Torino, Campus Einaudi occupato: lezioni online ed esami trasferiti. Ricca (Lega) chiede lo sgombero
La protesta iniziata il 26 ottobre continua a condizionare le attività universitarie. Il capogruppo della Lega in Piemonte denuncia i disagi per gli studenti e sollecita il ripristino delle lezioni in presenza.
Di Pier Carlo Lava – Alessandria Post
Torino, 2 novembre 2026 – Il Campus Luigi Einaudi dell'Università di Torino resta al centro di una controversia che coinvolge il diritto allo studio, la libertà di manifestazione e il funzionamento dell'università pubblica. L'occupazione, iniziata il 26 ottobre, ha provocato la sospensione delle lezioni in presenza e costretto l'Ateneo a riorganizzare le attività didattiche. Da oggi, 2 novembre, le lezioni previste al Campus si svolgono obbligatoriamente online, salvo specifiche eccezioni, mentre esami e sedute di laurea vengono trasferiti in altre sedi. Una situazione che ha suscitato la dura presa di posizione di Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Piemonte, che chiede alle autorità competenti di intervenire per liberare la struttura.
Le ragioni della protesta riguardano problemi che interessano direttamente migliaia di universitari, dal caro affitti alla disponibilità di alloggi e borse di studio, fino ai finanziamenti pubblici e alle collaborazioni dell'Ateneo con il mondo industriale. Questioni che meritano risposte concrete, ma che pongono anche un interrogativo: come garantire il diritto di protestare senza compromettere quello degli altri studenti a frequentare regolarmente l'università? È proprio su questo punto che si concentra l'intervento politico di Ricca, mentre l'Università di Torino ha ribadito la propria disponibilità al confronto, auspicando una rapida conclusione dell'occupazione.
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Il comunicato integrale di Fabrizio Ricca (Lega)
“A una settimana dall’inizio dell’occupazione, il Campus Einaudi resta sottratto alla sua funzione perché le lezioni previste nella sede si svolgono obbligatoriamente a distanza. Esami, esoneri e sedute di laurea devono essere ricollocati altrove e gli studenti vengono indirizzati verso altre aule studio della città. In altre parole, a Torino abbiamo un’università costretta a riorganizzarsi attorno al blocco di uno dei suoi spazi più importanti. Ci sono studenti che si stanno laureando, che avrebbero bisogno di consultare i testi, di confrontarsi con i docenti e di seguire le lezioni in aula. Sono giorni che ricevo segnalazioni dirette da ragazzi che chiedono soltanto di poter studiare e che non possono restare ostaggio di una manciata di occupanti. Il carovita e il futuro dell’università pubblica sono temi seri e chiunque ha il diritto di manifestare il proprio dissenso, ma questo non può e non deve comprendere la facoltà di decidere chi può entrare nel campus e chi no. Chiedo alle autorità competenti di agire nel più breve tempo possibile per liberare la sede e ripristinare lezioni, esami e servizi in presenza.”
Fabrizio Ricca – Capogruppo Lega in Piemonte
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La situazione confermata dall'Università di Torino
Nella comunicazione ufficiale del 31 ottobre, l'Ateneo ha confermato che l'occupazione impedisce il normale accesso al Campus e lo svolgimento delle attività accademiche. Per limitare i disagi sono state individuate aule studio alternative dotate di connessione Wi-Fi, mentre i docenti sono stati invitati a rendere disponibili registrazioni e materiali didattici integrativi. L'Università ha riconosciuto il valore della partecipazione studentesca, sottolineando contemporaneamente la necessità di restituire gli spazi alla piena attività didattica e di ricerca.
Il nodo centrale resta la ricerca di una soluzione che non trasformi il confronto in una contrapposizione permanente. Le difficoltà economiche affrontate dagli universitari richiedono attenzione da parte delle istituzioni, così come deve essere garantita la possibilità di frequentare le lezioni e sostenere gli esami. Difendere il diritto allo studio significa affrontare entrambe le esigenze, senza ignorare le ragioni del dissenso e senza sottovalutare le conseguenze dell'interruzione delle attività.
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Fonti consultate e documentazione di riferimento
RaiNews TGR Piemonte, 31 ottobre e 1° novembre 2026.
Comunicato stampa di Fabrizio Ricca, 2 novembre 2026.

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