Alessandria, nasce FIBRA Sartoria Sociale: formazione, lavoro e nuove opportunità per le donne

Presentazione del progetto FIBRA Sartoria Sociale ad Alessandria, con cinque partecipanti seduti al tavolo istituzionale.

Un momento della presentazione di FIBRA – Sartoria Sociale, il progetto alessandrino dedicato alla formazione artigianale, all'inclusione e all'autonomia lavorativa delle donne.

Alessandria – Trasformare le difficoltà sociali ed economiche in nuove opportunità di lavoro, autonomia e dignità. È questo l'obiettivo di “Ri-ciclo Ri-cucio Ri-nasco”, il progetto che punta a consolidare una sartoria sociale cittadina attraverso la formazione artigianale, il recupero dei tessuti e l'inserimento lavorativo delle donne in situazioni di fragilità. La nuova realtà produttiva prende il nome di FIBRA – Sartoria Sociale e nasce dalla collaborazione tra istituzioni, associazioni, cooperazione sociale e mondo imprenditoriale, con il coinvolgimento di Borsalino.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

Dal laboratorio artigianale a una concreta opportunità occupazionale

Il progetto rappresenta un'evoluzione delle precedenti esperienze di sartoria sociale realizzate ad Alessandria. L'obiettivo non è soltanto insegnare a cucire, ma trasformare le competenze acquisite in occasioni di lavoro retribuito, contribuendo all'indipendenza economica delle partecipanti. Attraverso laboratori di cucito, sartoria, macramè e intreccio, le donne potranno sviluppare capacità professionali e realizzare manufatti originali, valorizzando anche il recupero di materiali tessili. Il riutilizzo di abiti e stoffe diventa così uno strumento di sostenibilità ambientale e, contemporaneamente, di inclusione sociale.

Formazione professionale, marketing e sostegno alle madri

Il percorso comprende attività di alfabetizzazione informatica, marketing, coaching d'impresa e sicurezza sul lavoro, oltre a laboratori di riparazione e trasformazione di capi d'abbigliamento, biancheria e servizi di stireria. Particolare attenzione viene riservata alle donne con figli, soprattutto alle madri sole prive di una rete familiare di sostegno. Per agevolarne la partecipazione è previsto un servizio di babysitting, affiancato da laboratori mamma-bambino dedicati alla realizzazione di libri tattili e tappeti sonori. Sono inoltre previsti un circolo del cucito, per favorire socializzazione e collaborazione, e podcast realizzati con le radio locali per raccontare le esperienze delle partecipanti.

Borsalino sostiene il progetto e diventa il primo cliente

Un elemento significativo dell'iniziativa è rappresentato dall'adesione di Borsalino, storica realtà imprenditoriale alessandrina, che diventa il primo cliente del laboratorio sartoriale gestito dalla Cooperativa Sociale La Ruota. Sasha Camperio, vicepresidente della Fondazione Borsalino, sottolinea il valore di un impegno coerente con la storia di un marchio costruito anche grazie al lavoro di generazioni di donne. Sulla stessa linea Fabio Bartoloni, COO di Borsalino, evidenzia l'importanza di promuovere il reinserimento sociale attraverso le competenze artigianali, rafforzando il legame tra l'azienda e la comunità alessandrina. La presenza di un primo cliente rappresenta un passaggio importante per avvicinare il progetto alla realtà del mercato, superando la dimensione esclusivamente formativa.

Roberta Cazzulo: l'indipendenza economica è fondamentale per la libertà delle donne

L'assessora alle Politiche Sociali Roberta Cazzulo evidenzia come il progetto rappresenti un'evoluzione delle politiche di welfare dell'Amministrazione comunale. La sartoria sociale, spiega, ha consentito di costruire relazioni e valorizzare competenze, fino a creare prospettive di occupazione e impresa sociale. L'assessora sottolinea in particolare il ruolo della collaborazione tra pubblico, privato e Terzo Settore, ricordando l'impegno della Fondazione Borsalino, della Cooperativa La Ruota, dell'Associazione Colibrì e dell'Associazione Don Angelo Campora. Il messaggio centrale riguarda l'indipendenza economica femminile, considerata una condizione essenziale per la dignità, la libertà e l'autodeterminazione. La disponibilità di servizi come il babysitting risponde inoltre alla necessità di ridurre gli ostacoli che spesso impediscono alle donne di conciliare lavoro e responsabilità familiari.

