LIBRI: Antonio Borsa "Profumo di viole sfiorite" (NonSoloParole Edizioni, 2025)




LIBRI: "PROFUMO DI VIOLE
SFIORITE" DI ANTONIO BORSA
 

             Ci sono libri che semplicemente raccontano una storia e libri che, attraverso quel racconto, ci invitano a fermarci e a guardare con maggiore attenzione le fragilità umane. "Profumo di viole sfiorite" di Antonio Borsa appartiene a questa seconda categoria. È un romanzo intenso e profondo che affronta il dolore invisibile, la solitudine, le ferite dell’anima e il difficile percorso verso una rinascita. Attraverso il viaggio di Ryan, l’autore ci accompagna in una riflessione molto delicata e necessaria sulla salute mentale, sul significato dell’amore, sulla violenza e sull’importanza di non lasciare mai solo chi soffre. Il valore del libro risiede soprattutto nella capacità di aprire una conversazione su ciò che troppo spesso viene taciuto. È una riflessione profonda sul disagio emotivo, sulla solitudine, sulle relazioni che diventano possesso e controllo, sulla difficoltà di chiedere aiuto e sul peso che il dolore può avere non soltanto su chi lo vive, ma anche sulle persone che gli stanno accanto. È importante sottolineare che il romanzo qui presentato può favorire l’empatia, incoraggiare il dialogo ed evidenziare problematiche spesso stigmatizzate, ma non sostituisce assolutamente un percorso clinico né l’intervento di professionisti.
       Le informazioni che seguono presentano un’opera densa di sfaccettature che non offre risposte facili, ma affida alla forza delle parole un messaggio di empatia e di speranza.

(I.T.K.)

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Nella breve presentazione del libro leggiamo:
 
<< Che cosa resta quando una persona non riesce più a immaginare un futuro? E che cosa può insegnarci il dolore quando, invece di essere nascosto o giudicato, trova finalmente qualcuno disposto ad ascoltarlo? In "Profumo di viole sfiorite" Antonio Borsa accompagna Ryan, un giovane devastato dalla fine di un amore, in un luogo sospeso chiamato la Valle. Qui, guidato da un Angelo e messo di fronte alle storie di altre anime, il protagonista è costretto a guardare ciò che la disperazione gli aveva impedito di vedere: la sofferenza non resta mai confinata dentro chi la prova, ma lascia tracce anche nelle persone che amiamo. Tra memoria, musica e incontri rivelatori, il romanzo affronta il suicidio, la fragilità emotiva, la violenza legata al possesso e la possibilità di rinascere. Non promette scorciatoie né cancella il dolore: prova piuttosto a restituirgli dignità, ricordando che chiedere aiuto è un gesto di coraggio e che, anche quando tutto sembra sfiorire, una parte di noi può ancora trovare la forza di restare.>>




Tratto dalla prefazione:

<< Ci sono dolori che non fanno rumore. Non si vedono negli occhi di chi ci passa accanto, non lasciano lividi che qualcuno possa riconoscere, non sempre trovano le parole per essere raccontati. Eppure esistono, crescono nel silenzio, si insinuano nei pensieri e, giorno dopo giorno, possono convincere una persona che la propria sofferenza sia destinata a non finire mai. È soprattutto a queste persone che ho pensato scrivendo "Profumo di viole sfiorite": a chi ha sorriso per non dover spiegare le proprie lacrime, a chi ha nascosto la disperazione dietro una quotidianità apparentemente normale, a chi ha creduto di essere rimasto solo proprio nel momento in cui avrebbe avuto più bisogno di una mano tesa.
 
Ryan nasce da questa domanda: che cosa accade quando il dolore diventa tanto grande da oscurare tutto il resto? La sua storia attraversa una delle esperienze più difficili da comprendere e da raccontare, quella di una persona che, travolta dalla sofferenza, non riesce più a vedere una via d'uscita. Non ho voluto trasformare la disperazione in uno spettacolo, né raccontare la morte come una risposta. Ho cercato, piuttosto, di avvicinarmi a quel territorio fragile in cui la speranza sembra scomparsa, ricordando che ciò che una persona vede nel momento più buio non coincide necessariamente con tutte le possibilità che la vita può ancora offrirle. La sofferenza merita ascolto, non giudizi; chi la attraversa merita vicinanza, non rimproveri; e chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio.
 
La Valle in cui Ryan si risveglia è un luogo sospeso, ma è anche uno spazio interiore. Rappresenta il momento in cui siamo costretti a fermarci davanti a ciò che abbiamo perduto, alle scelte compiute, alle parole non dette e a quelle che avremmo voluto sentire. Attraverso l'incontro con l'Angelo e con le altre anime, Ryan scopre che ogni esistenza custodisce una storia che non può essere ridotta alle sue ultime pagine. Dietro una persona ci sono legami, ricordi, possibilità, affetti e ferite che spesso gli altri ignorano. E soprattutto scopre quanto le nostre vite siano intrecciate: nessuno attraversa il mondo senza lasciare tracce, nessun dolore è davvero privo di conseguenze e nessun essere umano dovrebbe essere costretto ad affrontare da solo ciò che lo sta consumando.
 
