In Europa e in Italia divampano le manifestazioni e le proteste contro la crisi economica

 



Negli ultimi tempi l’insoddisfazione dovuta alla crisi economica  causata  in gran parte da quella energetica  per le  guerre russo-ucraina, Irano-americana e israelo-palestinese che si trascinano con alterne vicende da mesi, ha toccato il vertice. L’insoddisfazione, che ha assunto spesso i connotati di manifestazioni violente, è dovuta all’aumento dei prezzi e del costo della vita in generale, la penuria di case, la mancanza o ridotta attenzione all’istruzione e alla sanità, stipendi bassi e pressione fiscale. Contestatissime, in Italia, le spese dovute agli armamenti e alle lobby a questi collegate.

La protesta è partita dalla Francia, nel nome degli studenti in lotta contro tagli alla scuola e le misure di austerità,ha causato danni ingenti alle infrastrutture urbane e saccheggi in negozi di Parigi, Lione e Marsiglia.Tale protesta  ha attraversato come un fuoco che dilaga, tutta l’Europa e ha coinvolto masse di giovani e giovanissimi che, come accaduto a Milano e in varie città italiane, hanno dato origine a devastazioni gratuite e a furti selvaggi. A Milano ,infatti la neo nata associazione “17 Ottobre” ha attirato, tramite i canali mediatici, migliaia di ragazzi tra i quali si sono infiltrati gruppi che ,incappucciati e armati di spranghe, oggetti contundenti e quanto reperito di fortuna, hanno assaltato i negozi della moda ,sfasciando vetrine e saccheggiando la merce, gettato per terra cestini dell'immondizia, biciclette e monopattini elettrici e vandalizzato alcune auto. Sono state esplose anche alcune bombe carta, lanciate pietre e bottiglie contro la polizia, che ha risposto con gli idranti.

Intanto al sud sono state bloccate autostrade da autotrasportatori che lamentano l’aumento dei prezzi dei carburanti e questo ha causato pesanti ripercussioni nella catena di distribuzione degli alimenti,con scaffali di supermercati semi vuoti e disagi alla mobilità.

Manifestazioni,più o meno violente si sono avute anche in Belgio,Spagna, Albania sempre per motivi analoghi quali il carovita, il diritto allo studio, la mancanza di prospettive occupazionali per i giovani

Spesso frammiste o  specifiche,le manifestazioni del mese di ottobre contro il riarmo r pro Palestina . In alcune città, come Torino, Roma e Bologna, si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, con lanci di bottiglie, petardi e lacrimogeni. A Milano circa 10mila persone sono scese in piazza. In tutta Italia quasi 5mila identificati, con 371 fermati: di questi, 110 erano minori.

manifestanti. A Genova bloccato l'ingresso del porto; a Milano la tangenziale Est è rimasta chiusa al traffico per ore. A Roma i dimostranti si sono scontrati con la polizia nel tentativo di sfondare il cordone di sicurezza e portare la protesta sotto il Parlamento: otto i fermati, oltre 300 gli identificati.

 

A preoccupare anche l'ondata di occupazioni studentesche del 2026 ha riacceso un duro dibattito in Italia a causa dei gravi danni materiali registrati in diversi istituti, stimati complessivamente in milioni di euro dal Ministero dell'Istruzione. Tra i casi più emblematici figurano il liceo Ferrari-Hertz di Roma (con circa 200.000 euro di danni per porte tagliafuoco sfasciate, muri distrutti e impianti manomessi) e il Galilei di Firenze, entrambi dichiarati temporaneamente inagibili

 

E ora il 20 Novembre si prevede uno sciopero nazionale

 

La risposta dello stato

 

Le misure adottate per contrastare disordini e ristabilire la normalità non si sono fatte attendere .

Eccone alcune: il blocco stradale diventa un reato penale, con pene che aumentano se l’azione è commessa da più persone; il fermo preventivo di polizia, ovvero il potere per le forze dell’ordine di trattenere fino a 12 ore presso gli uffici di polizia anche per semplice sospetto che un soggetto possa compiere azioni criminose;’ampliamento del daspo urbano, notevolmente esteso, con il divieto a soggetti che hanno ricevuto anche una semplice denuncia negli ultimi cinque anni per fatti legati alle manifestazioni ad accedere a determinate aree urbane; infine, sono stati introdotte sanzioni e repressione per chi organizza manifestazioni o anche semplici contestazioni pubbliche senza il regolare preavviso delle autorità o senza rispettare l’itinerario, con multe fino a diecimila euro.

Tali misure possono sembrare eccessive ma non è pensabile che città siano messe a ferro e fuoco con danni a ignari negozianti o semplici cittadini in nome di una protesta: tutti abbiamo avuto nel nostro passato episodi di contestazione o di occupazione degli edifici scolastici ma non abbiamo mai pensato di svaligiare negozi o distruggere ambienti scolastici in nome di ingiustizie o mal funzionamento  dell’apparato statale.

 Gabriella Paci

Commenti