Con oltre 120 opere, la mostra ripercorre più di cinquant’anni di carriera dell'artista tedesco, figura chiave del gruppo Die Brücke, esplorando il suo linguaggio rivoluzionario, la carica emotiva vicina a Munch e la costante ricerca di un "altrove" incontaminato dal sapore gauguiniano.
Francesca Giordano
Titolo della mostra: MAX PECHSTEIN. Espressionismo dell’anima
Sede: Palazzo Zabarella, Padova
Apertura al pubblico: 24 ottobre 2026 – 14 marzo 2027
Sito web:
www.zabarella.it Evento: Vernissage per la Stampa (a seguire lunch esclusivo al Caffè Pedrocchi)
Data e Ora: Venerdì 23 ottobre 2026, ore 12:00Luogo: Palazzo Zabarella, Padova
Accreditamento obbligatorio:
stefania.bertelli@artemidepr.it1881: Nasce a Zwickau (Germania orientale) da una famiglia operaia.
1906: Studia a Dresda e si unisce al gruppo espressionista Die Brücke ("Il Ponte").
Anni '10–'20: Si trasferisce a Berlino, entra in contatto con la Neue Secession e il Der Blaue Reiter, viaggiando tra l'Italia, il Mar Baltico e le isole Palau nei Mari del Sud.
Grande Guerra: Inviato al fronte occidentale, un'esperienza traumatica che segna profondamente la sua vita e produzione.
Periodo Nazista: Condannato come esponente dell' "arte degenerata", gli viene revocata la cattedra universitaria ottenuta a Berlino nel 1923.
Secondo Dopoguerra: Si impegna attivamente nella ricostruzione culturale tedesca, ottenendo importanti onorificenze pubbliche.
1955: Muore a Berlino dopo essersi dedicato fino all'ultimo ai temi della natura e della figura umana.
Il Percorso Espositivo
La mostra presenta dipinti, opere grafiche, schizzi preparatori, epistolari e fotografie personali suddivisi in tre grandi macro-sezioni:
Attraverso lo sguardo di Pechstein: la fotografia
Introdotta dall'uso dell'obiettivo fotografico portato dall'artista in Pomerania nel 1927. Le immagini mostrano il lavoro quotidiano e duro di pescatori e contadini, rivelando la forte sensibilità sociale e documentaria del pittore.
Cercare: Opere giovanili e lavori d’atelier
Dalle prime sperimentazioni artistiche (come Wally dell'avvoltoio, dipinto a soli 15 anni) agli anni della Brücke (Ragazza nel bosco) e delle nature morte (Natura morta con fruttiera, 1912). La sezione evidenzia la sintesi tra il linguaggio espressionista, l'influenza dei Fauves parigini (Matisse) e le affinità con Kandinskij, Klee e le Avanguardie europee.
Trovare: I viaggi e la natura come fonti d’ispirazione
Il racconto dei soggiorni a Monterosso al Mare e, soprattutto, dei quattro mesi trascorsi nelle isole Palau (Mari del Sud). Il viaggio rappresenta la fuga dalla città e la ricerca di un'armonia primordiale tra uomo e natura, in stretta affinità elettiva con l'itinerario umano e artistico di Paul Gauguin.
Riflettere: Le opere tarde e un nuovo cromatismo
Un focus sulla produzione finale dell'artista, caratterizzata da colori brillanti e scenari luminosi di bagnanti e imbarcazioni. I ricordi dei viaggi giovanili si trasformano in una dimensione nostalgica e sognata, offrendo una riflessione di stretta attualità sul rapporto tra uomo e ambiente.
Organizzazione e Contatti Stampa
Organizzata da: Palazzo Zabarella, Institut für Kulturaustausch (Tübingen), Kunstsammlungen Zwickau – Max-Pechstein-Museum, Max Pechstein Foundation e la famiglia Pechstein.
Promossa da: Fondazione Bano in collaborazione con il Comune di Padova – Assessorato alla Cultura.
Ufficio Stampa: Artemide PR di Stefania Bertelli
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Il colore dell'anima, la forza dell'avanguardia."
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