Tu dormi, di IRMA KURTI (Bergamo).




Tu dormi serena, immersa in un sonno profondo,

gli inverni più forti non ti possono svegliare,

né il rombo del tuono che arriva come grugnito,

nemmeno i suoni del cielo oscuro e disperato.

 

 

Nemmeno la mia voce che si trasforma nell’urlo

e questo sentimento che per te pulsa nel cuore,

nemmeno l’eco di tutti i nostri ricordi comuni,

il cinguettio degli uccelli, la sinfonia dolce.

 

 

Nemmeno i fiumi delle mie lacrime ti svegliano,

perciò il mio grido deglutisco come un boccone,

esso si scontra nell’abisso che ho dentro di me

e si frantuma, svanisce per rinascere di nuovo.

 

 

Però il tuo sorriso senza un’ombra di tristezza,

proprio come l’avevi nella vita: sereno, pacato,

solo quello mi confonde, perciò non so che fare:

svegliarti o lasciarti dormire, mia amata Mamma?


Nel ventesimo anniversario della morte di mia madre, Sherife Kurti, per dirle che la penso ogni singolo giorno ed è sempre nella mia anima, dove si custodiscono gli amori più grandi (25 ottobre 2006).


 

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