Questa intervista è stata pubblicata sul blog di Pier Carlo Lava. Qui il link
Mamma, libera professionista e unica donna del PD della Provincia di Alessandria candidata alle elezioni regionali.
Gloria Zenari è cittadina italiana, nasce a Buenos Aires il 07 ottobre 1970. Libera professionista, laureata in Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane e ulteriormente specializzata in Selezione e valutazione del personale. Lavora a livelli locale, regionale e europeo su materie strategiche per lo sviluppo del territorio: fondi europei, formazione e sviluppo dei giovani e dei lavoratori, innovazione per le PMI e per il Sistema sociosanitario. Ma è anche una mamma e come tante donne fa un doppio lavoro: famiglia e professione. Ha deciso di “aggiungerne” un terzo, come candidata alle elezioni Regionali. L’abbiamo incontrata per un intervista, queste sono le sue risposte alle nostre domande:
Gloria Zenari è cittadina italiana, nasce a Buenos Aires il 07 ottobre 1970. Libera professionista, laureata in Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane e ulteriormente specializzata in Selezione e valutazione del personale. Lavora a livelli locale, regionale e europeo su materie strategiche per lo sviluppo del territorio: fondi europei, formazione e sviluppo dei giovani e dei lavoratori, innovazione per le PMI e per il Sistema sociosanitario. Ma è anche una mamma e come tante donne fa un doppio lavoro: famiglia e professione. Ha deciso di “aggiungerne” un terzo, come candidata alle elezioni Regionali. L’abbiamo incontrata per un intervista, queste sono le sue risposte alle nostre domande:
Ci vuoi dire in poche parole chi sei?
Sono una donna, una mamma e una libera professionista. Mio padre è Italiano, mia madre è Americana, io sono nata in Argentina e mio figlio è nato qui. Ho scelto di vivere e lavorare ad Alessandria. Qui c’è la mia famiglia, il mio lavoro, i miei affetti. Sono la sola candidata alessandrina e l’unica donna del PD della Provincia di Alessandria candidata alle elezioni regionali.
Sono una donna, una mamma e una libera professionista. Mio padre è Italiano, mia madre è Americana, io sono nata in Argentina e mio figlio è nato qui. Ho scelto di vivere e lavorare ad Alessandria. Qui c’è la mia famiglia, il mio lavoro, i miei affetti. Sono la sola candidata alessandrina e l’unica donna del PD della Provincia di Alessandria candidata alle elezioni regionali.
Che cosa ti ha spinto a candidarti per le elezioni regionali?
La convinzione di poter fare rendere Alessandria e questo territorio un posto migliore. La convinzione di poter dare voce e rappresentanza alle donne ma non solo anche a una platea di persone e di professioni che tradizionalmente ha trovano poco spazio nel Partito Democratico, e mi riferisco in particolare ai freelance, alle Partita IVA, ai piccoli imprenditori e agli artigiani. Un limite storico che il maggior Partito di Centro Sinistra sta cercando di superare attraverso
quella cifra di innovazione politica – sociale che caratterizza il Governo Renzi.La convinzione di poter fare rendere Alessandria e questo territorio un posto migliore. La convinzione di poter dare voce e rappresentanza alle donne ma non solo anche a una platea di persone e di professioni che tradizionalmente ha trovano poco spazio nel Partito Democratico, e mi riferisco in particolare ai freelance, alle Partita IVA, ai piccoli imprenditori e agli artigiani. Un limite storico che il maggior Partito di Centro Sinistra sta cercando di superare attraverso
Quali esperienze pensi di portare in Regione?
La mia esperienza professionale in primo luogo. Sono un’esperta in materie strategiche per lo sviluppo dei territori, specializzata in fondi europei, formazione dei giovani e dei lavoratori, ricerca e innovazione a favore delle PMI e del sistema socio sanitario, ma anche la mia esperienza di cittadina “normale” di chi ha sempre vissuto del suo lavoro e che sa cosa vuol dire arrivare alla fine del mese. L’esperienza di chi, lasciamelo dire, sa fare la spending review, quella vera, quella che incide sul bilancio familiare e che comincia dal carrello della spesa. Una cosa che non tutti i candidati possono dire.
La mia esperienza professionale in primo luogo. Sono un’esperta in materie strategiche per lo sviluppo dei territori, specializzata in fondi europei, formazione dei giovani e dei lavoratori, ricerca e innovazione a favore delle PMI e del sistema socio sanitario, ma anche la mia esperienza di cittadina “normale” di chi ha sempre vissuto del suo lavoro e che sa cosa vuol dire arrivare alla fine del mese. L’esperienza di chi, lasciamelo dire, sa fare la spending review, quella vera, quella che incide sul bilancio familiare e che comincia dal carrello della spesa. Una cosa che non tutti i candidati possono dire.
Tu sei una dei quattro candidati del Pd alle elezioni regionali, ci spieghi perchè gli elettori dovrebbero dare una preferenza al tuo nome?
