La libertà comincia dentro di noi: una riflessione a partire da una frase attribuita a Pessoa

Una persona è seduta di profilo e guarda pensosa fuori da una grande finestra aperta su Lisbona. In primo piano, su un tavolo di legno ricco di libri, un laptop e una tazza, c'è un diario aperto con le scritte in italiano: «La libertà comincia dentro di noi» e «Se la libertà non è in me non la troverò da nessuna parte. - F. Pessoa». L'ambiente è caldo, con librerie colme di libri e piante.
"La libertà comincia dentro di noi": un momento di intima riflessione e scrittura ispirato alla celebre frase di Fernando Pessoa, in un caldo studio affacciato sui tetti di Lisbona.

Di Pier Carlo Lava – Alessandria Post / italianewspost.it

Ci sono pensieri che ci fermano perché sembrano parlare proprio della nostra vita. «Se la libertà non è in me non la troverò da nessuna parte», una frase attribuita a Fernando Pessoa, suggerisce una domanda: quanto delle nostre scelte nasce da ciò che desideriamo e quanto dal timore di deludere gli altri? La proponiamo come spunto per una riflessione originale, mantenendo la necessaria prudenza sulla sua provenienza.

Una precisazione è doverosa: la citazione compare in una raccolta online che la associa al Libro dell’inquietudine, ma la scheda consultata non indica edizione italiana, traduttore e pagina. Non avendo verificato il passo in un’edizione attendibile, non possiamo presentare questa formulazione come testualmente accertata. La sua circolazione sul web documenta un’attribuzione, non basta a confermarla. 

Possiamo tuttavia interrogarci sul pensiero espresso da quelle parole. Talvolta immaginiamo che per sentirci liberi basti cambiare città, lavoro o frequentazioni. Un cambiamento può essere necessario e prezioso; può aprire possibilità che prima mancavano. Ma alcune abitudini interiori possono seguirci anche altrove: chiedere continuamente approvazione, sentirci in colpa quando diciamo di no, giudicare ogni decisione attraverso gli occhi degli altri.

Pensiamo a chi accetta un impegno pur sapendo di non avere tempo, oppure rinuncia a esprimere un’opinione per evitare un disaccordo. Non sempre si tratta di debolezza: possono esserci affetto, prudenza, responsabilità e rapporti complessi. Il punto è riconoscere quando la disponibilità diventa una rinuncia sistematica ai propri bisogni. Essere liberi comprende anche la possibilità di mettere un limite, senza trasformarlo in un’offesa.

Questa lettura richiede però attenzione. Povertà, violenza, discriminazioni e mancanza di diritti impongono vincoli concreti: non si superano soltanto cambiando atteggiamento. Sarebbe ingiusto chiedere a chi subisce un’ingiustizia di cercarne la soluzione esclusivamente dentro di sé. La libertà personale ha bisogno anche di condizioni materiali, tutele e opportunità; la riflessione interiore può accompagnare la difesa dei diritti, senza sostituirla.

Anche i legami meritano uno sguardo meno schematico. Voler bene a qualcuno comporta ascolto, compromessi e responsabilità reciproche. Non ogni rinuncia è una prigione, né ogni desiderio individuale deve prevalere. Un legame lascia spazio alla libertà quando consente di parlare, dissentire e restare se stessi. La domanda utile diventa allora: in questa relazione posso esprimere ciò che penso senza temere umiliazioni o ricatti?

Come proposta della redazione, possiamo cominciare da un gesto piccolo: prima di accettare un nuovo impegno, prenderci il tempo di valutare se possiamo e vogliamo sostenerlo. Oppure formulare con calma un bisogno che abbiamo sempre taciuto. Non serve trasformare ogni scelta in una prova di coraggio; può bastare rendere più consapevole una decisione quotidiana, tenendo conto anche delle persone che ne saranno coinvolte.

La frase attribuita a Pessoa può dunque diventare un invito a osservarci, purché non la usiamo come una risposta valida per ogni situazione. Possiamo chiederci quali ostacoli dipendano dalle circostanze, quali richiedano aiuto e quali siano alimentati dalle nostre abitudini. Distinguere questi piani ci aiuta a scegliere dove intervenire, senza colpevolizzarci per ciò che non possiamo controllare.

Forse uno spazio di libertà si apre proprio quando riusciamo a dire con sincerità ciò che desideriamo, ciò che possiamo offrire e ciò che ci fa male. Non avremo sempre la possibilità di cambiare tutto. Ma riconoscere la propria voce e darle ascolto può essere un primo passo per partecipare con maggiore consapevolezza alla nostra vita.

Fonti consultate e documentazione di riferimento: scheda della citazione su Le-citazioni.it, consultata il 2 novembre 2026, utilizzata per documentare l’attribuzione online, senza certificarne l’autenticità. Analisi, considerazioni e proposte sono elaborazioni originali della redazione.

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