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| La misurazione con strumenti specifici permette di conoscere la concentrazione di radon nell’abitazione. |
Alessandria – Non si vede e non ha odore, ma può accumularsi negli ambienti in cui viviamo. Il radon è un gas radioattivo naturale: conoscerne la presenza attraverso una misurazione specifica permette di valutare l’esposizione e scegliere gli eventuali interventi. Anche in Piemonte, le mappe del territorio sono utili, ma la verifica decisiva riguarda la singola abitazione.
Pier Carlo Lava – Alessandria Post Da dove arriva e come entra negli edifici. Il radon deriva dal decadimento naturale dell’uranio presente nelle rocce e nel terreno. All’aperto si disperde, mentre negli ambienti chiusi può accumularsi. Dal sottosuolo può penetrare attraverso fessure nei pavimenti, giunti tra pareti e pavimenti e passaggi di tubazioni o cavi. Le concentrazioni sono generalmente maggiori in cantine, seminterrati e locali a contatto con il terreno, ma valori significativi possono essere presenti anche ai piani superiori. Contano la geologia, le caratteristiche costruttive e il ricambio d’aria: due case vicine possono avere concentrazioni molto diverse. Perché è un problema per la salute. Il radon è riconosciuto come cancerogeno per l’uomo ed è considerato la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco. Il rischio riguarda l’esposizione nel tempo: i prodotti radioattivi del suo decadimento possono essere inalati e danneggiare le cellule delle vie respiratorie. L’associazione con il fumo aumenta ulteriormente il rischio. Per questo la prevenzione richiede sia la riduzione dell’esposizione al radon sia il contrasto al tabagismo. Come scoprire se è presente in casa. Servono strumenti specifici per il radon. Arpa Piemonte indica i dosimetri passivi, piccoli dispositivi che non richiedono alimentazione elettrica e consentono di misurare la concentrazione media durante il periodo di esposizione. Per valutare l’abitazione è consigliata una misura annuale, normalmente suddivisa in due semestri, perché i livelli cambiano con le stagioni, le condizioni climatiche e le abitudini degli occupanti. Gli strumenti attivi possono invece mostrare le oscillazioni nel tempo e aiutare negli approfondimenti tecnici. Una lettura di poche ore non equivale alla media annuale: prima di iniziare conviene concordare con il servizio di misura il tipo di rilevatore, il suo posizionamento e le modalità di analisi. Quali sono i valori di riferimento italiani. Il decreto legislativo 101/2020 e successive modifiche stabilisce, come concentrazione media annua, 300 becquerel per metro cubo per le abitazioni esistenti e 200 per quelle costruite dopo il 31 dicembre 2024. Il becquerel è l’unità che misura l’attività radioattiva. Questi valori sono riferimenti per la protezione e la riduzione dell’esposizione, non una separazione tra rischio nullo e rischio certo: anche a concentrazioni inferiori il rischio non scompare. L’OMS raccomanda ai Paesi di puntare, ove possibile, a un livello di riferimento di 100 Bq/m³, comunque non superiore a 300. Come si può ridurre la concentrazione. Le soluzioni dipendono dall’edificio e dalle vie di ingresso del gas. Arpa Piemonte indica la sigillatura delle aperture verso il terreno, la ventilazione dei vespai e sistemi che aspirano l’aria dal sottosuolo prima che entri nell’abitazione. Anche il ricambio d’aria può contribuire a limitare l’accumulo. L’efficacia della soluzione va valutata nel caso concreto: arieggiare non garantisce, da solo, una riduzione stabile sufficiente. Se la misura evidenzia concentrazioni elevate, occorre individuare con un professionista competente l’intervento adatto e verificarne il risultato. La questione merita attenzione anche durante le riqualificazioni energetiche, quando una maggiore tenuta degli infissi può ridurre la ventilazione. Cosa possono fare i cittadini dell’Alessandrino. Arpa Piemonte mette a disposizione una mappa consultabile per Comune e informazioni sulle misurazioni e sul risanamento. È un punto di partenza per conoscere il territorio, ma il dato comunale non certifica la situazione della propria casa. Per quesiti su situazioni specifiche l’Agenzia indica l’indirizzo radiazioni.ionizzanti@arpa.piemonte.it. La prevenzione passa da una sequenza concreta: informarsi, misurare correttamente e, quando necessario, intervenire sulla base dei risultati. Leggi anche, sul rapporto tra ambiente e salute: PFAS nella Fraschetta, istituzioni a confronto: ora servono risposte concrete per la salute dei cittadini, pubblicato il 22 ottobre 2026. ____________________ Fonti e approfondimenti: Arpa Piemonte, Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN), Organizzazione mondiale della sanità. Informazioni verificate il 26 ottobre 2026. Le nostre testate: Alessandria Post | ItalianNewsPost.com |

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