| Una vasta frana si stacca dalle pareti dolomitiche delle Tofane, sollevando una grande nube di polvere verso la valle. |
Una frana di grandi dimensioni si è staccata nel primo pomeriggio di domenica 4 ottobre dalle pareti nord della Tofana di Dentro, nel gruppo delle Tofane, a ovest di Cortina d’Ampezzo. Il crollo ha sollevato una vasta nube di polvere e avrebbe interessato soprattutto la Val Travenanzes, area attraversata da numerosi sentieri escursionistici. Le verifiche effettuate nelle ore successive non hanno segnalato persone coinvolte, ma il Comune di Cortina ha disposto in via precauzionale la chiusura del sentiero 401 e dell’area della Cengia Paolina.
Pier Carlo Lava
Il distacco è avvenuto in un momento particolarmente delicato. Nella stessa zona era infatti già operativo l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, impegnato nel recupero di una escursionista di 52 anni residente a Limana, nel Bellunese, che si era procurata una distorsione a un ginocchio lungo la via normale alla Tofana di Rozes. La donna è stata recuperata con il verricello e trasportata all’ospedale Codivilla di Cortina.
Dopo aver lasciato l’escursionista in ospedale, l’eliambulanza ha imbarcato due soccorritori della Guardia di Finanza di Cortina per tentare una ricognizione dall’alto dell’area interessata dalla frana. Il sorvolo ravvicinato non è però stato possibile nelle prime fasi perché una quantità molto consistente di polvere era rimasta sospesa nell’aria, riducendo fortemente la visibilità.
Nessuna persona coinvolta nelle prime verifiche
La presenza di diversi sentieri nella Val Travenanzes aveva inizialmente fatto temere che qualche escursionista potesse essere rimasto coinvolto nel crollo. Le verifiche effettuate successivamente hanno tuttavia indicato che non risultano persone travolte dalla frana. Resta comunque necessario mantenere prudenza perché l’area interessata è vasta e la stabilità della parete deve essere valutata prima di consentire nuovamente il passaggio degli escursionisti.
Proprio per questo il sindaco di Cortina d’Ampezzo ha adottato un’ordinanza urgente disponendo la chiusura del sentiero numero 401 in Val Travenanzes e della zona della Cengia Paolina. La misura è stata presa per tutelare la pubblica incolumità e resterà fondamentale fino a quando non sarà possibile stabilire con maggiore precisione la situazione geologica della parete e l’eventuale presenza di ulteriori masse instabili.
La Tofana di Dentro e una delle aree più spettacolari delle Dolomiti
La Tofana di Dentro, alta oltre 3.200 metri, appartiene al gruppo delle Tofane insieme alla Tofana di Rozes e alla Tofana di Mezzo. È uno dei massicci più imponenti e conosciuti delle Dolomiti ampezzane, caratterizzato da grandi pareti rocciose, canaloni e vallate frequentate durante la stagione escursionistica.
La Val Travenanzes si sviluppa proprio tra alcuni dei maggiori gruppi montuosi della zona e costituisce uno degli ambienti più suggestivi delle Dolomiti. La sua conformazione, tuttavia, rende particolarmente importante il controllo delle pareti soprastanti quando si verificano crolli di grandi dimensioni.
Gli eventi di questo tipo fanno parte della naturale evoluzione delle montagne, ma negli ultimi anni l’attenzione scientifica verso i crolli rocciosi in alta quota è aumentata. Fra i fattori che possono contribuire all’instabilità delle pareti vi sono l’alternanza fra gelo e disgelo, l’infiltrazione dell’acqua nelle fratture della roccia, le forti precipitazioni e, alle quote più elevate, la degradazione del permafrost. Stabilire la causa precisa di un singolo crollo richiede tuttavia analisi geologiche specifiche: al momento non risultano indicazioni ufficiali che permettano di attribuire il distacco della Tofana di Dentro a un’unica causa.
Una nube di polvere visibile a grande distanza
Le immagini e i filmati diffusi dopo l’evento mostrano una massa imponente di roccia precipitare lungo la parete e una nube di polvere estendersi rapidamente sulla valle. È stata proprio questa sospensione di materiale finissimo nell’aria a rendere inizialmente impossibile l’avvicinamento dell’elicottero.
Il fenomeno dà anche la misura dell’energia liberata da un grande crollo dolomitico. Quando migliaia di metri cubi di roccia precipitano lungo una parete, i blocchi si frammentano durante la caduta producendo una quantità enorme di polvere che può restare sospesa per diverso tempo.
Nel caso delle Tofane la priorità è stata quindi duplice: verificare che nessuna persona fosse rimasta coinvolta e impedire l’accesso ai tratti di sentiero potenzialmente esposti a ulteriori distacchi.
Segnalato anche un secondo distacco sulla Croda Marcora
Secondo quanto riportato dal Club Alpino Italiano sulla base delle prime informazioni disponibili, nella stessa giornata sarebbe stato segnalato anche un secondo distacco sulla Croda Marcora. Si tratta di un episodio distinto, che dovrà essere valutato separatamente e sul quale le informazioni disponibili sono al momento più limitate.
L’evento della Tofana di Dentro resta comunque quello di maggior rilievo per le dimensioni della massa rocciosa coinvolta e per la vicinanza ai percorsi escursionistici della Val Travenanzes.
Per chi frequenta la zona, l’indicazione resta molto semplice: rispettare rigorosamente le chiusure e le indicazioni delle autorità e del Soccorso Alpino, senza tentare di raggiungere l’area del crollo per osservare o fotografare la frana. La situazione potrà essere rivalutata solo dopo controlli sufficienti sulla stabilità della parete.
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GEO: Cortina d’Ampezzo, Tofana di Dentro, Tofane, Val Travenanzes, Cengia Paolina, Dolomiti, Belluno, Veneto, Italia.
Una frana di grandi dimensioni si è staccata dalla parete nord della Tofana di Dentro, sopra Cortina d’Ampezzo. Nessuna persona risulta coinvolta nelle prime verifiche; chiusi il sentiero 401 della Val Travenanzes e la Cengia Paolina.
Fonti: Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, ANSA, RaiNews, CAI – Lo Scarpone e fonti locali, aggiornamento al 5 ottobre 2026. ANSA.it Radio Più. TGCOM24 RaiNews.
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