Premio Pavese 2026 Sabato 14 novembre 2026 Santo Stefano Belbo

Premio Pavese 2026

Sabato 14 novembre 2026

Santo Stefano Belbo

 

I vincitori della 43a edizione:

Massimo Cacciari (saggistica)

Sandro Ferri e Sandra Ozzola – E/O (editoria)

Giovanna Gagliardo (poesia)

Paolo Giordano (narrativa)

Monica Pareschi (traduzione)

 

 

Massimo Cacciari (saggistica), Sandro Ferri e Sandra Ozzola – E/O (editoria), Giovanna Gagliardo (poesia), Paolo Giordano (narrativa), Monica Pareschi (traduzione) sono i vincitori del Premio Pavese 2026, promosso e organizzato dalla Fondazione Cesare Pavese.

 

La cerimonia si svolgerà a Santo Stefano Belbo sabato 14 novembre 2026 alle 17.00 nella Chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo e il format prevede che premiati e giurati conversino attorno ai temi di rispettiva competenza. A condurre la serata sarà Giulio Graglia, autore, regista e direttore artistico. Si alterneranno ai dialoghi fra premiati e giurati una selezione di brani di Cesare Pavese.

Ci sarà inoltre un momento collaterale valido per l’aggiornamento professionale dei giornalisti.

 

Il Premio Pavese è promosso dalla Fondazione Cesare Pavese e dal Comune di Santo Stefano Belbo, con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione CRC, Fondazione CRT.

 

La giuria che ogni anno assegna collegialmente il premio per ciascuna sezione, nel nome di Pavese poeta, scrittore, traduttore, saggista, editore, è presieduta da Alberto Sinigaglia (presidente del Comitato scientifico della Fondazione Cesare Pavese) ed è composta da Gian Arturo Ferrari (figura di rilievo dell'editoria italiana), Giulia Boringhieri (traduttrice e storica dell’editoria), Chiara Fenoglio (docente di Letteratura Italiana all'Università di Torino e saggista), Claudio Marazzini (linguista, già presidente dell'Accademia della Crusca), Carlo Ossola (filologo e critico letterario, presidente dell'Istituto dell'enciclopedia Italiana Treccani), Pierluigi Vaccaneo (direttore della Fondazione Cesare Pavese).

L'intento del Premio è riconoscere quelle personalità che, in linea con l’attitudine pavesiana, si sono distinte nel corso degli anni per dedizione, meticolosità, innovazione nei rispettivi ambiti di attività.

 

«Cesare Pavese ha saputo raccontare una terra e renderla universale. È questa la straordinaria forza della cultura: partire dalle proprie radici e arrivare a parlare al mondo. Il Premio Pavese, giunto alla sua 43ª edizione, è la dimostrazione di quanto il Piemonte sappia custodire la propria identità e, allo stesso tempo, essere protagonista del panorama culturale nazionale. I protagonisti premiati quest’anno rappresentano linguaggi, sensibilità e generazioni diverse, accomunati dalla capacità di interpretare il nostro tempo e offrire nuovi strumenti per comprenderlo. Come Regione Piemonte siamo orgogliosi di sostenere un appuntamento che porta grandi personalità della cultura a Santo Stefano Belbo e valorizza un territorio conosciuto nel mondo per le sue eccellenze. È anche questo il messaggio che vogliamo trasmettere ai giovani: le proprie origini sono una ricchezza da cui partire per costruire qualcosa di nuovo. La cultura crea opportunità, rafforza l’identità dei territori e contribuisce concretamente alla loro crescita», dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte.

