Obesità infantile, la SIPPS entra nell'Osservatorio del Ministero della Salute: prevenzione e tutela dei bambini
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| La prevenzione dell'obesità infantile passa attraverso il dialogo tra pediatri, bambini e famiglie, promuovendo alimentazione equilibrata, attività fisica e benessere psicofisico. |
Pier Carlo Lava – Alessandria Post
Il Ministero della Salute accoglie il contributo scientifico della SIPPS
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha annunciato di essere stata formalmente ammessa a contribuire ai lavori dell'Osservatorio per lo studio dell'obesità (OSO), istituito presso il Ministero della Salute ai sensi dell'articolo 4 della Legge 3 ottobre 2025, n. 149, dedicata alla prevenzione e alla cura dell'obesità. Secondo quanto comunicato dalla società scientifica, il riconoscimento è stato formalizzato con una nota del 27 agosto 2026, firmata da Alessio Nardini, direttore generale dei Corretti stili di vita e dei rapporti con l'ecosistema. L'iniziativa riconosce, secondo la SIPPS, il valore delle competenze maturate nella prevenzione dell'eccesso ponderale in età pediatrica e adolescenziale, in particolare attraverso programmi di educazione alimentare, promozione dell'allattamento, attività motoria e sostegno alle famiglie. L'Osservatorio è previsto dalla normativa nazionale per favorire lo studio e il monitoraggio dell'obesità, promuovendo un confronto multidisciplinare tra istituzioni, professionisti sanitari e società scientifiche. L'obiettivo è rafforzare le politiche di prevenzione e migliorare la capacità del sistema sanitario di intervenire precocemente, soprattutto nelle fasce della popolazione maggiormente esposte ai fattori di rischio. La partecipazione annunciata dalla SIPPS costituisce un elemento significativo di questo percorso, pur restando distinto il contributo scientifico alla struttura dai provvedimenti amministrativi che ne disciplinano composizione e funzionamento.
Giuseppe Di Mauro: riconosciuto il valore della pediatria preventiva
Il presidente della SIPPS, Giuseppe Di Mauro, ha espresso soddisfazione per l'attenzione riservata dal Ministero della Salute alle attività della società scientifica e al ruolo della pediatria preventiva. Secondo Di Mauro, il coinvolgimento della SIPPS rappresenta un passaggio istituzionale importante perché valorizza una disciplina che non si limita alla diagnosi e al trattamento delle malattie, ma interviene anche sui comportamenti e sulle condizioni che possono favorirne l'insorgenza. La prevenzione dell'obesità deve cominciare nei primi anni di vita, attraverso una collaborazione costante tra pediatri, famiglie, scuole e servizi territoriali. Il presidente ha sottolineato l'importanza di dedicare un'attenzione specifica ai bambini e agli adolescenti nell'elaborazione delle politiche pubbliche di contrasto all'eccesso ponderale, confermando la disponibilità della SIPPS a mettere le proprie competenze a disposizione delle istituzioni. L'approccio proposto attribuisce particolare importanza all'educazione alimentare, al movimento quotidiano, alla qualità del sonno e al benessere psicofisico, senza dimenticare il contesto sociale e familiare nel quale crescono i minori.
I numeri dell'obesità infantile in Italia: quasi tre bambini su dieci con eccesso ponderale
La dimensione del problema emerge dai risultati della sorveglianza nazionale OKkio alla SALUTE, coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità. Nell'indagine condotta nel 2023, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2024, il 19% dei bambini italiani di 8-9 anni risultava in sovrappeso e il 9,8% presentava obesità, comprese le forme gravi, pari al 2,6%. Complessivamente, quindi, il 28,8% dei bambini appartenenti alla fascia d'età esaminata presentava un eccesso ponderale. L'indagine, realizzata con la collaborazione delle Regioni e del sistema scolastico, ha raccolto informazioni sulle abitudini alimentari, sull'attività motoria, sulla sedentarietà e sul contesto familiare. Il confronto con le rilevazioni precedenti mostra alcuni miglioramenti rispetto al periodo 2008-2009, quando il sovrappeso interessava il 23,2% dei bambini e l'obesità il 12%, ma evidenzia anche che negli anni più recenti la diminuzione dell'obesità ha mostrato una sostanziale stabilizzazione. Le differenze territoriali rimangono significative, con percentuali generalmente più elevate nelle regioni meridionali e tra le famiglie che affrontano maggiori difficoltà socioeconomiche. I dati confermano che il fenomeno non può essere affrontato esclusivamente come una questione di scelte individuali, ma richiede interventi educativi, sanitari e sociali coordinati.
