DAIRI Alessandria, il cuore della ricerca sanitaria: organizzazione, protagonisti e futuro della medicina

Ricercatori impegnati in un laboratorio biomedico moderno, immagine simbolica dell'attività di ricerca sanitaria del DAIRI di Alessandria.
La ricerca scientifica e la collaborazione tra professionisti sanitari rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro della medicina alessandrina. Immagine illustrativa, non fotografia delle strutture reali del DAIRI.


Dalla visione scientifica alla collaborazione tra medici, ricercatori e università: il ruolo del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria.

La ricerca scientifica rappresenta una delle grandi opportunità per il futuro della sanità alessandrina. Non significa soltanto sviluppare nuove conoscenze o pubblicare studi sulle riviste specializzate, ma soprattutto costruire un sistema capace di trasferire progressivamente le scoperte scientifiche nella pratica clinica, migliorando diagnosi, trattamenti e assistenza. 

In questo percorso assume particolare importanza il DAIRI, Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, una realtà che contribuisce a collegare l'attività quotidiana dell'ospedale con il mondo della ricerca, della formazione e dell'innovazione. 

Conoscere come è organizzato, quali figure ne accompagnano lo sviluppo e quale ruolo svolge nel sistema sanitario significa comprendere meglio una delle prospettive più interessanti per Alessandria e per l'intero territorio piemontese.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

Il DAIRI e il valore strategico della ricerca ospedaliera

Il DAIRI costituisce un riferimento organizzativo per le attività di ricerca e innovazione sviluppate nell'ambito dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, protagonista di un percorso di crescita scientifica e istituzionale legato anche al riconoscimento come IRCCS, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico.

La funzione di un dipartimento dedicato alla ricerca è particolarmente significativa in un ospedale moderno. Accanto alle attività assistenziali, che rimangono la missione fondamentale di una struttura sanitaria, diventa infatti necessario disporre di un'organizzazione capace di sostenere i professionisti nella progettazione degli studi, nella gestione dei percorsi scientifici, nella collaborazione con altri centri e nella diffusione dei risultati.

Il valore di questo modello consiste nell'integrazione tra assistenza, ricerca e formazione. Le problematiche osservate quotidianamente nei reparti possono diventare domande scientifiche; queste ultime, attraverso studi rigorosi e verifiche appropriate, possono contribuire allo sviluppo di nuove conoscenze e, quando le evidenze lo consentono, di migliori modalità di cura.

In questa prospettiva il DAIRI non va considerato semplicemente come una struttura amministrativa, ma come un elemento di raccordo tra competenze diverse, con l'obiettivo di favorire una ricerca scientifica organizzata, continuativa e strettamente collegata alle necessità dei pazienti.

Antonio Maconi, una figura centrale nello sviluppo della ricerca

Tra i protagonisti di questo percorso emerge il dottor Antonio Maconi, medico e dirigente sanitario che ha svolto un ruolo determinante nella crescita dell'attività scientifica dell'ospedale alessandrino.

Direttore del DAIRI, Maconi ha accompagnato negli anni lo sviluppo di un modello organizzativo orientato alla collaborazione tra professionisti, istituzioni sanitarie e mondo universitario. La sua attività ha assunto particolare rilievo durante il complesso percorso che ha condotto al riconoscimento dell'IRCCS Alessandria-Casale Monferrato.

Il passaggio decisivo è avvenuto con il decreto del Ministero della Salute del 10 giugno 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 1° luglio, che ha riconosciuto il carattere scientifico dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria nell'area della Cardiologia e Pneumologia, con particolare attenzione alle patologie ambientali.

Si tratta del primo IRCCS pubblico del Piemonte, un riconoscimento che attribuisce alla realtà alessandrina nuove responsabilità e prospettive nell'ambito della ricerca sanitaria nazionale.

Il 15 luglio 2026 la Regione Piemonte ha annunciato la nomina di Antonio Maconi a Direttore Scientifico facente funzioni dell'IRCCS Alessandria-Casale Monferrato. Un incarico che rappresenta la continuità di un lavoro avviato molti anni prima, durante il quale Maconi aveva seguito direttamente la preparazione del progetto scientifico e organizzativo necessario al riconoscimento ministeriale.

La sua figura assume quindi una doppia importanza: da un lato il coordinamento della ricerca attraverso il DAIRI, dall'altro la responsabilità scientifica nella fase di consolidamento del nuovo IRCCS.

Il riconoscimento istituzionale, tuttavia, non rappresenta un punto di arrivo definitivo. Costituisce piuttosto l'inizio di una fase nella quale sarà necessario rafforzare le infrastrutture, consolidare le collaborazioni scientifiche, valorizzare le competenze professionali e assicurare continuità ai programmi di ricerca. 