 

«Il Premio Pavese - dichiara il direttore della Fondazione Cesare Pavese Pierluigi Vaccaneo - nasce dalla volontà di continuare a interrogare, attraverso le opere e la figura di Cesare Pavese, il rapporto tra letteratura, cultura e territorio. Pavese è stato un intellettuale capace di attraversare generi e linguaggi diversi, dalla poesia alla narrativa, dalla traduzione alla saggistica, con uno sguardo sempre attento alla contemporaneità e alla ricerca di nuove forme espressive. Il Premio vuole mantenere vivo questo sguardo, riconoscendo ogni anno il valore di chi, attraverso la propria attività, contribuisce alla cultura e al suo dialogo con il mondo. Allo stesso tempo, rappresenta un’occasione per riportare l’attenzione sul paesaggio delle Langhe, che in Pavese diventa luogo letterario, memoria e mito.

Anche l’edizione 2026 conferma quindi la vocazione del Premio a essere un momento di incontro tra personalità della cultura, istituzioni, imprese e realtà del territorio. Prosegue infatti anche per questa edizione la collaborazione con l'Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba. Fra le nuove collaborazioni siamo orgogliosi di annunciare quella con l’Enoteca Regionale del Barbaresco e l’Enoteca Regionale del Barolo».

 

 

 

 

 

Motivazioni

 

Il Premio Pavese per la saggistica va a Massimo Cacciari, Professore Emerito di Filosofia all'Università San Raffaele di Milano e socio nazionale dell'Accademia dei Lincei, autore di diversi libri, tra cui spicca la tetralogia formata da Dell'Inizio (1990), Della cosa ultima (2004), Labirinto filosofico (2014), Metafisica concreta (2023), tutti più volte riediti presso Adelphi. Edito da Adelphi anche Hamletica (2009, appena riedito nel 2026). Le ultime sue pubblicazioni sono Van Gogh (Morcelliana), e Kaos, con Roberto Esposito (Il Mulino). Un filosofo che, dice la motivazione, “ha fatto dei greci, del destino e della parola come soglia il centro della propria ricerca: gli stessi luoghi in cui Pavese, nei Dialoghi con Leucò, ha cercato la sua verità più difficile”.

 

Il Premio Pavese per l’editoria è assegnato a Sandro Ferri e Sandra Ozzola, fondatori delle Edizioni E/O nel 1979 e nel 2005 di Europa Editions a New York e a Londra, casa editrice che, sottolinea la motivazione, “tra tutte le storie editoriali, è quella che assomiglia di più a una favola a lieto fine”. E/O “deriva la sua coerenza dall’essere basata solo sul gusto dell’editore”.

 

Per il secondo anno il Premio Pavese poesia viene assegnato a una regista, Giovanna Gagliardo, collaboratrice per «Il Giorno», «Il Messaggero», «La Repubblica», «L’Espresso», che, dice la motivazione, “ci restituisce una solitudine divenuta parabola di coscienza e silenzio, non perdita ma consapevole itinerario verso il fondo dell’essere”. Nel cinema Gagliardo inizia come soggettista e co-sceneggiatrice de L’amica di Alberto Lattuada. Insieme a Raffaele La Capria e Nelo Risi scrive il film ispirato alla vita africana del poeta Rimbaud, Una stagione all’inferno. È collaboratrice e assistente alla regia dell’ungherese Miklos Jancsò, di cui è autrice delle sceneggiature di tutti i suoi film italiani.

 

A Paolo Giordano, autore di La solitudine dei numeri primi (Mondadori 2008, Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima), Il corpo umano (Mondadori 2012), Il nero e l’argento (Einaudi 2014 e 2017), Divorare il cielo (Einaudi 2018 e 2019) e Tasmania (Einaudi 2022, Premio della Lettura), va il Premio Pavese per la narrativa. Per Einaudi ha pubblicato anche il saggio Nel contagio (2020) e ha curato Da vicino. Raccontare la guerra oggi (2026). Ha scritto inoltre per il cinema (Siccità, We Are Who We Are) e il teatro (Galois, Fine pena: ora). Ossigeno e In viaggio non pregare (realizzato in collaborazione con Emergency) sono i suoi primi podcast, entrambi prodotti da Chora Media. Collabora con il «Corriere della Sera». La sua opera è percorsa da una tensione che, sottolinea la motivazione, “trova una profonda consonanza nell’opera di Cesare Pavese, dove il bisogno di partecipare alla vita nelle sue manifestazioni più semplici e vere si scontra con l’isolamento e con l’impossibilità di sentirsi pienamente parte del mondo”.

