EX ILVA
“NESSUNA PROSPETTIVA”
MOBILITAZIONE E SCIOPERO ILVA AS - ADI AS - INDOTTO
A valle dell’incontro tenutosi ieri presso Palazzo Chigi inerente alla vertenza ex Ilva, le organizzazioni Sindacali hanno purtroppo preso atto che l’unico aspetto oggetto attualmente della discussione con il Governo è quello degli ammortizzatori sociali, per tutti i lavoratori e per tutti gli stabilimenti, senza una reale prospettiva di rientro al lavoro.
Nel documento Fim Fiom Uilm “Piano Straordinario Nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell'EX-ILVA” del 31 luglio 2026 avevamo richiesto, fra l’altro:
“È necessario che il governo riconfermi l’impegno di un progetto industriale complessivo dell’area tarantina e di tutti gli altri territori coinvolti, che veda la siderurgia quale elemento centrale e strategico, a cui affiancare un progetto ed un piano sociale (strumenti di risarcimento per il riconoscimento esposizione rischi, prepensionamento, esodi incentivati, ecc…) in grado di poter prevedere soluzioni per tutti i dipendenti dell’ex ILVA. Per noi è però fondamentale che ci sia un progetto industriale che preveda il passaggio tra il vecchio ciclo e quello decarbonizzato a cui bisogna puntare senza che la transizione passi come una mannaia sulle spalle dei lavoratori.
Il piano di investimenti necessario per la decarbonizzazione dovrà prevedere fondi pubblici, e se possibile anche privati. È necessaria la garanzia della politica tutta e delle istituzioni dello Stato a tutti i livelli, a partire da un ruolo diretto dello Stato, prevedendo un adeguato stanziamento di risorse economiche, a partire dal disegno di Legge di Stabilità 2027, nella gestione e a garanzia di tutti gli aspetti realizzativi del piano industriale volto alla decarbonizzazione”
E poi: “Il Gruppo ex Ilva ha una sua tenuta complessiva proprio per l’interazione non solo del ciclo integrale di Taranto (e per ciclo integrale intendiamo dalla produzione d’acciaio alla finitura) ma anche del coinvolgimento degli impianti di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Salerno, Marghera supportati dai servizi degli uffici dalla direzione della sede di Milano”.
Purtroppo nel corso dell’incontro, non c’è stata discussione su un piano che rimetta al centro la tutela dell’occupazione e del reddito accanto al risanamento ambientale e nessuna risposta è stata fornita circa l’opportunità di acquistare semi-lavorati per poter mettere in marcia le linee a freddo di finitura di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e di tutti gli altri siti produttivi, né tantomeno circa gli strumenti straordinari per accompagnare questa fase come prepensionamenti, incentivi all’esodo, riqualificazione per una certa ricollocazione nel ciclo decarbonizzato.
Per quanto emerso, le Organizzazioni Sindacali Nazionali proclamano, per la giornata di lunedì 12 ottobre, 24 ore di sciopero, in tutti i siti del gruppo non escludendo fin d’ora di estendere la stessa mobilitazione
nelle giornate successive anche con articolazioni territoriali.
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