Maltempo in Piemonte, allarme per fiumi e frane: la prevenzione deve partire dal territorio

Maltempo in Piemonte, fiume in piena, Protezione civile e rappresentazione delle zone di allerta. Focus sulla prevenzione del dissesto idrogeologico nell'Alessandrino.
Maltempo in Piemonte, fiume in piena, Protezione civile e rappresentazione delle zone di allerta. Focus sulla prevenzione del dissesto idrogeologico nell'Alessandrino.

Le allerte meteo del 20 e 21 ottobre 2026 hanno riportato l’attenzione sulla fragilità idrogeologica del Piemonte, in particolare sui bacini del Belbo, della Bormida e dello Scrivia. L’Ordine interprovinciale dei Dottori Agronomi e Forestali richiama istituzioni e cittadini a un principio fondamentale: non basta intervenire quando arrivano alluvioni e frane, occorre investire nella manutenzione e nella prevenzione. Un tema particolarmente importante per la provincia di Alessandria.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

Maltempo in Piemonte: gli ultimi allarmi e le zone più esposte

Il Piemonte ha vissuto una nuova fase di attenzione meteorologica il 20 e 21 ottobre 2026, quando Arpa Piemonte ha segnalato un rischio idrogeologico significativo in diversi settori regionali. L’allerta arancione ha interessato i bacini del Belbo, della Bormida e dello Scrivia, mentre altre aree sono state sottoposte ad allerta gialla. La Regione Piemonte ha attivato il 20 ottobre la Sala operativa della Protezione civile per coordinare il monitoraggio e seguire l'evoluzione delle precipitazioni. Tra le principali preoccupazioni figuravano l'innalzamento dei livelli dei corsi d'acqua, possibili allagamenti e fenomeni franosi. Si tratta di allerte riferite a quelle giornate, non di un'indicazione che il medesimo livello di rischio sia ancora attivo oggi, 23 ottobre. 

La provincia di Alessandria tra i territori da proteggere

L'Alessandrino è un territorio particolarmente sensibile alle conseguenze delle precipitazioni intense, sia per la presenza di importanti corsi d'acqua sia per le caratteristiche collinari e appenniniche di una parte della provincia. Le aree attraversate da Bormida, Orba e Scrivia richiedono attenzione costante, così come i versanti dell'Acquese, dell'Ovadese e del Novese. Le criticità possono riguardare strade, abitazioni, terreni agricoli, ponti e infrastrutture. In queste zone la prevenzione non può limitarsi al controllo dei fiumi durante le piene: deve comprendere anche la gestione delle acque meteoriche, il monitoraggio dei versanti e la manutenzione delle opere esistenti. Proteggere il territorio significa salvaguardare contemporaneamente la sicurezza delle persone, l'agricoltura e l'economia locale.

Giorgio Uliana: prevenire significa conoscere e gestire il territorio

Il presidente dell'Ordine interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte, Giorgio Uliana, sottolinea la necessità di superare una gestione fondata prevalentemente sulle emergenze. «Prevenire significa conoscere e gestire il territorio, programmando interventi sulla base delle caratteristiche dei bacini idrografici, della fragilità dei versanti, dell’uso del suolo e della capacità delle aree di assorbire e trattenere l’acqua». Il ragionamento richiama un principio essenziale: ogni territorio presenta caratteristiche differenti e richiede interventi adeguati alla propria conformazione. La sicurezza idrogeologica nasce da una pianificazione continuativa, capace di integrare gestione agricola, manutenzione dei boschi, conservazione del suolo e protezione degli insediamenti urbani.

Dalla gestione dell'emergenza alla manutenzione programmata

Troppo spesso il dibattito pubblico sulla sicurezza idrogeologica si intensifica soltanto dopo un'alluvione, una frana o un episodio di pioggia particolarmente violento. La prevenzione, invece, richiede interventi costanti anche nei periodi in cui non piove. Occorre verificare il funzionamento dei sistemi di drenaggio, mantenere efficienti fossi e canali, controllare le aree esposte all'erosione e intervenire sui versanti instabili. È altrettanto importante tutelare le superfici permeabili e programmare le opere necessarie sulla base di valutazioni tecniche. Non si tratta di eliminare indiscriminatamente la vegetazione dagli alvei o di modificare i corsi d'acqua senza criterio, ma di adottare soluzioni sostenibili, compatibili con l'ambiente e con le caratteristiche dei singoli bacini.

Agricoltura e foreste, due alleati contro il dissesto idrogeologico

I terreni agricoli e le aree forestali svolgono un ruolo fondamentale nell'equilibrio idrogeologico. Suoli ben strutturati, copertura vegetale adeguata e una gestione sostenibile delle superfici possono favorire l'infiltrazione delle precipitazioni e contribuire a contenere il deflusso superficiale. Al contrario, l'abbandono di determinate sistemazioni idraulico-agrarie, il degrado dei versanti e l'eccessiva impermeabilizzazione possono accentuare la vulnerabilità. È necessario valorizzare il lavoro di agricoltori, tecnici e professionisti forestali, che attraverso la cura quotidiana delle campagne e dei boschi possono contribuire alla protezione del territorio. La manutenzione del paesaggio rurale non è soltanto una questione ambientale, ma anche un investimento nella sicurezza collettiva.