Anche il titolo racchiude il senso più profondo di questo viaggio. Le viole possono sfiorire, perdere il colore e la freschezza che le rendevano riconoscibili, eppure il loro profumo può continuare a esistere. Allo stesso modo, ciò che abbiamo amato, le persone che abbiamo incontrato e persino le esperienze che ci hanno spezzato possono lasciare dentro di noi un'impronta che il tempo non cancella del tutto. Non tutto ciò che finisce diventa inutile; non tutto ciò che fa male è destinato a definirci per sempre. Ci sono ricordi che chiedono di essere custoditi, altri che devono essere compresi, altri ancora dai quali abbiamo bisogno di imparare a liberarci. Ma nessuna ferita dovrebbe convincerci che il nostro valore sia scomparso insieme a ciò che abbiamo perduto.
 
Se questo romanzo riuscirà a raggiungere anche un solo lettore nel momento in cui si sente invisibile, se potrà incoraggiare qualcuno a parlare, a chiedere aiuto, a tendere la mano a una persona che sta soffrendo, allora la sua storia avrà trovato una ragione ulteriore per esistere. Non pretendo che un libro possa risolvere ogni problema, né credo che bastino alcune pagine per guarire ferite profonde. Credo però nella forza delle parole quando riescono a far sentire qualcuno meno solo. A volte non possiamo cambiare ciò che una persona sta vivendo, ma possiamo ascoltarla, accompagnarla e aiutarla a non confondere il dolore di oggi con il destino di tutta la sua vita. È da questa convinzione che nasce "Profumo di viole sfiorite": dal desiderio di ricordare che, anche quando qualcosa dentro di noi sembra essersi spento, il nostro valore non scompare e il futuro non deve essere dichiarato perduto prima di avergli concesso la possibilità di sorprenderci (...)>>




NUCLEI TEMATICI E CHIAVE DI LETTURA 
 
• Salute mentale e solitudine: dare dignità al disagio emotivo senza ridurlo a debolezza caratteriale o a una mancanza di volontà.
 
• Prevenzione del suicidio: mostrare il dolore e le sue conseguenze senza spettacolarizzazione, lasciando spazio alla responsabilità, all’ascolto e alla possibilità di chiedere aiuto.
 
• Amore e libertà: distinguere il sentimento autentico dal possesso, dal controllo e dalle dinamiche che negano all’altra persona libertà e dignità.
 
• Violenza di genere: denunciare la logica del possesso e il nesso distruttivo tra amore malato, controllo e violenza.
 
• Memoria e musica: le canzoni di Max Pezzali e degli 883 come riferimenti emotivi che collegano esperienze individuali a una memoria condivisa.
 
• Rinascita: non un lieto fine automatico, ma un processo fatto di consapevolezza, incontri, sostegno e piccoli atti di resistenza.
 

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BIOGRAFIA RECENTE DELL'AUTORE


Foto pubblicata con il consenso dell'autore
 
Antonio Borsa è uno scrittore italiano nato ad Avellino il 3 ottobre 1985 e napoletano d’adozione. Laureato in Scienze Biologiche e in Economia e Management, lavora come informatore farmaceutico. Accanto all’attività professionale ha coltivato la scrittura e ha lavorato per anni nel giornalismo sportivo, occupandosi anche di temi sociali. Pratica kickboxing e porta avanti un impegno pubblico legato alla sensibilizzazione, in particolare sui temi della parità di genere e del rispetto nelle relazioni, anche attraverso incontri e iniziative rivolti ai più giovani. Attualmente è socio dell'Associazione Pollena Trocchia Solidale e socio dell'ANPI Sezione "Caduti della Flobert" di Sant'Anastasia.
 
Il suo esordio narrativo è I tre appuntamenti, pubblicato da La Bussola nel 2024, un romanzo che muove da una storia d’amore non corrisposto per riflettere sulla libertà dell’altro e sulla differenza tra amare e possedere. Con "Profumo di viole sfiorite", pubblicato da NonSoloParole Edizioni nel settembre 2025, lo sguardo si allarga al dolore emotivo, alla salute mentale, alla violenza di genere e alla responsabilità verso chi resta. La sua scrittura cerca un contatto diretto con il lettore: alterna momenti intimi e riflessivi a una lingua esplicita, con l’intenzione di avvicinare chi si sente solo o inascoltato.
 
Per Borsa, la narrativa è anche uno strumento di relazione: non elimina il dolore, ma può dargli parole, renderlo riconoscibile e aprire uno spazio di dialogo. L’ambizione dichiarata di "Profumo di viole sfiorite" è che il lettore, soprattutto se attraversa una fase difficile, non si senta giudicato o lasciato solo. La frase che l’autore ha indicato come messaggio ideale del libro è essenziale: “Non devi per forza essere forte. Devi solo restare”.


Link di approfondimento:



 


 

 




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SCHEDA BIBLIOGRAFICA
 
Titolo: "Profumo di viole sfiorite"
 
Autore: Antonio Borsa
 
Editore: NonSoloParole Edizioni
 
Collana: Storie 
 
Pubblicazione: settembre 2025
 
Pagine: 200
 
ISBN: 978-88-88850-80-1
 
Genere: narrativa contemporanea




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