Rita Charon a Torino e Alessandria: la medicina narrativa insegna ad ascoltare per curare meglio

Incontro culturale in una sala storica con tre relatori davanti al pubblico, durante gli appuntamenti dedicati alla medicina narrativa e a Rita Charon.
Un momento dell'incontro dedicato alla medicina narrativa nell'ambito del Festival Iconografia della Salute, promosso dal Centro Studi Cura e Comunità dell'IRCCS AOU di Alessandria.

La medicina non è fatta soltanto di diagnosi, esami e terapie, ma anche di ascolto, relazioni e comprensione delle esperienze personali. Rita Charon, fondatrice della medicina narrativa, è stata protagonista il 3 novembre di un incontro al Circolo dei Lettori di Torino. Il percorso è proseguito il 4 novembre ad Alessandria con un confronto tra esperti promosso nell'ambito delle attività dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.

Di Pier Carlo Lava – Alessandria Post

Alessandria, 4 novembre 2026 – Quando una persona entra nello studio di un medico porta con sé qualcosa di più dei sintomi di una malattia. Porta paure, speranze, esperienze e domande che non sempre trovano spazio durante una visita. Ascoltare davvero un paziente significa riconoscere che dietro ogni diagnosi esiste una storia personale, fatta di relazioni, emozioni e difficoltà quotidiane. È da questa consapevolezza che nasce la medicina narrativa, una disciplina che propone di affiancare alle competenze scientifiche la capacità di comprendere e interpretare il racconto della malattia. Un approccio che trova nella figura di Rita Charon una delle sue principali interpreti internazionali.

La studiosa statunitense, medico internista e docente alla Columbia University di New York, è stata protagonista il 3 novembre di un appuntamento al Circolo dei Lettori di Torino, organizzato nell'ambito del Festival Iconografia della Salute. L'iniziativa, promossa dal Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria, ha offerto l'occasione per riflettere sul valore della relazione terapeutica. Il programma è proseguito il 4 novembre ad Alessandria, dove esperti e professionisti si sono confrontati sulle prospettive di applicazione della medicina narrativa nei percorsi assistenziali e nella formazione sanitaria.

Il comunicato stampa integrale dell'IRCCS AOU Alessandria

Di seguito il testo integrale del comunicato stampa diffuso dall'Ufficio Stampa dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.

Rita Charon, fondatrice della medicina narrativa, a Torino: «Sono tempi bui, e la nostra disciplina porta luce»

Al Circolo dei Lettori l’appuntamento conclusivo del Festival Iconografia della Salute, promosso dal Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria e ad Alessandria l’incontro con gli esperti

«Sono tempi bui, e la nostra disciplina porta luce». Con queste parole Rita Charon, medico internista e studiosa di letteratura alla Columbia University di New York, fondatrice della medicina narrativa, ha aperto ieri - 3 novembre 2026 - al Circolo dei Lettori di Torino “Medicina narrativa. Una celebrazione”.

Cosa significa fare medicina narrativa?

Per Charon la competenza narrativa consiste nella capacità di riconoscere, assorbire, interpretare i racconti degli altri, dei pazienti come degli autori, ed esserne mossi all’azione. L’obiettivo è imparare ad ascoltare per imparare a curare ed è quello che i laboratori di medicina narrativa allenano a fare, per accogliere le storie degli altri. «La medicina narrativa è nata per permettere ai pazienti di essere ascoltati dai medici», ha spiegato, «e chiunque abbia cercato aiuto da un medico sa quanto possa essere difficile».

Dopo l’introduzione, i partecipanti hanno preso parte ai laboratori guidati da Nicoletta Suter e Guenda Bernegger. In serata Charon ha presentato Raccontare la malattia. Le nuove frontiere della medicina narrativa (Raffaello Cortina Editore), in dialogo con il curatore e traduttore Christian Delorenzo.

Il Festival

L’iniziativa chiude il Festival Iconografia della Salute, organizzato dal Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities del DAIRI dell’IRCCS AOU AL con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. «Per il nostro IRCCS, questo incontro ha un valore preciso: far crescere insieme ricerca, competenze cliniche e attenzione all’esperienza delle persone», sottolinea Antonio Maconi, direttore del DAIRI dell’IRCCS AOU AL e presidente del Centro Studi.

