Fare in modo che lo Stato si attivi direttamente per sostenere in sede legale le parti civili, tanto nell’esecuzione di quanto disposto per i risarcimenti già nella sentenza d’appello, quanto nel seguito di una vicenda giudiziaria che sarà ancora lunga e complessa.
Agevolare i Comuni nel completamento delle bonifiche, escludendo dal patto di stabilità gli interventi di risanamento degli edifici pubblici.
Questo è l’obiettivo degli emendamenti alla legge di stabilità che io e il Senatore Fornaro abbiamo ho presentato l’altro giorno sul tema dell’inquinamento da amianto, e in particolar modo sulla vicenda Eternit di Casale Monferrato.
Ora il testo è all’esame della Commissione Bilancio e del Ministero dell’Ambiente e capiremo nei prossimi giorni quale potrà essere l’esito nell’ancor lungo iter parlamentare.
Certo, la complessità della legge di stabilità e la carenza di risorse rendono il cammino molto arduo. Ma era indispensabile non perdere l’occasione per rilanciare in ambito parlamentare alcune delle questioni che la stessa Afeva e gli amministratori locali hanno posto dal giorno dopo la sentenza di secondo grado.
So che anche l’onorevole Bargero sta predisponendo a sua volta emendamenti per quando il testo arriverà alla Camera. Speriamo che da questo gioco di squadra esca un risultato utile.
Sen. Daniele Borioli
emendamenti:
AS1120
L’emendamento, che prende spunto dalla sentenza della Corte d’Appello di Torino contro i responsabili del disastro colposo conosciuto come “vicenda Eternit”, nonché dal Piano interministeriale amianto predisposto nella passata legislatura, si allarga a tutta la casistica dei Siti nazionali inquinati da amianto e individua al comma 1 alcune modalità attraverso le quali agevolare gli enti pubblici che hanno in proprietà beni immobiliari inquinati da amianto e non ancora bonificati, nell’intervento di completamento delle bonifiche stesse, nelle more delle poste eventualmente disponibili nel
bilancio dello Stato.
Al comma 2, individua una clausola di salvaguardia degli enti locali, nell’eventualità di passaggio al loro demanio di beni demaniali oggi appartenenti allo Stato, che mette a carico di quest’ultimo le risorse necessarie alla bonifica.
Dopo l’articolo 5, è aggiunto il seguente:
Articolo 5-bis
Comma 1. “Nelle more dell’individuazione da parte del Ministero dell’ambiente delle ulteriori risorse da destinarsi agli specifici interventi di bonifica, previsti per i Siti di interesse nazionale specificamente interessati da inquinamento da amianto, individuati ai sensi della Legge 9 dicembre 1998, n. 426, delle sue successive modificazioni e integrazioni, e dei conseguenti decreti attuativi del Ministero dell’ambiente gli enti pubblici che intendano procedere con risorse proprie alla rimozione dei materiali inquinanti e al loro smaltimento possono farlo, senza che le risorse a tale scopo impiegate siano assoggettate ai vincoli del patto di stabilità interno”
Comma 2. “L’eventuale trasferimento di beni o porzioni di beni inquinati da amianto dal demanio dello Stato al demanio degli enti pubblici territoriali ricadenti nel Sito di interesse nazionale di cui al precedente comma 1, deve essere preceduto dalla bonifica da effettuarsi a carico dello Stato, ovvero deve essere accompagnato dallo stanziamento da parte dello Stato medesimo in favore dell’ente, delle risorse necessarie ad effettuarla, senza che esse siano assoggettate al patto di stabilità interno”
BORIOLI, FORNARO, ZANONI, DIRINDIN, ESPOSITO, MANASSERO, FERRARA, FAVERO, LEPRI, MARINO MAURO, CHITI
L’emendamento si propone di sostenere, stante l’enorme rilevanza sociale e l’enorme consistenza e complessità del procedimento giudiziario in atto relativamente alla triste vicenda “Eternit”, che ha causato in Italia già oltre 3000 morti e altri ancora è destinata a causarne nei prossimi decenni, le parti civili e in particolare quelle più deboli, a fronte della difficoltà che l’esigibilità delle poste risarcitorie, già determinate in appello con provvisionali immediatamente esecutive, nei confronti di un cittadino svizzero, e a fronte dei costi che la prosecuzione dell’iter giudiziario comporta. Le indubbie caratteristiche di “caso nazionale e globale” rendono plausibile l’intervento diretto dello Stato. Allegate alla relazione sono la recente sentenza della Corte d’Appello e il “Piano nazionale amianto” predisposto nella passata legislatura.
Dopo l’articolo 7, è aggiunto l’articolo:
Articolo 7-bis
Comma 1 “Sulla scorta della sentenza della Corte d’Appello di Torino in data 3 giugno 2013 nel contesto del procedimento penale n. R.G. 5621/2012, contro i responsabili del disastro ambientale e sanitario causato nei decenni trascorsi dagli stabilimenti afferenti al gruppo Eternit, e condannati dalla sentenza stessa al risarcimento mediante provvisionali immediatamente esecutive al risarcimento dei danni subiti da molte delle parti civili pubbliche e private costituitesi in giudizio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministero della giustizia, il Ministero della salute, il Ministero dell’ambiente, il Ministero degli esteri, definisce le modalità e gli strumenti attraverso i quali sostenere, anche finanziariamente, le parti civili, tanto nell’azione necessaria e rendere esigibile il diritto al risarcimento, quanto nell’assistenza nelle fasi successive del procedimento”
Comma 2 “Allo scopo di cui al comma 1, vengono stanziati nel bilancio dello Stato 150.000 euro per l’anno 2014, 150.000 euro per ciascuno degli anni 2015 e 2016”
Comma 3. “Nelle more della conclusione definitiva del procedimento in atto, ivi comprese le azioni necessarie alla effettiva erogazione alle parti dei risarcimenti stabiliti dalla sentenza, lo Stato valuta l’eventuale disponibilità di risorse da assegnare, quale anticipazione delle poste risarcitorie, ai soggetti aventi diritto, in particolare con precedenza a coloro che hanno contratto patologie invalidanti e ai familiari delle vittime.”
BORIOLI, FORNARO, ZANONI, DIRINDIN, ESPOSITO, MANASSERO, FERRARA, FAVERO, LEPRI, MARINO MAURO, CHITI

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