Disturbi alimentari in Piemonte, Rossi: «La Regione non dà risposte sulla continuità delle cure»

Il consigliere regionale piemontese Domenico Rossi durante un intervento pubblico con un microfono, davanti al simbolo del Partito Democratico.
Domenico Rossi, consigliere regionale del Partito Democratico, interviene sulle criticità della rete sanitaria piemontese dedicata ai disturbi alimentari.

In Piemonte torna al centro del confronto politico e sanitario il futuro dei servizi dedicati ai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA). A quattro anni dall'approvazione della legge regionale del 2022, il consigliere regionale del Partito Democratico Domenico Rossi denuncia l'assenza di garanzie sulla continuità dei professionisti e sulle differenze nell'accesso alle cure tra i territori. La risposta della Giunta, firmata dall'assessore alla Sanità Federico Riboldi, riepiloga finanziamenti e interventi realizzati, ma secondo Rossi non chiarisce come saranno affrontate alcune delle criticità più urgenti.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

La denuncia di Domenico Rossi: «Quattro anni dopo la legge, mancano risposte»

Il consigliere regionale Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità e componente del gruppo del Partito Democratico, torna a sollecitare la Regione Piemonte sull'attuazione della legge regionale 27 luglio 2022, n. 10, dedicata alla prevenzione e alla cura dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione e al sostegno dei pazienti e delle loro famiglie. Il provvedimento era stato approvato all'unanimità dal Consiglio regionale, ma secondo Rossi permangono problemi che interessano la continuità dei servizi, la stabilità del personale sanitario e la disponibilità di percorsi specialistici nelle diverse aree del Piemonte.

«Quattro mesi fa, dopo l'allarme emerso dal convegno di Motore Sanità, ho presentato un'interrogazione alla Giunta per chiedere conto dei problemi puntuali denunciati in quella sede», ricorda il consigliere, indicando tra le questioni principali la prosecuzione dei contratti dei professionisti finanziati attraverso risorse nazionali, il superamento delle disomogeneità territoriali e la disponibilità di un Day Hospital in ogni area omogenea.

Il problema dei finanziamenti e della continuità del personale sanitario

Una delle preoccupazioni principali riguarda i professionisti che operano nella rete regionale dedicata ai disturbi alimentari, tra cui psicologi, psichiatri, dietisti e neuropsichiatri. Secondo quanto evidenziato nell'interrogazione, parte del potenziamento dei servizi è stata sostenuta attraverso finanziamenti nazionali straordinari, che non garantirebbero automaticamente la continuità degli incarichi nel lungo periodo. La possibile scadenza dei contratti rappresenta quindi, secondo Rossi, un rischio per la stabilità delle équipe e dei percorsi terapeutici.

Il consigliere sostiene che la Regione debba assumere impegni finanziari e organizzativi più chiari, affinché i risultati ottenuti non vengano compromessi dall'incertezza delle risorse disponibili.

«La verità è che a quattro anni dal via libera alla legge regionale, approvata all'unanimità, mancano fondi regionali e il sistema è appeso ai fondi nazionali, che, però, non sono strutturali», afferma Rossi.

Si tratta di una valutazione politica contestuale alla risposta regionale, che documenta anche alcuni stanziamenti a carico del bilancio piemontese.

Alessandria e gli altri territori: le differenze nell'accesso alle cure

Particolarmente rilevante è la questione delle disomogeneità territoriali. Nell'interrogazione regionale vengono segnalate situazioni differenti tra le aree sanitarie piemontesi: nel Verbano-Cusio-Ossola, secondo le criticità riportate, l'assenza di una struttura dedicata alla dietologia costringerebbe alcuni pazienti a spostarsi fino a Novara, affrontando percorsi anche di circa 100 chilometri. Per Alessandria, il documento denuncia la mancanza di percorsi specialistici dedicati paragonabili a quelli disponibili in altre realtà, come Asti e Torino.

Un ulteriore problema riguarda il livello intermedio dell'assistenza, rappresentato dai Day Hospital terapeutici e dai pasti assistiti, strumenti fondamentali nei percorsi di cura di numerosi disturbi alimentari. L'interrogazione segnala inoltre la disponibilità di appena sette posti letto specialistici per pazienti adulti in fase acuta nell'intero territorio regionale.

Sono dati e criticità richiamati nell'atto ispettivo che richiedono particolare attenzione, perché la possibilità di accedere tempestivamente a un'assistenza multidisciplinare può incidere sulla continuità e sull'efficacia del trattamento.

La risposta dell'assessore Riboldi: fondi nazionali, interventi e potenziamento dei servizi

Nella risposta ufficiale all'interrogazione n. 1311, datata 6 ottobre 2026, l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ricostruisce le iniziative adottate dalla Regione Piemonte negli ultimi anni. Il documento ricorda che nel 2021 è stata disposta una revisione dei requisiti assistenziali, strutturali, tecnologici e organizzativi della rete regionale dedicata ai disturbi alimentari.

La Regione richiama inoltre l'assegnazione di 1.842.500 euro prevista nell'ambito del Fondo nazionale per il contrasto dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione e un successivo finanziamento di 732.947,80 euro, relativo al triennio 2024-2026. Quest'ultimo importo, secondo la risposta, è stato accertato e impegnato a seguito dell'approvazione del piano regionale delle attività da parte del Ministero della Salute.

