Giovani, periferie e paura dei “maranza”: Gabriel Seroussi ad Alessandria per raccontare una generazione spesso giudicata e poco ascoltata
Alessandria, via Giuseppe Bissati. Elaborazione grafica da una fotografia di Salvo Agola, con inserimento illustrativo della locandina dell'incontro dedicato al libro di Gabriel Seroussi.
Venerdì 30 ottobre alle ore 18, allo Spazio Andando di via Bissati 27, la presentazione del libro “La periferia vi guarda con odio”. Un incontro a ingresso libero per riflettere su sicurezza, integrazione, musica rap e disagio giovanile.
Chi sono davvero i ragazzi che oggi vengono definiti “maranza”? Sono una minaccia per la sicurezza oppure giovani che la società fatica a comprendere, spesso giudicati attraverso stereotipi e generalizzazioni? Una domanda che attraversa il dibattito pubblico italiano e che merita una riflessione capace di andare oltre gli slogan.
Parlare di giovani, periferie e sicurezza significa affrontare una delle questioni sociali più delicate del nostro tempo. Gli episodi di violenza e criminalità devono essere contrastati con fermezza, ma sarebbe un errore trasformare intere generazioni o comunità in categorie sospette. Comprendere le cause del disagio, ascoltare i ragazzi e valorizzare le opportunità educative rappresentano passaggi fondamentali per costruire una società più sicura e inclusiva.
Pier Carlo Lava
Venerdì 30 ottobre 2026, alle ore 18, lo Spazio Andando di via Bissati 27 ad Alessandria ospiterà la presentazione del libro “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi e pubblicato nel 2025 dalla casa editrice Agenzia X.
L'appuntamento, inserito nel programma dell'Ottobre Alessandrino 2026, sarà a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili e offrirà al pubblico la possibilità di confrontarsi su un fenomeno che negli ultimi anni ha conquistato crescente spazio nelle cronache, nei social network e nel dibattito politico.
Insieme all'autore interverrà Nyko Ascia, rapper, DJ e tecnico del suono, mentre il confronto sarà moderato da Guido Belloni, di Codici Ricerca e Intervento. L'iniziativa si svolge nell'ambito del progetto “AAA Cercasi famiglie”, dedicato alla promozione dell'affido familiare di minori stranieri non accompagnati nel territorio provinciale.
Il termine “maranza” è diventato una delle parole più utilizzate per descrivere determinati gruppi giovanili, soprattutto nelle grandi città e nelle aree periferiche. Nell'immaginario collettivo viene frequentemente associato a particolari modi di vestire, alla musica trap, ai gruppi di adolescenti che frequentano piazze e stazioni e, talvolta, a comportamenti aggressivi o provocatori.
Ma utilizzare una sola parola per identificare realtà sociali profondamente differenti comporta un rischio evidente: confondere comportamenti individuali, appartenenze culturali e condizioni di disagio, finendo per attribuire caratteristiche negative a persone che non hanno commesso alcun illecito.
È proprio da questa contraddizione che prende le mosse il lavoro di Seroussi, un'indagine che intreccia osservazione sociale, vicende personali, musica e testimonianze raccolte nelle periferie italiane.
Il libro, composto da 216 pagine, affronta il modo in cui la figura del cosiddetto maranza sia diventata progressivamente un simbolo delle paure contemporanee, in particolare quelle legate all'immigrazione, ai cambiamenti culturali e alla sicurezza urbana.
Uno degli aspetti centrali dell'analisi riguarda il rapporto tra rappresentazione mediatica e realtà quotidiana.Quando un episodio di cronaca coinvolge alcuni ragazzi identificati come maranza, il rischio è che la responsabilità personale venga trasformata in una caratteristica attribuita a un gruppo molto più ampio.
Questo meccanismo può contribuire a rafforzare pregiudizi e diffidenze, rendendo più difficile il dialogo tra generazioni e comunità.
D'altra parte, sarebbe altrettanto sbagliato negare l'esistenza di problemi reali. Aggressioni, intimidazioni, rapine e comportamenti violenti richiedono interventi concreti da parte delle istituzioni e delle forze dell'ordine, indipendentemente dall'origine sociale o familiare di chi li commette.
La sicurezza è un diritto dei cittadini, così come lo sono la dignità personale e la possibilità di non essere giudicati sulla base dell'aspetto, del quartiere di provenienza o delle proprie origini.
Il punto fondamentale è distinguere le responsabilità individuali dalle generalizzazioni collettive. Una società capace di farlo può affrontare con maggiore efficacia tanto la criminalità quanto le condizioni che favoriscono marginalità ed esclusione.
Nel volume, Gabriel Seroussi dedica particolare attenzione anche alla musica rap e trap, diventata per molti giovani uno strumento di espressione e riconoscimento.