 

Infine, a Monica Pareschi va il Premio Pavese per la traduzione. Monica Pareschi traduce e lavora come editor di narrativa per le maggiori case editrici. Ha tradotto e curato, tra gli altri, Doris Lessing, James Ballard, Bernard Malamud, Willa Cather, Edith Wharton, Shirley Jackson, Muriel Spark, Jesmyn Ward, Charlotte e Emily Brontë, Christopher Isherwood, Hisham Matar, Paul Auster, Mark Haddon, Claire Keegan, Jean Stafford. Nel 2020, per la sua traduzione di Wuthering Heights, ha vinto il Premio Internazionale Von Rezzori e il Premio Letteraria. Nel 2023 ha vinto il Premio Fondazione Capalbio con la traduzione di Piccole cose da nulla di Claire Keegan per Einaudi. È autrice, oltre ad aver insegnato traduzione letteraria all'Università Cattolica, e tiene seminari di traduzione letteraria in diverse istituzioni. Come dice la motivazione, “tra le parole con cui si può descrivere lo stile di traduzione di Monica Pareschi, e che la rendono una degna erede di Cesare Pavese, ci sono cura ed esuberanza, in un raro connubio”.

 

Le motivazioni complete sono disponibili sul sito della Fondazione Cesare Pavese: https://fondazionecesarepavese.it/premio-pavese/.

 

Quest’anno il premio sarà offerto dall’Enoteca Regionale del Barbaresco e dall’Enoteca Regionale del Barolo.

Altro consueto protagonista della giornata di premiazione, il tartufo d’Alba, offerto dall’Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

 

«Siamo felici di accompagnare il Premio Pavese come Enoteca Regionale del Barbaresco, rappresentandone la denominazione e le oltre 150 cantine che lo producono. Condividiamo lo spirito del Premio Pavese, un riconoscimento che valorizza l’incontro fra cultura ed eccellenze del territorio», afferma Mauro Carbone, presidente dell’Enoteca Regionale del Barbaresco.

 

«Come Enoteca Regionale del Barolo siamo orgogliosi di prendere parte al Premio Pavese, testimoniando insieme la preziosa capacità delle Langhe di unire vino, paesaggio, persone e cultura e di favorire esperienze e occasioni di incontro», sottolinea Liliana Allena, presidente dell’Enoteca Regionale del Barolo.

 

«Nell’anno delle Autentiche Relazioni, tema e titolo della nostra 96esima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, siamo lieti di affiancare il Premio Pavese, un appuntamento che nasce dalla capacità di creare dialogo tra cultura, territorio e persone. Le opportunità di sviluppo che derivano da questo consolidato rapporto rappresentano un patrimonio da custodire e valorizzare», dichiara Axel Iberti, presidente dell'Ente Fiera internazionale del Tartufo Bianco d'Alba.

 

L’ingresso è libero su prenotazione fino a esaurimento posti (prenotazioni dal 2 novembre 2026 sul sito della Fondazione Cesare Pavese).

 

 

Il Premio Pavese è promosso dalla Fondazione Cesare Pavese e dal Comune di Santo Stefano Belbo, con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione CRC, Fondazione CRT e con la collaborazione dell’Associazione Paesaggi Vitivinicoli UNESCO, CRC Innova, Libreria Milton e l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. Media partner: IVM Multimedia e Radio Pellati.

Sponsor tecnici: Ente Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Enoteca Regionale del Barbaresco ed Enoteca Regionale del Barolo.

 

 

 


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