Piemonte: sovrappeso e obesità riguardano circa un bambino su quattro
Anche il Piemonte è interessato dal problema, sebbene presenti valori inferiori alla media nazionale. Secondo i risultati regionali della sorveglianza OKkio alla SALUTE 2023, tra i bambini piemontesi di 8-9 anni il 16,9% risultava in sovrappeso e il 7,8% presentava obesità, per una percentuale complessiva del 24,7%. Si tratta di dati che meritano attenzione anche nella provincia di Alessandria, dove la prevenzione passa attraverso l'attività dei pediatri di libera scelta, delle famiglie, delle scuole e dei servizi sanitari territoriali. La possibilità di intercettare precocemente situazioni di eccesso ponderale consente di offrire indicazioni personalizzate, valutando non soltanto il peso, ma anche la crescita, le abitudini alimentari, il movimento, la qualità del sonno e gli eventuali fattori familiari. L'obiettivo non deve essere quello di sottoporre i bambini a diete improvvisate o restrizioni indiscriminate, ma di accompagnare l'intero nucleo familiare verso comportamenti sostenibili e salutari, con il supporto dei professionisti sanitari quando necessario.
Alimentazione, movimento e sonno: la prevenzione comincia dalla quotidianità
La prevenzione dell'obesità infantile richiede un approccio complessivo, capace di considerare le esigenze nutrizionali e psicologiche dei bambini durante la crescita. Un'alimentazione varia ed equilibrata, un consumo adeguato di frutta e verdura, la regolarità dei pasti e la limitazione delle bevande zuccherate rappresentano alcuni degli elementi che possono contribuire alla salute. Altrettanto importante è l'attività fisica quotidiana, che non deve necessariamente coincidere con la pratica sportiva organizzata: camminare, giocare all'aperto, andare in bicicletta e partecipare ad attività ricreative sono opportunità preziose per contrastare la sedentarietà. I dati dell'Istituto Superiore di Sanità mostrano che nel 2023 il 18,5% dei bambini intervistati non aveva svolto attività fisica il giorno precedente l'indagine, mentre il 45,1% aveva trascorso oltre due ore davanti a televisione, videogiochi, tablet o telefoni cellulari. Anche il sonno riveste un ruolo importante, perché ritmi irregolari e riposo insufficiente possono influenzare il benessere generale. La prevenzione dovrebbe quindi puntare su un ambiente familiare favorevole, evitando di trasformare il peso corporeo in una fonte di colpevolizzazione o disagio emotivo. Promuovere la salute significa aiutare i bambini a sviluppare abitudini positive, non giudicarli per il loro aspetto fisico.
La legge 149 del 2025 e il ruolo del nuovo Osservatorio
L'istituzione dell'Osservatorio per lo studio dell'obesità si inserisce nel quadro della Legge 149 del 3 ottobre 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 9 ottobre ed entrata in vigore il 24 ottobre dello stesso anno. Il provvedimento riconosce l'obesità come una malattia progressiva e recidivante e stabilisce principi fondamentali per la prevenzione, la cura e il miglioramento delle condizioni di vita delle persone interessate. La legge attribuisce rilievo anche all'accesso alle prestazioni sanitarie, alla formazione dei professionisti, all'educazione alimentare e alla diffusione di corretti stili di vita. L'articolo 4 prevede l'istituzione dell'Osservatorio presso il Ministero della Salute, con il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e di società scientifiche maggiormente rappresentative nelle discipline dell'alimentazione e della nutrizione. La presenza di competenze pediatriche assume una particolare importanza, perché consente di valorizzare le esigenze specifiche dell'infanzia e dell'adolescenza, periodi nei quali una prevenzione appropriata può contribuire a ridurre il rischio di problemi di salute negli anni successivi.