Tatiana Bolgeo e il ruolo fondamentale delle professioni sanitarie

Un'altra figura di particolare rilievo nell'organizzazione scientifica del DAIRI è la dottoressa Tatiana Bolgeo, dirigente dell'Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie e punto di riferimento del Centro Studi Ricerca delle Professioni Sanitarie.

Il suo percorso all'interno della struttura testimonia l'importanza crescente che la ricerca infermieristica e quella delle altre professioni sanitarie hanno assunto nella medicina contemporanea.

Già dal 2018 Bolgeo coordinava l'Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie, con l'obiettivo di sviluppare competenze metodologiche e promuovere una cultura scientifica direttamente collegata alle esigenze dell'assistenza.

Si tratta di un settore che merita particolare attenzione, perché la qualità delle cure non dipende esclusivamente dai farmaci, dagli interventi chirurgici o dalle tecnologie diagnostiche. Una parte fondamentale dei risultati assistenziali è legata anche all'organizzazione del lavoro, alla prevenzione delle complicanze, alla capacità di educare i pazienti, alla continuità delle cure e al rapporto tra operatori sanitari e persone assistite.

In questo contesto, il Centro Studi Ricerca delle Professioni Sanitarie, conosciuto anche come CeRProS, promuove attività scientifiche multidisciplinari, collaborazioni con università e istituti di ricerca, iniziative formative e divulgazione delle conoscenze.

Le aree di interesse comprendono, tra le altre, le patologie croniche, l'assistenza cardio-respiratoria, le malattie infettive, l'antibiotico-resistenza, gli aspetti neurologici e la sostenibilità ambientale.

L'attività di Tatiana Bolgeo evidenzia inoltre un principio particolarmente importante: la ricerca non deve essere riservata a un numero ristretto di specialisti, ma può coinvolgere l'intera comunità dei professionisti sanitari, valorizzando competenze ed esperienze che nascono direttamente dall'assistenza quotidiana.

Questo approccio favorisce la crescita professionale degli operatori e contribuisce a costruire una cultura organizzativa nella quale l'osservazione clinica, la formazione e la verifica scientifica diventano elementi strettamente collegati. 

Un'organizzazione fondata sulla collaborazione

Uno degli aspetti più significativi del modello DAIRI è la capacità di mettere in relazione competenze e strutture differenti.

La ricerca sanitaria contemporanea richiede infatti un'organizzazione complessa. Per realizzare uno studio clinico non è sufficiente formulare un'ipotesi interessante: occorrono competenze metodologiche, procedure autorizzative, attenzione agli aspetti etici, raccolta e analisi dei dati, coordinamento dei professionisti e collaborazione tra strutture.

Un dipartimento dedicato alla ricerca svolge quindi una funzione essenziale nel creare condizioni organizzative favorevoli allo sviluppo dei progetti scientifici.

Nel caso alessandrino, questa impostazione si inserisce in un contesto che comprende l'Azienda Ospedaliero-Universitaria, l'Università del Piemonte Orientale, le reti scientifiche nazionali e internazionali e le diverse professioni che operano nel sistema sanitario.

Particolarmente interessante è il rapporto tra il DAIRI e gli ordini professionali. Nel corso del 2025 sono stati formalizzati accordi di collaborazione con l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino, con l'Ordine Interregionale dei Fisioterapisti del Piemonte e della Valle d'Aosta e con l'Ordine delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Torino, Aosta, Alessandria e Asti.

Queste intese prevedono lo sviluppo di progetti scientifici condivisi, iniziative formative, partecipazione a programmi di ricerca e diffusione della cultura scientifica.

Sono collaborazioni che testimoniano una concezione moderna della ricerca: non un'attività isolata all'interno dei laboratori, ma un processo che coinvolge professionalità differenti e favorisce lo scambio delle conoscenze. 

Dall'ospedale al territorio, una prospettiva per il futuro

Il ruolo del DAIRI assume un significato ancora più ampio se osservato nel contesto territoriale di Alessandria e della sua provincia.

La presenza di un centro di ricerca scientifica strutturato può contribuire a rafforzare l'attrattività del sistema sanitario locale, favorire collaborazioni con altre istituzioni e creare opportunità di formazione per giovani medici, infermieri, ricercatori e professionisti delle diverse discipline.

Il riconoscimento dell'IRCCS Alessandria-Casale Monferrato aggiunge a questo percorso una dimensione particolarmente importante. La specializzazione nelle malattie cardiovascolari e respiratorie, con attenzione ai fattori ambientali, riguarda problematiche sanitarie di grande interesse per la popolazione e per il territorio.

