Consumo di suolo nell’Alessandrino, la sfida è crescere senza perdere altro territorio

Veduta illustrativa di campi agricoli affiancati da capannoni logistici, piazzali e pannelli fotovoltaici a terra, sul tema del consumo di suolo nell’Alessandrino.
Territorio, logistica ed energia: una rappresentazione simbolica delle trasformazioni del paesaggio e della necessità di tutelare il suolo agricolo nell’Alessandrino.

Quanto terreno siamo disposti a trasformare, e che cosa resterà alle comunità quando gli investimenti saranno completati?

Il nuovo rapporto sul consumo di suolo riporta al centro del confronto una questione decisiva per la provincia di Alessandria: come conciliare attività produttive, energia e tutela del territorio. I numeri richiedono attenzione, ma soprattutto una lettura corretta, capace di distinguere le trasformazioni dell’ultimo anno dalle superfici artificiali accumulate nel tempo.

Pier Carlo Lava – Alessandria Post

Il rapporto “Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio”, edizione 2026, pubblicato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente e curato con ISPRA, fotografa le trasformazioni avvenute nel 2025. La distinzione temporale è importante: l’anno di pubblicazione e quello cui si riferiscono i dati non coincidono. La ricerca comprende indicatori, cartografie e strumenti per valutare le conseguenze delle trasformazioni territoriali. 

Nell’approfondimento pubblicato il 29 ottobre, La Stampa riporta 199 ettari di nuovo consumo nella provincia di Alessandria, su 854 in Piemonte. Per Pozzolo Formigaro indica 54,25 ettari e per Tortona 26,39. Sono valori riferiti alle trasformazioni annuali, da non confondere con l’intera superficie già occupata da insediamenti e infrastrutture. 

Consumo annuale, consumo netto e suolo già consumato sono indicatori diversi. Il primo misura le nuove trasformazioni; il saldo netto tiene conto anche delle superfici recuperate; il dato complessivo descrive invece quanto territorio risulta già artificializzato. Anche la quota per abitante va interpretata correttamente: quando riguarda il patrimonio di superfici artificiali esistente, non significa che ciascun residente abbia consumato quella quantità di terreno nell’ultimo anno. È una distinzione essenziale per evitare confronti fuorvianti. 

Il quadro nazionale conferma un’accelerazione. Nel 2025 sono stati trasformati 102,4 chilometri quadrati di territorio, il 22,4% in più rispetto al 2024. Sottraendo i ripristini, la crescita netta delle superfici artificiali si avvicina ai 95 chilometri quadrati. Il Piemonte, con 854 ettari di nuove trasformazioni, rientra fra le regioni che hanno registrato le maggiori perdite annuali. 

Una componente rilevante è rappresentata dalla logistica. Secondo il comunicato nazionale SNPA, nel 2025 questo settore ha aggiunto 390 ettari di superfici a livello italiano, dei quali 115 in Piemonte. Nello stesso periodo, gli impianti fotovoltaici a terra hanno interessato ulteriori 2.798 ettari nel Paese. Sono fenomeni distinti, che richiedono valutazioni specifiche per localizzazione, caratteristiche degli interventi e possibilità di recupero del terreno.

Per il territorio compreso fra Pozzolo Formigaro, Tortona e Novi Ligure, la domanda da porre alle amministrazioni e agli operatori economici è quindi concreta: quanto spazio già costruito può essere recuperato prima di occupare altre aree libere? Un confronto pubblico utile dovrebbe rendere leggibili, per ogni progetto, le superfici interessate, le alternative considerate, il traffico previsto e i benefici occupazionali attesi. Questi ultimi andrebbero poi verificati nel tempo, insieme agli effetti sul territorio.

Il valore di un terreno non coincide soltanto con il suo prezzo di mercato. Il monitoraggio ISPRA considera il suolo una risorsa essenziale, sostanzialmente non rinnovabile, e analizza le funzioni naturali che possono essere compromesse dalle trasformazioni. La valutazione riguarda quindi anche il paesaggio e i servizi ecosistemici, ossia i benefici che il territorio offre alla collettività. 

Sul fronte energetico, una priorità ragionevole è verificare prima il potenziale delle coperture già esistenti. La nuova ricerca individua a livello nazionale circa 1.116 chilometri quadrati di tetti potenzialmente utilizzabili per il fotovoltaico. Il dato non dimostra che ogni copertura sia immediatamente disponibile o adatta, ma offre una base concreta per censimenti e valutazioni locali. 

La nostra valutazione è che lo sviluppo debba essere misurato anche attraverso la qualità delle scelte urbanistiche. Recuperare un’area dismessa, riutilizzare un edificio e concentrare gli interventi dove esistono già servizi e collegamenti sono possibilità da esaminare prima di estendere gli insediamenti. Per l’Alessandrino, il rapporto può diventare uno strumento di lavoro: una base condivisa per chiedere progetti più trasparenti e discutere quale territorio lasciare alle generazioni successive.

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Fonti: Rapporto SNPA e ISPRA 2026; Sintesi del Sistema Statistico Nazionale; Approfondimento di La Stampa del 29 ottobre 2026.

Nota sui dati locali: i valori comunali e provinciali riportati sono attribuiti a La Stampa; non è stato possibile riscontrarli direttamente nelle tabelle allegate al rapporto. Per Novi Ligure non viene indicato un valore annuale non verificato.

Crediti: Immagine editoriale realizzata con intelligenza artificiale per Alessandria Post.

Nota: Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non raffigura un luogo reale specifico né documenta singoli impianti o interventi.

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