Salute degli occhi, APMO lancia l’allarme: diagnosi tardive, lunghe liste d’attesa e difficoltà di accesso alle cure

Pannello ufficiale del secondo meeting nazionale APMO dedicato alla salute visiva, con un grande occhio azzurro in primo piano.
L'immagine dell'incontro “Guardiamo Lontano – Occhi aperti sul futuro della vista”, organizzato a Roma l'8 ottobre 2026.

 La salute degli occhi rappresenta una componente fondamentale della qualità della vita, ma in Italia continuano a emergere criticità che possono compromettere la prevenzione, la diagnosi tempestiva e l'accesso alle terapie. Dalle lunghe liste d'attesa per gli interventi di cataratta alle difficoltà nell'individuare precocemente il glaucoma, fino alle disparità nell'accesso alle innovazioni terapeutiche, il quadro solleva interrogativi sull'effettiva capacità del Servizio Sanitario Nazionale di rispondere ai bisogni dei cittadini. Non si tratta soltanto di migliorare l'assistenza specialistica, ma di riconoscere la salute visiva come una priorità strutturale delle politiche sanitarie, considerando anche le conseguenze sociali, economiche e personali della perdita della vista, soprattutto in una popolazione che invecchia progressivamente.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

A Roma il secondo incontro nazionale “Guardiamo Lontano”

Agenzia DIRE

Questi temi sono stati al centro della seconda edizione di “Guardiamo Lontano – Occhi aperti sul futuro della vista”, organizzata l'8 ottobre 2026 a Roma, presso il Centro Congressi Ara Pacis, dall'APMO – Associazione Pazienti Malattie Oculari ETS, in occasione della Giornata Mondiale della Vista. L'incontro ha riunito pazienti, familiari, medici specialisti, società scientifiche, rappresentanti istituzionali e organismi regolatori, con l'obiettivo di individuare soluzioni concrete alle principali difficoltà che caratterizzano l'assistenza oftalmologica italiana. Il confronto ha evidenziato come diagnosi tardive, liste d'attesa e ostacoli nell'accesso alle terapie innovative costituiscano problemi che richiedono interventi coordinati, capaci di garantire continuità assistenziale e maggiore uniformità territoriale. Il professor Francesco Bandello, presidente APMO, ha sottolineato la necessità di anticipare i problemi sanitari prima che diventino emergenze, ribadendo il ruolo dell'associazione come collegamento tra cittadini, comunità scientifica e istituzioni. Alla sessione dedicata alla presenza della salute visiva nelle politiche sanitarie ha partecipato anche il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.

Cataratta e glaucoma: perché la diagnosi precoce può fare la differenza

Una parte importante del dibattito ha riguardato due patologie particolarmente diffuse: cataratta e glaucoma. La cataratta consiste nella progressiva opacizzazione del cristallino, la lente naturale dell'occhio, e può determinare una riduzione della capacità visiva tale da compromettere attività quotidiane come leggere, guidare o muoversi autonomamente. L'intervento chirurgico consente generalmente un recupero significativo della funzione visiva, ma i tempi d'attesa possono rappresentare un ostacolo importante, soprattutto per gli anziani. Diversa è la situazione del glaucoma, una malattia che può danneggiare progressivamente il nervo ottico e che, nelle fasi iniziali, spesso non provoca sintomi percepibili. Proprio questa caratteristica rende particolarmente importante la diagnosi precoce attraverso visite oculistiche e accertamenti appropriati. Il danno visivo già provocato dal glaucoma è generalmente irreversibile, mentre trattamenti farmacologici, laser o chirurgici possono rallentare o arrestare la progressione della malattia in molti pazienti. Intervenire tempestivamente significa quindi proteggere la vista prima che il danno diventi permanente, evitando conseguenze che possono incidere profondamente sull'autonomia personale.

Maculopatie, retinopatie e innovazione terapeutica

Le tavole rotonde hanno affrontato anche le patologie della retina e della macula, tra cui la degenerazione maculare legata all'età e le retinopatie associate al diabete. Sono condizioni che possono compromettere seriamente la capacità visiva e che richiedono percorsi diagnostici e terapeutici adeguati, spesso accompagnati da controlli periodici nel tempo. Negli ultimi anni la ricerca ha contribuito a sviluppare trattamenti capaci di migliorare la gestione di alcune di queste malattie, ma la disponibilità delle innovazioni non coincide sempre con un accesso tempestivo e omogeneo sul territorio nazionale. Il confronto romano ha evidenziato la necessità di conciliare sostenibilità economica, appropriatezza terapeutica e diritto dei pazienti a ricevere le cure più indicate. Ulteriore attenzione è stata dedicata alle patologie della cornea e della superficie oculare, che possono provocare dolore, irritazione, disturbi visivi e importanti limitazioni nella vita quotidiana. La sfida consiste nel costruire un sistema capace non soltanto di curare la singola malattia, ma anche di accompagnare la persona durante l'intero percorso assistenziale.

