“Sotto attacco di Hater” di Gabriele Parpiglia: quando i social diventano una prigione mentale. Recensione su Alessandria Post
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| La copertina del libro “Sotto attacco di Hater” di Gabriele Parpiglia, edito da Ugo Mursia Editore (Foto tratta da |
Pier Carlo Lava
«Per rovinare la vita di una persona, oggi, non serve nemmeno un motivo. Serve un pubblico, possibilmente sui social». Con questa premessa tagliente si apre “Sotto attacco di Hater”, il nuovo libro del giornalista e autore Gabriele Parpiglia, pubblicato da Ugo Mursia Editore. Dopo aver affrontato il tema della fragilità psicologica in Sotto attacco di panico (2025) e la sicurezza dei giovani in Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita (2026), l'autore torna in libreria con un'indagine rigorosa, urgente e necessaria sui meccanismi persecutori dell'odio online. Il volume non si limita a un'osservazione esterna, ma prende le mosse da un drammatico episodio vissuto in prima persona dall'autore: una notifica inaspettata, il ticchettio di un countdown e un profilo anonimo senza volto che trasforma la quotidianità in una vera e propria trappola psicologica.
Uno dei punti di forza dell'opera risiede nella capacità di smontare il falso mito secondo cui gli hater colpirebbero soltanto i personaggi famosi o gli influencer. Parpiglia documenta con estrema crudezza e realismo come la ferocia dei “mostri da tastiera” travolga soprattutto i soggetti più fragili, i minorenni e gli studenti, trasformando lo smartphone in quella che l'autore definisce efficacemente una “prigione mentale”. Attraverso testimonianze dirette e il ricordo di vicende tragiche rimaste impresse nella memoria collettiva — come il dramma di Tiziana Cantone — il libro denuncia il vuoto normativo e la lentezza di una giustizia dove le denunce per cyberbullismo e diffamazione restano troppo spesso inascoltate, lasciando le vittime sole di fronte alla gogna mediatica.
Di particolare rilievo sociologico è l'analisi di una figura spesso sottovalutata ma centrale nell'ecosistema della diffamazione digitale: i cosiddetti “segnalatori”. Parpiglia individua in coloro che inoltrano continuamente screenshot di insulti e calunnie — accompagnati dalla subdola domanda «Hai visto cosa hanno scritto di te?» — gli ingranaggi consapevoli che alimentano il fango mediatico e amplificano il dolore della vittima. Accanto a questa dinamica, l'autore non risparmia una critica severa al mondo della politica e dell'informazione spettacolarizzata, spesso più interessate a cavalcare l'onda emotiva del like e della viralità immediata piuttosto che a sedersi attorno a un tavolo per arginare concretamente una deriva che distrugge vite reali.
Lo stile di scrittura di Gabriele Parpiglia è diretto, incalzante e tipicamente giornalistico, privo di qualsiasi edulcorazione retorica. Nelle 144 pagine del volume, il ritmo narrativo alterna la tensione del racconto autobiografico al rigore dell'inchiesta, costringendo il lettore a guardare in faccia la realtà di commenti spietati e campagne d'odio orchestrate a tavolino. “Sotto attacco di Hater” si rivela così una lettura imprescindibile per genitori, educatori, comunicatori e cittadini digitali, un manifesto di resistenza civile che invita a recuperare il senso di responsabilità della parola e a non abbassare mai la testa di fronte alla violenza dell'anonimato.
Dettagli del libro e link per l'acquisto:
Titolo: Sotto attacco di HaterJPG
Autore: Gabriele Parpiglia
Editore: Ugo Mursia Editore (Collana Interventi, 2026, pp. 144
ISBN: 978-8842570950
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Crediti fotografici: Immagine di copertina tratta da
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