Attraverso i testi, il linguaggio e l'immaginario musicale, una parte delle nuove generazioni racconta esperienze che difficilmente trovano spazio nei canali tradizionali della comunicazione. Emergenza abitativa, difficoltà economiche, discriminazioni, desiderio di affermazione e ricerca di identità sono alcuni dei temi che attraversano queste produzioni artistiche.
Naturalmente, non tutti i messaggi della musica trap sono necessariamente positivi. Alcuni brani possono contenere riferimenti alla violenza, al denaro facile o a modelli di comportamento discutibili. Ma confondere automaticamente una forma di espressione artistica con l'approvazione di comportamenti criminali sarebbe una semplificazione altrettanto sbagliata.
La musica può raccontare una realtà, criticarla, esasperarla oppure rappresentarla attraverso personaggi e linguaggi provocatori. Comprenderne il significato richiede attenzione al contesto e capacità di distinguere le diverse esperienze.
La presenza di Nyko Ascia all'incontro alessandrino potrà offrire un contributo proprio su questo terreno, mettendo in relazione l'analisi sociale con i linguaggi e le esperienze della cultura musicale giovanile.
Per Alessandria il tema assume una particolare rilevanza. Anche nelle città di medie dimensioni il rapporto tra giovani, spazi pubblici, quartieri periferici e sicurezza rappresenta una questione che merita attenzione.
Le aree periferiche non devono essere considerate soltanto luoghi nei quali si manifestano problemi. Sono anche comunità nelle quali vivono famiglie, lavoratori, studenti e associazioni, spesso impegnati quotidianamente a costruire relazioni e opportunità.
Investire in centri di aggregazione, attività sportive, cultura, formazione e servizi educativi significa contribuire alla prevenzione del disagio, soprattutto quando questi interventi coinvolgono direttamente i ragazzi e permettono loro di partecipare alla vita della comunità.
La repressione dei comportamenti illegali è necessaria, ma da sola non può risolvere tutte le difficoltà che attraversano una società in trasformazione.
Proprio per questo è significativo il collegamento dell'incontro con il progetto “AAA Cercasi famiglie”, rivolto alla promozione dell'accoglienza familiare dei minori stranieri non accompagnati.
L'iniziativa richiama l'attenzione su una dimensione spesso trascurata: quella dei ragazzi che arrivano o crescono in Italia attraversando situazioni di particolare fragilità, per i quali il sostegno educativo e la presenza di adulti di riferimento possono rappresentare un elemento determinante.
Il tema riguarda non soltanto l'accoglienza, ma anche la responsabilità collettiva di favorire percorsi di autonomia, istruzione e integrazione.
Gabriel Seroussi è un giornalista e autore che si occupa di fenomeni sociali, culture giovanili e trasformazioni delle periferie. Nel suo lavoro unisce testimonianze dirette, osservazione giornalistica e analisi dei linguaggi contemporanei, dedicando particolare attenzione al rapporto tra musica rap, identità e rappresentazione delle comunità multiculturali.
Con “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, pubblicato da Agenzia X nel 2025, propone una lettura critica delle narrazioni che accompagnano il fenomeno dei maranza, interrogandosi sulle paure collettive e sul modo in cui vengono costruite e diffuse.
La presentazione di venerdì 30 ottobre offre quindi un'occasione di confronto che va oltre il libro. È un invito a interrogarsi sulle responsabilità degli adulti, delle istituzioni, dei mezzi di informazione e della politica nel raccontare il mondo giovanile.
Una domanda, soprattutto, merita di accompagnare il dibattito: stiamo realmente cercando di capire i giovani oppure ci limitiamo a parlare di loro senza ascoltarli?
La risposta non può consistere nel minimizzare i problemi della sicurezza, né nel considerare ogni critica una forma di discriminazione. Occorre invece trovare un equilibrio tra legalità, prevenzione, educazione e rispetto delle persone.
Perché una comunità capace di ascoltare i propri giovani non rinuncia alle regole, ma crea condizioni migliori affinché quelle regole vengano comprese e rispettate.
E forse è proprio questo il messaggio più importante che Alessandria può ricavare dall'incontro: una città più sicura non si costruisce soltanto attraverso il controllo del territorio, ma anche attraverso la qualità delle relazioni, le opportunità offerte ai ragazzi e la capacità di non lasciare indietro nessuno.
L'appuntamento è per venerdì 30 ottobre alle ore 18, allo Spazio Andando di via Bissati 27 ad Alessandria. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
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Geo: Alessandria, Piemonte, Italia. Spazio Andando, via Bissati 27. Presentazione del libro di Gabriel Seroussi nell'ambito dell'Ottobre Alessandrino 2026. Evento culturale dedicato alle periferie, ai giovani, alla musica rap e alle trasformazioni della società contemporanea.
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