“La Scuola in Vista”: la prevenzione comincia dai bambini

Tra le iniziative presentate durante l'incontro figura “La Scuola in Vista”, progetto nazionale promosso da APMO per lo screening della miopia in età pediatrica. Il programma, previsto a partire dall'autunno 2026 e destinato a svilupparsi nell'arco di tre anni, coinvolgerà bambini tra i 6 e i 10 anni in otto regioni italiane. L'obiettivo è favorire l'identificazione precoce dei difetti visivi e sensibilizzare famiglie e istituzioni scolastiche sull'importanza della prevenzione. La miopia rappresenta un problema crescente a livello internazionale e la sua progressione, soprattutto nelle forme elevate, può aumentare il rischio di complicanze oculari nel corso della vita. Controlli appropriati durante l'infanzia, attività all'aria aperta e comportamenti visivi equilibrati possono contribuire alla tutela della salute degli occhi. Il progetto pone inoltre l'attenzione sulle disuguaglianze sociali, perché non tutte le famiglie dispongono delle medesime opportunità economiche e organizzative per garantire controlli specialistici regolari ai propri figli.

Il ruolo dei pazienti e la necessità di ridurre le disuguaglianze sanitarie

Un elemento significativo dell'appuntamento è stata la partecipazione diretta dei pazienti ai tavoli di confronto. Una scelta che riconosce come l'esperienza concreta di chi convive con una patologia oculare sia indispensabile per comprendere le difficoltà che non sempre emergono dalle statistiche sanitarie. L'accesso alle visite specialistiche, la possibilità di effettuare esami diagnostici in tempi adeguati, la continuità dei trattamenti e la disponibilità delle nuove terapie rappresentano aspetti strettamente collegati alla qualità dell'assistenza. Per APMO, la Giornata Mondiale della Vista deve quindi diventare anche un'occasione di confronto sulle politiche pubbliche, superando la dimensione della semplice sensibilizzazione. La presenza di associazioni, specialisti e rappresentanti istituzionali offre l'opportunità di individuare priorità condivise, ma il passaggio decisivo sarà tradurre le proposte in interventi verificabili e concretamente accessibili alla popolazione.

La salute visiva è anche una questione di equità sociale

Il messaggio emerso dall'incontro romano riguarda infine un tema più ampio: la necessità di garantire che il diritto alla tutela della vista non dipenda dal luogo in cui si vive o dalle proprie possibilità economiche. Chi dispone di risorse sufficienti può più facilmente rivolgersi alla sanità privata quando incontra tempi d'attesa incompatibili con le proprie esigenze, mentre le persone economicamente più fragili rischiano di rinviare controlli, accertamenti e trattamenti. È una disparità che assume particolare rilievo in presenza di patologie progressive, nelle quali il fattore tempo può incidere direttamente sull'esito delle cure. Investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e nell'organizzazione dei servizi oftalmologici significa anche preservare l'autonomia delle persone anziane, sostenere le famiglie e limitare i costi sociali legati alla disabilità visiva. La salute degli occhi non dovrebbe essere considerata un settore secondario dell'assistenza sanitaria, ma una parte essenziale del diritto alla salute, che richiede programmazione, investimenti e attenzione costante da parte delle istituzioni.

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GEO: Roma, Lazio, Italia – Centro Congressi Ara Pacis. Notizia di interesse nazionale per la prevenzione e la salute visiva.

Fonte: Agenzia DIRE – Contenuti dell'incontro nazionale APMO “Guardiamo Lontano”, Roma, 8 ottobre 2026. Rielaborazione e approfondimento editoriale Alessandria Post.

Leggi anche gli approfondimenti su salute, medicina e prevenzione pubblicati da Alessandria Post e ItalianNewsPost.

Crediti: Fotografia del pannello ufficiale dell'evento APMO, fornita alla redazione.

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