Il percorso è poi proseguito oggi ad Alessandria presso il Centro Studi Cura e Comunità per le Medical Humanities, a partire dalle ore 10, con un confronto tra esperti sullo sviluppo della medicina narrativa e sulla possibilità di introdurla nei percorsi di cura e nella formazione dei professionisti.

Perché ascoltare il paziente può migliorare la relazione di cura

La medicina narrativa affronta una questione fondamentale per il futuro dell'assistenza sanitaria: come mantenere al centro la persona in un sistema nel quale tecnologie, protocolli e procedure occupano uno spazio crescente? Gli strumenti diagnostici e terapeutici sono indispensabili, ma non esauriscono il rapporto tra medico e paziente. Comprendere come una persona vive la malattia, quali difficoltà incontra e quali aspettative nutre nei confronti delle cure può aiutare i professionisti a comunicare meglio, a individuare bisogni spesso inespressi e a costruire un rapporto fondato sulla fiducia.

L'approccio proposto da Rita Charon non intende sostituire la medicina basata sulle evidenze scientifiche, ma integrarla con competenze di ascolto, interpretazione e comunicazione. La storia del paziente diventa una componente importante dell'incontro clinico, perché consente di conoscere aspetti dell'esperienza individuale che non emergono necessariamente dagli esami. Anche la possibilità di raccontare paure, cambiamenti nella vita familiare o difficoltà nell'affrontare una terapia può favorire una maggiore comprensione reciproca. Si tratta di un percorso che richiede formazione e attenzione, ma che può contribuire a rendere più umana la relazione assistenziale.

Il ruolo dell'ospedale di Alessandria e delle Medical Humanities

La partecipazione dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria a questo percorso conferma l'interesse verso una concezione della salute che comprende anche le dimensioni culturali e relazionali. Le Medical Humanities favoriscono il dialogo tra medicina, letteratura, filosofia e altre discipline umanistiche, offrendo nuovi strumenti per riflettere sul significato della cura e sull'esperienza delle persone che affrontano una malattia. Il Centro Studi Cura e Comunità rappresenta uno spazio nel quale queste prospettive possono incontrare la ricerca e la formazione dei professionisti sanitari.

Il confronto organizzato ad Alessandria il 4 novembre assume quindi un significato che va oltre la conclusione di un festival culturale. La sfida consiste nel comprendere come trasformare i principi della medicina narrativa in pratiche applicabili nei servizi sanitari, senza trascurare le esigenze organizzative e scientifiche dell'assistenza. La formazione dei professionisti, il tempo dedicato al colloquio e la capacità di riconoscere i bisogni individuali sono questioni sulle quali il sistema sanitario può continuare a interrogarsi, soprattutto in una fase caratterizzata da una crescente complessità delle cure.

La lezione di Rita Charon: la cura comincia anche dalle parole

Il messaggio lasciato dalla studiosa statunitense invita a riflettere su un aspetto apparentemente semplice, ma spesso difficile da realizzare: una persona malata ha bisogno di essere curata, ma anche di sentirsi ascoltata e compresa. Il racconto della propria esperienza può diventare un modo per dare significato a ciò che sta accadendo e per costruire una relazione più consapevole con chi presta assistenza. La medicina narrativa non promette soluzioni immediate a tutti i problemi della sanità, ma suggerisce un cambiamento culturale importante: riconoscere il valore delle parole accanto a quello delle conoscenze scientifiche.

In un sistema sanitario chiamato ad affrontare sfide sempre più complesse, recuperare la centralità della relazione umana rappresenta un obiettivo che riguarda medici, infermieri, operatori e istituzioni. Gli incontri di Torino e Alessandria hanno riportato l'attenzione su questa esigenza, offrendo occasioni di confronto tra ricerca, formazione e pratica clinica. Perché una sanità di qualità non si misura soltanto attraverso le prestazioni erogate, ma anche attraverso la capacità di riconoscere la dignità e l'unicità di ogni persona che chiede aiuto.

Nota editoriale: Introduzione e approfondimento conclusivo a cura di Alessandria Post. Il testo centrale riproduce integralmente il comunicato stampa dell'IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.

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Crediti fotografici: Immagini allegatae al comunicato stampa dell'IRCCS AOU Alessandria.

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