Invecchiamento attivo, il Piemonte ripensa il ruolo degli anziani.

Invecchiamento attivo, il Piemonte ripensa il ruolo degli anziani. Ferrari: “Più attenzione alla solitudine e al cohousing”

 

La quarta Commissione regionale approva a maggioranza il Piano 2026-2028. La Garante degli Anziani di Alessandria propone di rafforzare i servizi di prossimità, le reti sociali e nuove forme di abitare condiviso

 

La quarta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Luigi Icardi, ha espresso a maggioranza parere favorevole al Piano per l’Invecchiamento Attivo 2026-2028, presentato dalla Giunta e illustrato dall’assessore al Welfare Maurizio Marrone. 

 

Il documento, che dà attuazione alla legge regionale 17/2019, punta a valorizzare la popolazione anziana non soltanto come destinataria di interventi assistenziali, ma come componente attiva della società, capace di mettere a disposizione esperienze, conoscenze e competenze. Tra gli obiettivi figurano il sostegno alla partecipazione sociale ed economica e la promozione di una maggiore qualità della vita.

 

Nel corso dell’esame sono state raccolte le osservazioni dei soggetti consultati, alcune delle quali saranno recepite attraverso emendamenti in Aula. Tra i temi segnalati figurano il coinvolgimento delle Aziende pubbliche di servizi alla persona, la gestione delle Palestre della salute, le risorse destinate ai bandi e l’accessibilità delle informazioni.

 

Particolare attenzione arriva da Paola Ferrari, Garante degli Anziani del Comune di Alessandria, che nelle proprie osservazioni ha chiesto di rafforzare soprattutto le politiche contro la solitudine e l’isolamento sociale. Un fenomeno che, secondo Ferrari, non riguarda esclusivamente chi vive solo, ma anche persone che, pur mantenendo una propria abitazione, hanno progressivamente perso relazioni, occasioni di incontro e punti di riferimento.

 

Tra le proposte avanzate figura la sperimentazione del cohousing senior, con abitazioni indipendenti affiancate da spazi comuni e servizi condivisi, per conciliare autonomia personale e vita comunitaria. Il Piemonte potrebbe diventare un territorio pilota, recuperando immobili inutilizzati e coinvolgendo amministrazioni, associazioni e terzo settore.

 

La Garante sollecita inoltre una rete territoriale più efficace, capace di mettere in collegamento Comuni, servizi sociali e sanitari, volontariato, associazioni e realtà di quartiere. Telefonate di prossimità, accompagnamento, trasporto sociale e presidi di ascolto potrebbero contribuire a individuare tempestivamente le situazioni di maggiore fragilità.

 

La richiesta è dunque quella di affiancare alle misure assistenziali una strategia strutturata che unisca politiche abitative, prevenzione e relazioni sociali. L'obiettivo non è soltanto consentire agli anziani di restare più a lungo nelle proprie case, ma garantire che possano continuare a sentirsi parte della comunità.

 

 

 


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