Scuola e famiglia, due alleati fondamentali per la salute dei bambini
La scuola rappresenta uno degli ambienti nei quali è possibile promuovere comportamenti salutari senza creare discriminazioni o differenze tra gli alunni. Percorsi di educazione alimentare, attività motorie, disponibilità di pasti equilibrati e iniziative rivolte alle famiglie possono contribuire alla costruzione di una maggiore consapevolezza. Particolarmente importante è evitare che le iniziative di prevenzione assumano un carattere stigmatizzante nei confronti dei bambini con sovrappeso o obesità, che possono già essere esposti a episodi di esclusione sociale e bullismo. Il sostegno deve essere rivolto al benessere complessivo, non alla ricerca di un modello estetico di riferimento. In questo contesto, il pediatra può svolgere un ruolo di raccordo tra famiglia, scuola e servizi sanitari, valutando la crescita del bambino attraverso parametri appropriati all'età e fornendo indicazioni personalizzate. La prevenzione deve inoltre considerare le difficoltà economiche e sociali che possono limitare l'accesso ad alimenti salutari, spazi verdi, attività sportive e servizi di assistenza. Una politica sanitaria efficace richiede pertanto interventi capaci di ridurre le disuguaglianze e garantire opportunità concrete a tutte le famiglie.
Una sfida sanitaria che riguarda il futuro delle nuove generazioni
L'ingresso del contributo scientifico della SIPPS nei lavori dell'Osservatorio ministeriale, secondo quanto annunciato dalla società, richiama l'attenzione su una questione destinata ad assumere crescente importanza nella sanità pubblica. Contrastare l'obesità infantile significa investire nella salute futura della popolazione, cercando di prevenire condizioni che possono aumentare il rischio di diabete di tipo 2, ipertensione, problemi cardiovascolari e altre complicanze nel corso della vita. Ma significa anche migliorare il benessere presente dei bambini, sostenendone lo sviluppo fisico, psicologico e relazionale. La collaborazione tra istituzioni, società scientifiche, pediatri, scuole e famiglie può contribuire a definire strategie più efficaci e inclusive, basate su evidenze scientifiche e programmi di prevenzione accessibili. Il risultato più importante non sarà soltanto ridurre le percentuali di sovrappeso e obesità, ma costruire condizioni nelle quali tutti i bambini possano crescere sani, attivi e sostenuti dalle proprie comunità.
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Fonte: Agenzia DIRE. Approfondimento e rielaborazione giornalistica a cura della redazione di Alessandria Post, con integrazione di dati dell'Istituto Superiore di Sanità e riferimenti normativi del Ministero della Salute.
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Precisazione editoriale: L'ammissione della SIPPS ai lavori dell'Osservatorio e la comunicazione ministeriale del 27 agosto 2026 sono riportate sulla base della nota fornita dalla società scientifica; non è stata acquisita una conferma ministeriale indipendente dello specifico provvedimento. La legge istitutiva e i dati epidemiologici citati sono stati verificati attraverso fonti istituzionali.
Crediti: Immagine editoriale generata con Intelligenza Artificiale per Alessandria Post.
Copyright: © Alessandria Post – elaborazione grafica AI.
Nota editoriale: Immagine illustrativa generata con AI. Le persone raffigurate non sono pazienti o professionisti sanitari reali e la scena non documenta una visita medica effettivamente avvenuta.

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