“Non si tratta di far ‘bella figura’ con l’Europa, ma di adempiere agli obblighi derivanti dalla sentenza Torreggiani della Corte europea dei diritti dell’uomo che non può essere ignorata”. Così l’on. Renato Balduzzi, presidente reggente di Scelta Civica, che ha annunciato nell’Aula di Montecitorio il voto favorevole del suo movimento politico per la conversione in legge del decreto-legge (26 giugno 2014, n. 92), che dispone in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Nel confutare i profili di illegittimità contestati in aula al provvedimento in quanto si porrebbe in contrasto con la funzione di urgenza propria del decreto legge, Balduzzi ha tenuto piuttosto a sottolineare i profili di merito del testo adottato dal Governo. “Alla base – ha osservato il deputato piemontese – c’è l’idea della prevalenza della funzione rieducativa della pena così come prevista dall’art. 27 della nostra Costituzione. L’extrema ratio rappresentata dall’applicazione della pena detentiva, così come dimostrato da pronunce e disposizioni susseguitesi nel tempo, costituisce la cultura giuridica prevalente nel nostro ordinamento e anche questo provvedimento va in tale direzione”.
Riportiamo di seguito il testo dell’intervento in aula, nel quale l’on. Balduzzi ha motivato il voto contrario alle mozioni pregiudiziali Lega e Movimento5Stelle sul decreto, che sono state respinte dalla Camera.
Per vedere il video dell’intervento clicca sul seguente link: Intervento on. Renato Balduzzi 8 luglio 2014
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il deputato Renato Balduzzi. Ne ha facoltà.
RENATO BALDUZZI. Signor Presidente, rappresentanti del Governo, ancora una volta, noi ci troviamo a discutere una
questione pregiudiziale, in cui, però, notiamo la sovrapposizione dei profili di legittimità con quelli di merito: è evidente soprattutto in una delle due questioni pregiudiziali, ma è richiamata anche nell’intervento di poc’anzi. Vediamo di distinguere i due profili, perché, altrimenti, diventa difficile, poi, poterci esprimere. Il primo profilo è quello della legittimità: c’è abuso del decreto-legge ? Francamente, in questo caso – soprattutto, in questo caso –, l’abuso sembra proprio non esservi, perché il decreto-legge contiene disposizioni specifiche, omogenee, corrispondenti al titolo. Che siano specifiche e corrispondenti al titolo non ci piove: tra l’altro, il titolo del decreto-legge è molto analitico proprio per dare conto della diversità.
Che siano omogenee sotto il profilo degli oggetti questo non è vero, perché sono diverse: alcune sono misure riparatorie o risarcitorie nei confronti di chi sia stato vittima di una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo; altre sono misure che riguardano la sostituzione della sanzione detentiva con misure alternative o sostitutive; altre, infine, sono misure che riguardano l’organizzazione della polizia penitenziaria.
Ma c’è un’omogeneità finalistica, teleologica che, secondo la giurisprudenza costituzionale, consente di parlare davvero di rispetto dei presupposti del decreto-legge e che è data proprio dalla circostanza che, in questo modo, si attua o si va incontro all’attuazione, da una parte, dell’articolo 27 della Costituzione, cioè della funzione rieducativa della pena, e, dall’altra parte, dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
Dunque, da questo punto di vista, non c’è un problema di fondo di legittimità, non c’è neanche sotto il profilo della necessità e urgenza, perché non è tanto – lo dico al collega – un problema di fare bella figura in Europa: è che abbiamo un obbligo, dobbiamo adempiere, perché la sentenza del gennaio 2013, la nota sentenza Torreggiani, viene alla fine di un lungo contenzioso, di un lungo braccio di ferro, e noi non possiamo far finta di niente.
Certo, tutto questo rientra nel discorso più ampio del decreto-legge, ma su questo, tra l’altro, già la revisione costituzionale in corso – adesso al Senato – sul Senato e sulla distribuzione delle competenze tra Stato e regioni, in realtà, si occupa anche della funzione legislativa e dei suoi principi e contiene una norma importante che riguarda proprio il decreto-legge.
Certamente, la discussione analitica in Commissione e in Aula potrà, poi, soffermarsi su alcuni dei profili, e io non nego che possano esistere questi profili, che riguardano singole e puntuali ipotesi di contrasto con questa o quella norma costituzionale, in particolare, per quanto attiene al contraddittorio e alla ricorribilità in Cassazione. Ma sono, appunto, singoli profili che non tolgono nulla al problema della sostanziale legittimità costituzionale di questo decreto-legge, salvo, poi, andare a vedere nel merito delle singole disposizioni come stanno le cose.
Una parola, infine, Presidente, sul profilo di merito. Qui c’è, naturalmente, una distinzione di tipo culturale, evidente soprattutto rispetto ad una delle due pregiudiziali: si tratta di capire quale è la funzione della pena, quale è la funzione della sanzione detentiva, se la pena è l’ultima ratio, perché, accanto ad esigenze di rispetto della funzione retributiva e di prevenzione generale, ci sono esigenze di rispetto della funzione di prevenzione speciale e di rieducazione del condannato, che sono esigenze costituzionalmente importanti e che, naturalmente, sono alla base culturale, prima ancora che politica, di questo provvedimento.
Certamente, questa è la cultura giuridica prevalente nel nostro Paese: tutte le commissioni ministeriali che si sono susseguite da parecchi anni in qua hanno concluso nel senso di una riduzione dell’ampiezza della sanzione detentiva a favore di altri strumenti, a favore di altre tecniche. Bene, anche il provvedimento in questione segue questa linea ed è per questo che, a nome del gruppo di Scelta Civica, annuncio che voteremo contro la pregiudiziale, riservandoci, poi, nel merito, di fare anche noi la nostra parte (Applausi dei deputati del gruppo Scelta Civica per l’Italia).

Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post