Piogge violente e siccità: due problemi che devono essere affrontati insieme

Uno degli aspetti più complessi della gestione delle risorse idriche riguarda l'alternanza tra periodi siccitosi e precipitazioni concentrate in intervalli relativamente brevi. La presenza di lunghi periodi asciutti non impedisce che si verifichino fenomeni di pioggia intensa, talvolta con conseguenze gravi. La risposta deve quindi considerare entrambe le esigenze: ridurre i rischi legati all'eccesso d'acqua e migliorare la capacità dei territori di conservarla quando è disponibile. La tutela del suolo, la gestione delle acque meteoriche, le infrastrutture verdi e una pianificazione idrica efficace possono contribuire a raggiungere questi obiettivi. La stessa acqua che rappresenta un pericolo durante una piena può diventare una risorsa preziosa durante la siccità, purché venga gestita con criteri adeguati.

Il ruolo dei professionisti e delle amministrazioni locali

Giorgio Uliana richiama anche la necessità di valorizzare le competenze specialistiche: «Non possiamo impedire che piova, ma possiamo lavorare per ridurre la vulnerabilità dei territori». È un'affermazione che riassume con chiarezza il problema. I dottori agronomi e forestali possono contribuire alla valutazione dei rischi, alla gestione sostenibile del suolo, alla pianificazione degli interventi e alla protezione delle risorse idriche, operando insieme a geologi, ingegneri, amministrazioni pubbliche e strutture di Protezione civile. La collaborazione tra queste figure permette di affrontare problemi complessi con un approccio integrato. Per i Comuni, soprattutto quelli più piccoli e con risorse limitate, poter contare su competenze tecniche qualificate rappresenta una condizione importante per programmare correttamente gli interventi.

Alessandria e il Piemonte hanno bisogno di una strategia permanente

Le allerte meteorologiche di ottobre ripropongono una domanda che merita attenzione: quante risorse vengono destinate alla prevenzione rispetto a quelle necessarie per riparare i danni delle emergenze? La risposta richiede una riflessione sulla programmazione degli investimenti pubblici, sulle priorità territoriali e sulla continuità delle manutenzioni. Non basta realizzare interventi isolati: occorrono conoscenze aggiornate, opere controllate nel tempo e un coordinamento efficace tra enti locali, Regione e organismi competenti. Per la provincia di Alessandria, ciò significa prestare particolare attenzione ai bacini fluviali, alla rete idraulica minore e alla stabilità delle zone collinari e appenniniche. Una manutenzione programmata può ridurre l'esposizione ai danni, pur senza garantire l'eliminazione completa del rischio.

Considerazioni: prevenire costa, ma ricostruire può costare molto di più

Il messaggio che arriva dall'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali merita di essere raccolto anche oltre l'emergenza di questi giorni. La tutela del territorio non dovrebbe dipendere dall'attenzione suscitata dall'ultima alluvione, ma diventare una responsabilità continuativa della politica e delle amministrazioni. La prevenzione richiede risorse economiche, controlli, collaborazione e decisioni talvolta poco visibili nell'immediato. Tuttavia, i danni provocati dal dissesto possono avere conseguenze economiche, sociali e umane molto più pesanti. Per Alessandria e per il Piemonte la sfida è passare definitivamente dalla cultura dell'intervento dopo il disastro alla cultura della sicurezza costruita ogni giorno. Il territorio non chiede soltanto di essere soccorso quando è in difficoltà: chiede di essere curato prima che il pericolo diventi emergenza.

Fonte: Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte – Dichiarazioni del presidente Giorgio Uliana. Riscontri sulle allerte del 20 ottobre: Arpa Piemonte e Regione Piemonte.

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Sito istituzionale: https://ordinipiemonte.conaf.it/

Le nostre testate: Alessandria Post – ItalianNewsPost

Elaborazione editoriale dedicata al rischio idrogeologico in Piemonte. L'immagine raffigura un fiume in piena, un operatore della Protezione civile e una rappresentazione delle aree interessate dal maltempo, evidenziando l'importanza della gestione dei versanti, della tutela dei corsi d'acqua e della pianificazione territoriale.

Crediti immagine: Immagine editoriale generata con IA per Alessandria Post – © AP.

Nota editoriale: Immagine illustrativa realizzata con intelligenza artificiale. La mappa è schematica e non costituisce un bollettino ufficiale di allerta. Il ritratto è una ricostruzione artificiale e non una fotografia verificata di Giorgio Uliana.

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