by Gloria Zenari Candidata del PD della Provincia di Alessandria alle Elezioni Regionali
“Le erano successe tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che per lei non ci fossero cose impossibili.” (Lewis Carrol)
In una società che è profondamente cambiata, in una fase politica di appartenenze fluide e di antipolitica, io mi MERAVIGLIO di chi pensa che ci sono già dei risultati scritti oppure che è meglio astenersi dal decidere il proprio futuro.
In un momento di fibrillazione sociale come questo, mi MERAVIGLIO ancora che la politica anziché essere interpretata come leva del cambiamento spesso venga strumentalizzata come leva della conservazione, della continuità e dell’accordo; mi chiedo, infatti, ma dove è la “libertà” della politica e delle persone in questo disegno?
L’idea di immutabilità in una società che è strutturalmente mutata non solo è un tratto di miopia ma è la resa, oppure il “rigor mortis”, ad un modo di fare politica che ha consegnato un’intera generazione a non avere rappresentanza. Ma poi penso ai riformisti veri, a quei militanti e simpatizzanti che compongono le lunghe file di elettori delle primarie e alla loro determinazione che ha capovolto i risultati. Credo, quindi, che non vadano mai sottovalutate le persone se scelgono di decidere attraverso il voto e di caricare il proprio futuro di nuovi obiettivi e di nuove speranze.
Ci vuole però un cambiamento di costume, culturale, ma non solo, ci vuole un altro modo di fare politica che dia rappresentanza ad un altro tipo di persone, generazioni e autentici blocchi sociali che non ci stanno più a continuare a scegliere chi ha sbagliato e ci chiedono di fare in Regione cose concrete: fermare il trend orientato al declino, cancellare
ogni forma di “allegra gestione”, crescere, creare nuova occupazione, innovare, fare le riforme, sradicare i disservizi e l’eccessiva burocrazia della pubblica amministrazione. Il mio impegno è diretto a dare voce nel PD locale a tutti quelli che oggi fanno fatica a trovare sbocchi politici e che ci sollecitano ad uscire dall’immobilismo che caratterizza una politica orientata alla conservazione anziché a un progetto di cambiamento. Mi riferisco a noi donne e ai giovani ma non solo, mi riferisco anche ai lavoratori autonomi, ai precari, ai freelance, ai microimprenditori, ai liberi professionisti e agli artigiani. Sto parlando di persone che producono, innovano ma che spesso si ritrovano ad avere più doveri e meno diritti di tutti gli altri. Una situazione inaccettabile della quale non basta MERAVIGLIARSI ma battersi.
Fare le riforme è possibile. Cambiare la politica è possibile. L’occasione è dietro l’angolo, le elezioni regionali del 25 maggio, saranno un banco di prova per tutti gli uomini e le donne che pensano che attraverso la solidità delle competenze, il merito, l’integrità sia possibile fare la differenza. Un’occasione per smettere di meravigliarsi e decidere davvero di cambiare pagina.

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