“Giorni Felici: La Metamorfosi del Corpo e dell'Anima”. Recensione del film di Susanna Nicchiarelli.

Illustrazione cinematografica evocativa per la recensione del film Giorni felici di Susanna Nicchiarelli su Alessandria Post
Un'immagine simbolica che richiama le atmosfere sospese tra teatro, metamorfosi e realismo magico di "Giorni felici" (Immagine elaborata con IA per Alessandria Post).

Il cinema italiano sa ancora sorprenderci quando sceglie la strada del coraggio, dell'immaginazione e della libertà espressiva. Su Alessandria Post dedichiamo sempre grande attenzione alle opere capaci di indagare l'animo umano attraverso linguaggi nuovi e non convenzionali. “Giorni felici”, il nuovo lungometraggio di Susanna Nicchiarelli, si inserisce perfettamente in questa visione: un racconto che abbandona i binari consueti del biopic storico per abbracciare il realismo magico e il mondo del fumetto d'autore. È un'opera che parla direttamente alle fragilità di ciascuno di noi, ricordandoci quanto sia complesso, ma al tempo stesso necessario, accettare le proprie imperfezioni e trasformarle in un punto di forza per spiccare finalmente il volo.

Pier Carlo Lava

Il panorama cinematografico italiano contemporaneo si arricchisce di un’opera audace, visionaria e profondamente libera con “Giorni felici”, il nuovo lungometraggio diretto da Susanna Nicchiarelli. Presentato con grande risonanza nel Concorso Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma 2026 e distribuito nelle sale da Lucky Red, il film segna una svolta fondamentale nella poetica della regista. Per la prima volta, un’autrice che ha sempre scritto in proprio e indagato figure storiche del passato — da Nico a Eleanor Marx, fino a Santa Chiara — decide di confrontarsi con il presente fuori dal tempo, portando sul grande schermo l'omonima e acclamata graphic novel della fumettista Zuzu (edita da Coconino Press), con la quale ha firmato a quattro mani la sceneggiatura.

Al centro della narrazione troviamo Claudia, interpretata da una straordinaria e magnetica Carlotta Gamba, affiancata da un cast di alto profilo che include Riccardo Scamarcio, Bruno Orlando, Anna Bellato, Leonardo Maddalena e Sara Mafodda. Claudia è una giovane donna di vent'anni sospesa in un delicato equilibrio tra passato e futuro, divisa tra il desiderio bruciante di annullarsi totalmente in una relazione amorosa e la paura costante di non essere all'altezza delle proprie aspirazioni, in un universo sospeso tra il palcoscenico teatrale e la magia. Tuttavia, la protagonista custodisce un segreto tanto visibile quanto ingombrante: ogni volta che le emozioni — siano esse di gioia incontenibile, vergogna o dolore — prendono il sopravvento, Claudia subisce una metamorfosi fisica e si trasforma in una bizzarra creatura dotata di ali bianche, zanne affilate, zampe vistose e una coda da peluche.

Dal punto di vista tematico, l'opera esplora con rara sensibilità il concetto di "femminilità disturbante" e il senso di inadeguatezza che accompagna l'essere umano fin dall'adolescenza. La mutazione di Claudia, emersa per la prima volta in concomitanza con il primo mestruo, non è trattata come un semplice espediente fantastico, ma come la manifestazione tangibile di un corpo che ingoffa, soffoca e tradisce i turbamenti interiori. Il titolo stesso del film gioca su un raffinato doppio binario semantico: se da un lato richiama con ironia i giorni del ciclo mestruale, dall'altro cita esplicitamente in mise en abyme il celebre dramma teatrale di Samuel Beckett, Giorni felici, con il monologo di Winnie sepolta fino alla vita che diventa metafora della necessità di disseppellirsi dalle proprie paure per conquistare l'autenticità.

Sul piano stilistico e formale, Susanna Nicchiarelli compie una scelta radicale di sottrazione e di ritorno alle origini artigianali del cinema. Rifiutando l'uso della computer grafica (CGI) e degli effetti speciali digitali, la regista affida la trasformazione di Claudia a una protesi fisica, pesante e piumata realizzata dal celebre costumista Massimo Cantini Parrini. Questa scelta conferisce al "mostro" un volume, una gravità e una morbidezza tattile che occupano fisicamente lo spazio scenico, costringendo l'attrice e il resto del cast a confrontarsi con un ingombro reale. La fotografia di Francesco Di Giacomo e il montaggio di Stefano Cravero assecondano questa visione attraverso un formato d'immagine inizialmente quadrato, proprio come una tavola a fumetti, che si allarga fino a diventare rettangolare solo nel finale liberatorio. La macchina da presa si muove quasi esclusivamente in senso laterale, adottando un linguaggio essenziale che omaggia il cinema muto di Buster Keaton, mentre le musiche avvolgenti dei Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo scandiscono il ritmo emotivo di un mondo volutamente privo di smartphone e computer.

La retorica visiva del film, girato tra il Lazio (Roma) e gli scenari suggestivi del Piemonte (tra Torino e la Valle di Susa), si fonda sul contrasto tra lo sguardo interiore della protagonista e la percezione del mondo esterno. Il realismo magico di Giorni felici chiede costantemente la complicità dello spettatore: la mostruosità di Claudia è una realtà oggettiva o la proiezione feroce del suo sentirsi inadeguata sotto lo sguardo altrui? Attraverso l'allegoria del corpo mutante, che richiama echi cinefili dalla Carrie di Brian De Palma all'artigianalità poetica di E.T., la regista costruisce una parabola universale sulla difficoltà di crescere, sull'accettazione delle proprie fragilità e sul coraggio di imparare ad amare e perdonare il proprio "mostro" interiore.

In conclusione, “Giorni felici” si rivela un coming of age eccentrico, coraggioso e palpitante di idee, capace di trasformare il disagio esistenziale in una luminosa conquista di libertà. Nonostante una struttura narrativa che sceglie deliberatamente di seguire linee libere e non convenzionali, il film conquista per la sua sincerità disarmante, la forza evocativa delle immagini e l'interpretazione vibrante di Carlotta Gamba. È un'opera che parla al cuore di chiunque si sia sentito almeno una volta fuori posto nel proprio corpo, ricordandoci che la vera felicità non risiede nella perfezione addomesticata, ma nella capacità di spiccare il volo proprio grazie alle nostre imperfezioni più ingombranti.

Biografia dell'autrice Susanna Nicchiarelli, nata a Roma nel 1975, è una delle registe e sceneggiatrici più originali e premiate del cinema italiano ed europeo contemporaneo. Laureata in Filosofia alla Sapienza con un dottorato di ricerca presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e diplomata in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, ha iniziato la sua carriera collaborando con Nanni Moretti. Ha esordito nel lungometraggio nel 2009 con Cosmonauta (Premio Controcampo alla Mostra del Cinema di Venezia), a cui è seguito La scoperta dell'alba (2012). Ha raggiunto la consacrazione internazionale con la sua acclamata "trilogia delle donne" presentata alla Mostra del Cinema di Venezia: Nico, 1988 (2017, vincitore della sezione Orizzonti e di quattro David di Donatello, tra cui miglior sceneggiatura originale), Miss Marx (2020) e Chiara (2022). Con Giorni felici (2026) firma il suo sesto lungometraggio di finzione, aprendo una nuova fase artistica dedicata all'adattamento dal fumetto e al realismo magico.

Leggi ulteriori notizie, recensioni poesie e libri, oltre a cronaca, politica, eventi culturali, ecc su: Alessandria Post italianewspost.com


Commenti