Vittoria Oneto: restituire protagonismo e nuove prospettive alle persone

Anche Vittoria Oneto, assessora alle Politiche giovanili della Città di Alessandria, sottolinea il valore di un'iniziativa capace di trasformare l'inclusione sociale in opportunità concrete. Il recupero di uno spazio destinato ad attività produttive e formative rappresenta, secondo l'assessora, un esempio positivo di collaborazione territoriale. La nascita della sartoria sociale dimostra come istituzioni, Terzo Settore e imprese possano lavorare insieme per costruire percorsi di autonomia, valorizzando persone che rischierebbero di rimanere ai margini del mercato del lavoro.

La Cooperativa La Ruota e il marchio FIBRA

La gestione operativa della sartoria è affidata alla Cooperativa Sociale La Ruota, che mette a disposizione la propria esperienza nell'inserimento lavorativo. La legale rappresentante Rossella Foco spiega che FIBRA – Sartoria Sociale nasce per trasformare la formazione e le capacità individuali in opportunità economiche reali. L'intento è sviluppare una struttura produttiva in grado di confrontarsi con il mercato, rispondere alle necessità delle imprese locali e offrire percorsi di riscatto personale. Un progetto che vuole unire qualità artigianale, sostenibilità e inclusione, creando un modello potenzialmente replicabile anche in altri contesti territoriali.

Un percorso già avviato che ha coinvolto oltre cento donne

La nuova iniziativa raccoglie l'eredità del progetto “Il Filo di Arianna”, sviluppato con il coinvolgimento dell'APS Colibrì e dell'Associazione Don Angelo Campora. Le precedenti attività hanno consentito a oltre cento donne di partecipare a laboratori di cucito, macramè e altre tecniche artigianali, affiancando alla formazione momenti di socializzazione e orientamento lavorativo. Ivana Tripodi, presidente dell'Associazione Colibrì, evidenzia l'importanza di questo percorso e della collaborazione con i servizi locali e gli enti del territorio. Tra i sostenitori citati figurano Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico, le Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e di Torino, Fondazione Social, Comune di Alessandria, Regione Piemonte e la famiglia Di Menza, che ha messo gratuitamente a disposizione gli spazi destinati alla sartoria sociale.

La nostra considerazione: il lavoro come strumento di dignità e inclusione

Il valore di FIBRA – Sartoria Sociale va oltre la produzione di manufatti artigianali. L'iniziativa affronta una questione importante: la difficoltà di molte donne, soprattutto quando si trovano in condizioni di fragilità economica o familiare, di accedere a un lavoro stabile e dignitoso. Imparare un mestiere, acquisire competenze e poter contare su un percorso professionale significa anche recuperare fiducia nelle proprie possibilità. La collaborazione con Borsalino e con le realtà del territorio costituisce un primo elemento incoraggiante, ma la sfida sarà garantire continuità occupazionale, sostenibilità economica e risultati misurabili nel tempo. Sarebbe utile conoscere periodicamente il numero di donne effettivamente inserite nel mondo del lavoro, i contratti attivati e le opportunità produttive sviluppate. Perché un progetto sociale raggiunge il suo obiettivo più importante quando riesce a trasformare un'esperienza formativa in una possibilità concreta di futuro.


Fonte: Comune di Alessandria – Comunicazione del 22 ottobre 2026.

Alessandria Post: https://piercarlolava.blogspot.com/

ItaliaNewsPost: https://www.italiannewspost.com/

Crediti: Fotografie fornite a corredo della comunicazione sul progetto FIBRA – Sartoria Sociale.

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