In una provincia caratterizzata da realtà industriali, agricole e urbane differenti, approfondire scientificamente le relazioni tra ambiente e salute rappresenta una prospettiva di notevole rilevanza.

Occorre naturalmente distinguere le potenzialità dai risultati effettivamente raggiunti. La presenza di un IRCCS non determina automaticamente un miglioramento di tutti i servizi sanitari, così come la crescita delle pubblicazioni scientifiche non coincide necessariamente con benefici immediati per ogni paziente.

Perché la ricerca produca effetti concreti occorrono tempo, risorse, personale qualificato, valutazioni rigorose e la capacità di trasferire le evidenze scientifiche nell'organizzazione dell'assistenza.

È proprio su questo terreno che si misurerà, nei prossimi anni, una parte importante del valore del lavoro svolto dal DAIRI e dal nuovo IRCCS.

Una risorsa scientifica che Alessandria deve conoscere

Il DAIRI rappresenta una componente significativa dell'evoluzione scientifica della sanità alessandrina. Il lavoro di Antonio Maconi, quello di Tatiana Bolgeo e il contributo dei numerosi professionisti coinvolti dimostrano come la ricerca possa svilupparsi attraverso una visione organizzativa condivisa.

Per i cittadini, tuttavia, il significato di questa attività deve andare oltre il riconoscimento istituzionale e il prestigio scientifico. La domanda fondamentale rimane una: in quale misura la ricerca riuscirà a migliorare concretamente la prevenzione, la diagnosi, le cure e la qualità della vita delle persone?

È una domanda alla quale occorre rispondere attraverso risultati documentati, studi verificabili e una comunicazione scientifica comprensibile anche a chi non possiede competenze mediche specialistiche.

Alessandria ha raggiunto un traguardo importante con il riconoscimento del suo primo IRCCS pubblico piemontese. La sfida successiva consiste nel consolidare questa realtà, valorizzare le professionalità e costruire un collegamento sempre più efficace tra conoscenza scientifica e bisogni dei pazienti.

Il DAIRI costituisce uno degli strumenti attraverso i quali affrontare questa sfida.

Ed è proprio per questo che merita di essere conosciuto non soltanto dagli addetti ai lavori, ma dall'intera comunità.

Approfondimento: come è strutturato il DAIRI

Per comprendere pienamente la dimensione del dipartimento è utile ricordare che il DAIRI è stato istituito nel 2020come struttura interaziendale tra l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria e l'ASL AL, in integrazione con l'Università del Piemonte Orientale.

La sua infrastruttura comprende diversi settori specializzati: il Clinical Trial Center, che sostiene l'organizzazione delle sperimentazioni cliniche; il Grant Office, dedicato al supporto per i finanziamenti della ricerca; l'Alessandria Biobank, che conserva materiali biologici destinati ad attività scientifiche autorizzate; l'unità di Health Technology Assessment, che si occupa della valutazione delle tecnologie sanitarie; l'epidemiologia clinica e la biostatistica; la medicina traslazionale; i laboratori e i centri studi.

A queste componenti si affiancano le attività di formazione, comunicazione e raccolta di risorse, indispensabili per sostenere nel tempo un sistema di ricerca articolato.

La struttura dispone di sedi ad Alessandria e Casale Monferrato, confermando il carattere territoriale e interaziendale del progetto.

Particolarmente significativa è anche la presenza del Clinical Trial Center, operativo dal 2013, che supporta i ricercatori nella preparazione, conduzione e gestione degli studi clinici, con particolare attenzione alla qualità dei dati e alla tutela delle persone coinvolte nelle sperimentazioni.

Questo insieme di strutture permette di comprendere meglio il significato del DAIRI: un'organizzazione che cerca di mettere a disposizione dei professionisti gli strumenti necessari per trasformare le idee scientifiche in progetti di ricerca rigorosi e verificabili.

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(GEO): Alessandria, Piemonte. Approfondimento sul DAIRI, Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, la sua organizzazione, il ruolo di Antonio Maconi e Tatiana Bolgeo e il contributo allo sviluppo dell'IRCCS Alessandria-Casale Monferrato.

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Fonte istituzionale: AOU Alessandria – Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione. Ulteriore riferimento: Regione Piemonte, nomina del Direttore Scientifico facente funzioni, 15 luglio 2026.

Crediti: Immagine editoriale generata con Intelligenza Artificiale per Alessandria Post. Copyright: © Alessandria Post – elaborazione grafica AI.

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