![]() |
| Un momento della presentazione a Roma del quinto Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure, “Il perimetro della sicurezza domestica”. |
Roma, oltre 20 milioni di italiani, pari al 40,8%, dichiarano di aver subito almeno un furto o un tentativo di furto in casa. È uno dei risultati del quinto Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure, “Il perimetro della sicurezza domestica”, riportati da Agenzia DIRE. Il dato riguarda le esperienze dichiarate dagli intervistati: non indica i furti avvenuti in un singolo anno.
Pier Carlo Lava – Alessandria Post
Il furto domestico al centro delle paure
La ricerca descrive un bisogno di protezione che coinvolge abitazioni, persone e relazioni familiari. Accanto ai furti e ai tentativi di intrusione, circa 6 milioni e 400mila italiani riferiscono di aver subito atti di vandalismo contro la propria abitazione. Il 43,2% indica il furto in casa tra le principali paure legate alla criminalità, mentre il 31,5% teme aggressioni, minacce o percosse, il 19,5% il furto di dati online e il 14,2% le rapine. Tra le donne, il 22,9% mette al primo posto il timore di una violenza sessuale. Sono dati che raccontano esperienze e percezioni della sicurezza, da tenere distinti dalle statistiche sulle denunce e sull’andamento dei reati.
La preoccupazione accompagna il ritorno a casa
Il rapporto evidenzia quanto il senso di sicurezza dipenda anche dai percorsi quotidiani. Il 44% degli italiani ha paura di tornare a casa da solo quando è buio, mentre il 56% è in apprensione per i familiari che rientrano da soli la sera. Per il 53,2%, sentirsi protetti deve cominciare dalla strada in cui si abita; per il 29,4%, dal portone o dal cancello. La casa viene dunque percepita in relazione al quartiere e agli spazi di accesso: illuminazione, presenza di persone e possibilità di ricevere aiuto entrano nel modo in cui ciascuno vive il proprio ambiente.
Dentro le mura domestiche contano anche salute e autonomia
Per l’87,2% degli italiani, sicurezza domestica significa protezione dall’insieme degli eventi negativi che possono verificarsi in casa, comprese emergenze, incidenti e malfunzionamenti. Il 42% teme di sentirsi male senza essere soccorso, il 32,4% ha paura di un incidente domestico e il 29,1% dichiara di limitare le proprie attività in casa per il timore che possa accadere qualcosa. Nel confronto seguito alla presentazione, l’esperta di longevità Emanuela Notariha richiamato l’importanza di intervenire sugli spazi abitativi prima che diventino un ostacolo all’autonomia, rendendoli più accessibili e adatti alle esigenze delle persone.
Vivere soli e sentirsi soli: due condizioni differenti
Secondo i dati riportati, le persone che vivono da sole sono quasi dieci milioni, più del doppio rispetto a trent’anni fa. Il 43% degli italiani si preoccupa per un familiare che abita da solo. Il rapporto distingue però questa condizione dall’isolamento relazionale: circa cinque milioni di persone non hanno rapporti con parenti né con amici e, tra queste, circa quattro milioni non intrattengono relazioni neppure con i vicini. La disponibilità di una rete di contatti assume quindi un ruolo centrale nella vita quotidiana, soprattutto quando occorre chiedere aiuto o affrontare un imprevisto.
Tecnologia e presenza umana
La ricerca rileva un’apertura verso gli strumenti tecnologici, accompagnata dalla richiesta di un presidio umano. Il 58,5% considera affidabile un allarme che utilizza l’intelligenza artificiale a condizione che sia supervisionato da persone pronte a intervenire; il 63,8% indica nella combinazione tra prezzo, tecnologia e servizi il principale criterio di scelta di un sistema di allarme. Inoltre, il 92,1% ritiene importante individuare un tentativo di intrusione attraverso sensori esterni collegati a telecamere prima dell’ingresso nell’abitazione. Queste percentuali esprimono orientamenti degli intervistati e non costituiscono una valutazione comparativa dell’efficacia dei prodotti disponibili.
Una sicurezza che coinvolge il territorio
Per l’86,4% della popolazione, la riduzione dei furti richiede una collaborazione più stretta tra Forze dell’ordine, enti locali e vigilanza privata. Il rapporto, presentato dalla direttrice di ricerca del Censis Anna Italia, è stato discusso da rappresentanti istituzionali, studiosi e operatori del settore. Antonio Russo, managing director di Verisure Italia, ha descritto una domanda di sicurezza sempre più rivolta alla tutela delle persone e delle loro fragilità. La psicologa dell’abitare Donatella Caprioglio ha invece richiamato il significato della casa come luogo dell’identità, dell’intimità e dell’appartenenza. La protezione dello spazio domestico riguarda così anche la possibilità di continuare ad abitarlo con fiducia.
Fonte e precisazione editoriale: Agenzia DIRE, resoconto della presentazione del quinto Rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure “Il perimetro della sicurezza domestica”. I dati sono quelli riportati dall’agenzia. Verisure è un operatore commerciale del settore della sicurezza e partner dell’Osservatorio; l’articolo non costituisce una raccomandazione dei suoi servizi.
___________________________________
GEO: Roma, Lazio, Italia.
Su Alessandria Post e Italian News Post, attualità, società e approfondimenti sui cambiamenti della vita quotidiana.
Crediti: Foto fornite a corredo del servizio di Agenzia DIRE. Autore dello scatto non indicato.
Diritti: Diritti dei rispettivi titolari.



Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post