Perchè credo di rappresentare, per storia personale e professionale, un elemento di discontinuità rispetto alla tradizionale offerta politica del Centro -Sinistra. Quella discontinuità che gli elettori delle Primarie prima, e cittadini italiani poi, hanno dimostrato di volere fortemente, come evidenzia proprio la vicenda politica del nostro attuale Primo Ministro. Insomma, i cittadini vogliono vedere un cambiamento, ma un cambiamento reale che non si concretizzi solo in nomi e volti nuovi ma tocchi la sostanza delle cose.
Ci spieghi perchè gli elettori dovrebbero votare il Pd anzichè un altra formazione politica, ad esempio il M5S?
Perchè il PD, pur tra mille difficoltà e contraddizioni, che sono quelle di chi prova a cambiare davvero le cose, ha un’idea di futuro e di società da offrire agli italiani. L’idea di una società più giusta ed equa ma proprio per questo più attenta al merito delle persone. Occorre tornare a fidarsi degli italiani, in particolare di chi investe, di chi compete, di chi dimostra di saper stare sul mercato globale.
Perchè credo di rappresentare, per storia personale e professionale, un elemento di discontinuità rispetto alla tradizionale offerta politica del Centro -Sinistra. Quella discontinuità che gli elettori delle Primarie prima, e cittadini italiani poi, hanno dimostrato di volere fortemente, come evidenzia proprio la vicenda politica del nostro attuale Primo Ministro. Insomma, i cittadini vogliono vedere un cambiamento, ma un cambiamento reale che non si concretizzi solo in nomi e volti nuovi ma tocchi la sostanza delle cose.
Ci spieghi perchè gli elettori dovrebbero votare il Pd anzichè un altra formazione politica, ad esempio il M5S?
Perchè il PD, pur tra mille difficoltà e contraddizioni, che sono quelle di chi prova a cambiare davvero le cose, ha un’idea di futuro e di società da offrire agli italiani. L’idea di una società più giusta ed equa ma proprio per questo più attenta al merito delle persone. Occorre tornare a fidarsi degli italiani, in particolare di chi investe, di chi compete, di chi dimostra di saper stare sul mercato globale.
Quindi a tuo avviso, volendo riassumere, quali sono le differenze sostanziali, fra il Pd e il M5S?
La differenza è tra chi ha un progetto di futuro e chi invece si limita a denunciare la storture, che pure esistono, nella nostra società. Tra chi approccia il mondo in modo realistico e chi invece prospetta fughe utopistiche, parlando di decrescita o di improbabili uscite dall’Euro. Detto questo, alcune proposte del M5S sono degne di essere discusse e possono anche essere condivise, ma vanno inserite in una prospettiva di riforma realistica del sistema. Ho grande rispetto del M5S, e grande comprensione delle ragioni che hanno spinto milioni di italiani a votarlo, ma l’esperienza di questi mesi ci dimostra che non sono ancora in grado di capitalizzare la domanda di cambiamento di cui sono stati investiti. Insomma, non sono ancora in grado di dirci davvero che cosa vogliono fare da grandi…
La differenza è tra chi ha un progetto di futuro e chi invece si limita a denunciare la storture, che pure esistono, nella nostra società. Tra chi approccia il mondo in modo realistico e chi invece prospetta fughe utopistiche, parlando di decrescita o di improbabili uscite dall’Euro. Detto questo, alcune proposte del M5S sono degne di essere discusse e possono anche essere condivise, ma vanno inserite in una prospettiva di riforma realistica del sistema. Ho grande rispetto del M5S, e grande comprensione delle ragioni che hanno spinto milioni di italiani a votarlo, ma l’esperienza di questi mesi ci dimostra che non sono ancora in grado di capitalizzare la domanda di cambiamento di cui sono stati investiti. Insomma, non sono ancora in grado di dirci davvero che cosa vogliono fare da grandi…
Se sarai eletta quali sono le prime questioni che porterai in Regione, riguardanti il territorio e sopratutto con quali proposte per raggiungere i relativi obiettivi?
In primo luogo mi impegno a cancellare ogni forma di allegra gestione della finanza pubblica proponendo una rigorosa spending review sulle spese della macchina regionale che passa anche dallo snellimento di una burocrazia costosa e a volte assurda, ma terrò ferma l’asticella sulla qualità della vita e sui diritti fondamentale allo studio, al lavoro, alla salute, alla casa, ai trasporti . In secondo luogo mi batterò per un utilizzo più virtuoso dei fondi europei che non dovranno più essere distribuiti a pioggia, ma investiti nei settori strategici per la crescita del nostro territorio, puntando cioè sull’innovazione, la competitività, l’occupazione e l’internazionalizzazione. Una crescita che si deve tradurre in nuova occupazione
In primo luogo mi impegno a cancellare ogni forma di allegra gestione della finanza pubblica proponendo una rigorosa spending review sulle spese della macchina regionale che passa anche dallo snellimento di una burocrazia costosa e a volte assurda, ma terrò ferma l’asticella sulla qualità della vita e sui diritti fondamentale allo studio, al lavoro, alla salute, alla casa, ai trasporti . In secondo luogo mi batterò per un utilizzo più virtuoso dei fondi europei che non dovranno più essere distribuiti a pioggia, ma investiti nei settori strategici per la crescita del nostro territorio, puntando cioè sull’innovazione, la competitività, l’occupazione e l’internazionalizzazione. Una crescita che si deve tradurre in nuova occupazione

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