, non ha alcuna difficoltà a rinnovare la prova fiducia al Governo Renzi, anche attraverso, e soprattutto, questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l’Italia).

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