La Giunta riferisce anche di uno stanziamento regionale di 150.000 euro, seguito da ulteriori 300.000 euro destinati al perseguimento degli obiettivi previsti dalla normativa regionale.

Questi dati documentano risorse già individuate e interventi avviati, ma non definiscono, nella risposta allegata, un nuovo finanziamento strutturale pluriennale destinato alla stabilizzazione del personale.

Liste d'attesa, nuovi ambulatori e formazione: cosa riferisce la Regione

La Giunta regionale sottolinea che negli ultimi due anni è proseguito il lavoro di potenziamento dei servizi, con interventi riguardanti il rafforzamento delle reti terapeutiche, l'aumento delle disponibilità per le prime visite urgenti, il miglioramento del triage per i casi non urgenti e l'incremento delle prestazioni sanitarie.

Nel documento vengono inoltre indicati l'accorciamento dei tempi per la presa in carico, l'azzeramento delle liste d'attesa in alcune situazioni, l'apertura di nuovi ambulatori e l'organizzazione di attività formative rivolte ai professionisti sanitari. La formazione coinvolge diverse figure, tra cui neuropsichiatri infantili, psichiatri, dietisti, psicologi clinici, infermieri, educatori, medici di pronto soccorso, medici di medicina generale e pediatri.

La risposta evidenzia infine che è in corso un aggiornamento delle linee progettuali regionali, con particolare attenzione alle esigenze assistenziali delle singole Aziende Sanitarie e dei territori di riferimento.

Le tre domande che rimangono al centro del confronto

L'interrogazione presentata da Domenico Rossi chiedeva chiarimenti su tre aspetti precisi: il bilancio complessivo dell'attuazione della legge del 2022, le misure per garantire la continuità contrattuale e la progressiva stabilizzazione dei professionisti sanitari e il piano di investimenti necessario a realizzare un Day Hospital terapeutico con pasti assistiti in ciascuna delle cinque aree sanitarie individuate.

La risposta dell'assessorato fornisce un quadro delle attività amministrative e dei finanziamenti, ma non presenta un calendario di realizzazione dei Day Hospital, non indica nuovi stanziamenti specifici per queste strutture e non dettaglia un percorso di stabilizzazione del personale. È su questa differenza tra interventi illustrati e impegni richiesti che si concentra la critica del consigliere regionale.

Rossi: «Non è accettabile che le cure dipendano dal territorio in cui si vive»

Il consigliere regionale insiste sulla necessità di garantire un accesso equo ai servizi specialistici, indipendentemente dalla situazione economica delle famiglie o dalla zona di residenza.

«È grave che, di fronte a un tema così delicato come i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, in aumento da anni, alle richieste che arrivano da professionisti e famiglie, manchino ancora impegni chiari su come garantire continuità dei professionisti e sul superamento delle disomogeneità territoriali», dichiara Rossi.

E aggiunge:

«Il riepilogo delle attività svolte non basta. Servono garanzie concrete per i servizi, per chi lavora nella rete DNA e soprattutto per le persone e le famiglie che hanno bisogno di cure. Non è accettabile che l'accesso a percorsi specialistici adeguati continui a dipendere dal territorio in cui si vive o dalle risorse private delle famiglie».

La necessità di una rete sanitaria stabile e accessibile

I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione rappresentano condizioni complesse che possono richiedere interventi coordinati sul piano medico, nutrizionale e psicologico. La continuità dell'assistenza e la possibilità di accedere a professionisti specializzati costituiscono aspetti importanti per accompagnare pazienti e famiglie attraverso percorsi terapeutici che possono protrarsi nel tempo.

La questione sollevata in Piemonte riguarda quindi non soltanto l'entità dei finanziamenti, ma anche la capacità di trasformare gli interventi avviati in servizi continuativi, distribuiti in modo adeguato sul territorio e accessibili alle persone che ne hanno bisogno.

Il confronto proseguirà in Consiglio regionale

Domenico Rossi annuncia l'intenzione di presentare nuove richieste di chiarimento alla Giunta regionale.

«Per questo torneremo a interrogare la Giunta. I territori aspettano risposte e la Regione ha il dovere di assicurarle, dando piena attuazione alla legge e garantendo servizi omogenei e continuità assistenziale in tutto il Piemonte».

Il confronto rimane dunque aperto. Da una parte la Regione rivendica le attività realizzate e i finanziamenti destinati alla rete assistenziale; dall'altra il consigliere regionale chiede impegni più precisi sulla stabilità degli operatori sanitari e sul superamento delle differenze territoriali. Al centro restano le persone che convivono con un disturbo alimentare e le loro famiglie, per le quali tempestività, continuità e accessibilità delle cure rappresentano esigenze fondamentali.

Fonte: Dichiarazioni del consigliere regionale Domenico Rossi; interrogazione regionale n. 1311 e risposta ufficiale dell'assessore Federico Riboldi del 6 ottobre 2026.


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    Fotografia fornita a corredo delle dichiarazioni di Domenico Rossi – Partito Democratico. Autore dello scatto non indicato.

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